Finalmente reazionari

Ieri sera una persona di cui il quoziente intellettivo è facile stimare (per eccesso) è salita su un famoso palco e ha dato luogo ad una performance a dir poco povera. Povera per contenuti, abilità e bravura.

Peccato che il tapino abbia pensato di ovviare a questa generale miseria con una provocazione.

Qui di seguito riportiamo integralmente la reazione del Vescovo della località nella quale questo triste spettacolo è andato in scena.

Finalmente! Una boccata d’aria buona.

Una triste apertura del Festival della Canzone Italiana 2022 ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso.

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Anche Dio fa quello che può

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Qualche giorno fa ho partecipato a un incontro del “gruppo famiglie” della mia parrocchia.

A valle della lettura e meditazione della famosa parabola della “casa sulla roccia” (Mt 7, 21-27), il sacerdote che guidava l’incontro ha posto alcune domande tra le quali la seguente: “Come leggo gli eventi belli e brutti della vita? Che senso tendo ad attribuirgli?”

Il momento di condivisione è stato decisamente partecipato e la maggior parte degli interventi vertevano sullo spaesamento che si prova di fronte alla sofferenza propria e altrui.

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The father – Nulla è come sembra

THE FATHER - NULLA È COME SEMBRA - Cinegatti Cinema Perugia

Il cinema è uno specchio. Magico, ma pur sempre specchio. E in una società occidentale dalla curva anagrafica in netta ascesa, cominciano a diventare numerose le pellicole che approfondiscono i temi della “terza età”: il confronto con la gioventù passata e presente (“Youth”, “Up”), la sofferenza e la fine terrena (“Blackbird – l’ultimo abbraccio”), la demenza senile (“Una sconfinata giovinezza” di cui ho già scritto qui).

Quest’ultimo, drammatico tema viene affrontato anche dal bellissimo e pluripremiato film “The father – Nulla è come sembra”. Il regista è Florian Zeller, all’esordio alla regia, autore anche della pièce teatrale da cui il film è tratto. Trovate trama, notizie e riconoscimenti qui.

Vi regalo il dialogo finale. Lo scambio di battute avviene tra l’anziano Anthony (un enorme Anthony Hopkins) e Catherine, l’infermiera della casa di cura in cui Anthony è stato ricoverato (Olivia Williams).

Si tratta della scena madre, la spada che scioglie gli intrecci del film. E che ci pone di fronte a qualcosa che, ahimè, prima o poi toccherà a tutti noi affrontare.

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Cani e gatti preferiti ai figli: W il Papa!

Meglio fare figli o adottare un cane? - Catia Pierotti

Grande, grande, grande Papa Francesco!

Nella prima udienza generale dell’anno, riflettendo sulla paternità di Giuseppe e più in generale sull’adozione, mette a nudo un paradosso dell’attuale “main stream”.

“L’altro giorno, parlavo sull’inverno demografico che c’è oggi: la gente non vuole avere figli, o soltanto uno e niente di più. E tante coppie non hanno figli perché non vogliono o ne hanno soltanto uno perché non ne vogliono altri, ma hanno due cani, due gatti … Eh sì, cani e gatti occupano il posto dei figli. Sì, fa ridere, capisco, ma è la realtà. E questo rinnegare la paternità e la maternità ci sminuisce, ci toglie umanità.”

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Luca, il “bravo medico”

Oggi 18 Ottobre ricorre la festa di San Luca, uno dei miei santi ed evangelisti preferiti.

Luca (o Lucio) è greco (probabilmente di Antiochia).

Non ha conosciuto direttamente Gesù (come noi), ma se ne innamora ascoltando la Buona Novella raccontata dai testimoni.

E vuole approfondire. Intervista le “fonti dirette” (apostoli e discepoli), compresa Maria, da cui apprenderà notizie preziose sull’infanzia di Gesù (arricchendo quindi il Vangelo di Marco, ripreso in larga parte nel suo primo testo).

Rimane accanto a Paolo durante il secondo e terzo viaggio missionario di quest’ultimo. A Gerusalemme è testimone dell’arresto di Paolo che poi accompagna nel trasferimento da Cesarea di Palestina a Roma. Durante la seconda prigionia romana, è l’unico a rimanergli a fianco.

La tradizione ce lo consegna come un medico. Tre sono gli indizi che confermano questa tesi.

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10 regole per vivere sulla Terra

Le regole: strumenti che aiutano a crescere, non comandi - Consulenza  Educativa

Quali di queste regole vi provoca o colpisce di più?

Sono graditi commenti!

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Regole per vivere sulla Terra

(di Rinaldo Lampis – “Camminare con le ali”)

1 – TI SARA’ DATO UN CORPO
Dopo potrà piacerti o meno, ma sarà comunque tuo per l’intero periodo.

2 – IMPARERAI DELLE LEZIONI
Ti iscriverai in una scuola chiamata Vita.
La scuola sarà informale e a tempo libero.
Ogni giorno in questa scuola avrai l’opportunità di imparare delle lezioni. Queste ti potranno piacere, o potrai pensare alle lezioni come stupide ed irrilevanti.

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In Occidente si bruciano le Chiese nell’indifferenza totale

Pubblichiamo senza commenti l’articolo di Giulio Meotti dalla sua newsletter.

“È stata un’estate difficile per i cristiani canadesi”, scrive il Wall Street Journal. Il riferimento non è all’arresto di sacerdoti e pastori protestanti poco ligi in chiesa sui distanziamenti anti-Covid. “Per cinque giorni alla fine di giugno, quattro chiese cattoliche e una chiesa anglicana sono state rase al suolo, le prime chiese a essere incendiate o vandalizzate in un’estate di profanazione. Poi sono scoppiati incendi sospetti in tutto il Paese. In tutto, almeno 56 chiese sono state incendiate, secondo il True North Centre, che sta mappando gli attacchi alle chiese”.

Anche una chiesa copta è stata rasa al suolo, non in Egitto, dove l’incendio di chiese copte non è un evento raro, ma in Canada, noto anche come “il centro dei roghi delle chiese del mondo occidentale”. Nelle prime ore del mattino del 19 luglio, la chiesa copta ortodossa di San Giorgio nel Surrey, che ha servito 500 famiglie e fornito cibo ai senzatetto, è stata incendiata e completamente distrutta. Rimane in piedi solo un muro carbonizzato.

Questa è senza dubbio una crisi, ma non lo penseresti osservando la risposta del primo ministro Justin Trudeau. “Sebbene il primo sospetto incendio doloso sia avvenuto il 21 giugno, Trudeau non ha parlato della questione fino al 1 luglio” scrive il Wall Street Journal. “Peggio ancora, dopo dozzine di incidenti in sette diverse province e territori, c’è stato un solo arresto. ‘Mi sbaglio’, ha chiesto Aaron Wudrick del Macdonald-Laurier Institute, ‘o quest’anno sono state arrestate più persone in Canada per essere entrate in una chiesa per adorare che per averne incendiata una?'”.

Gli incendi sono collegati alla notizia che centinaia di bambini sono stati sepolti in tombe senza nome nelle scuole residenziali indiane gestite dalla chiesa in Canada. “Quando alla fine Trudeau si è espresso, ha offerto una tiepida risposta che ha condannato un vago ‘aumento di intolleranza, razzismo e odio che stiamo vedendo in tutto il paese’. All’inizio di giugno, quando una famiglia musulmana è stata investita a London, Ontario, uccidendo quattro persone, Trudeau non ha esitato a condannare l’attacco. Ha severamente avvertito che ‘l’islamofobia non ha posto in nessuna delle nostre comunità’, mentre rassicurava la comunità musulmana ‘che siamo con voi’. Molti cristiani si sono chiesti perché il primo ministro non abbia parlato con tanta forza delle violenze contro i cristiani. Anche lui sta con noi?”.

Le chiese bruciano in tutto l’Occidente nell’indifferenza totale. Bruciano a Glasgow, in Scozia, racconta la BBC. E bruciano a Stoccolma e sono vandalizzate a Malilla, in Svezia.

E in Francia soprattutto, dove un incendio è stato appiccato a una chiesa di Loctudy. Poi a un’altra chiesa nei Pirenei. Poi ancora un’altra chiesa incendiata per due volte a Pont-de-Vaux. Poi le statue decapitate nella chiesa di Bayeux. Poi un altro incendio alla chiesa di Déols.

Sono stati 1.400 gli atti di vandalismo contro le chiese francesi nel 2018 e 2019. “C’è una crescente ostilità in Francia contro il cristianesimo e i simboli del cristianesimo”, ha osservato Ellen Fantini, direttrice dell’Osservatorio sulla intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa e con sede a Vienna. “Ogni giorno, almeno due chiese vengono profanate”, ha detto la deputata francese Valerie Boyer. Fantini ha appena spiegato che c’è un aumento del 285 per cento di attacchi ai siti cristiani in Francia negli ultimi dieci anni.

Traduco la lettera aperta al primo ministro canadese pubblicata su Le Devoir a firma di Monique Khouzam Gendron. È rivolta al premier Trudeau, ma potrebbe essere mandata alla classe politica e giornalistica di ogni paese occidentale.

Lettera aperta al primo ministro Justin Trudeau

Quando sei stato eletto, abbiamo creduto in te per la tua apertura al multiculturalismo e, soprattutto, per il rispetto di tutte le religioni.

Tuttavia, da tempo vediamo che parli molto della tua preoccupazione per l’islamofobia. Ha ragione a preoccuparsi di questo, perché siamo in un Paese che rispetta i diritti delle persone e che non deve tollerare questo tipo di atteggiamento.

Tuttavia, con nostra sorpresa, quando si trattava di chiese che sono state vandalizzate, distrutte e completamente bruciate da incendi, non hai detto una parola.

Ebbene sì, proprio niente! Nessun gesto, nessun messaggio, silenzio totale.

Cosa dovremmo capire dal tuo silenzio? Queste azioni sono accettabili per te? Sei d’accordo? Perché, come dice il proverbio, ‘chi tace, acconsente’.

Fino a che punto si spingerà la tua tolleranza per questi atti criminali? Quando li denuncerai? Quale azione intendi intraprendere per arrestare i responsabili e porre fine a questi crimini?

Tutti questi atti non dimostrano un reale aumento della cristianofobia? Anche tu sei preoccupato per questo aumento? Perché chiudi gli occhi quando si tratta di cristianofobia e reagisci rapidamente quando si tratta di islamofobia? Pensi che sia giusto ed equo? Un paese non dovrebbe rispettare e tutelare il patrimonio giudaico-cristiano?

Grazie, signor Trudeau, per averci illuminato su questo…

 

La bruna e la bionda

25 Novembre, santa Caterina da Alessandria. Martire. E anche giornata contro la violenza sulle donne. Un caso? Chissà…

Mentre ci riflettete seduti comodamente al nostro bancone, scelgo per voi un libro dalla mensola della biblioteca del bar. “Le rose di Atacama”, Luis Sepulveda. Uno dei miei scrittori preferiti. E aprendolo all’ultima pagina…

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