Macerata. Proteste per l’Ave Maria all’Università. Il vescovo: “grazie a chi ci ha ricordato che la preghiera è una forza”

Una casa sulla roccia

Docente interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell’apparizione di Fatima. Scoppia la polemica. Interviene mons. Marconi: grazie perché ci avete ricordato la forza della preghiera

Il 13 ottobre la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere: alle 17:30 in punto si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia. Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di fuoco dell’Officina universitaria, un’associazione studentesca, denuncia «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

La docente si difende, sostiene di non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochi…

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La maestà di un rito diurno.

E’ pubblicato dall’11 ottobre su Tempi questo componimento. E’ proprio una creazione, non un semplice “pezzo” o un “articolo”.

Del minestrone e dell’arrosto, il profumo ti avvolge e si allarga in cucinacucinare, qui, è un rito che va svolto con ordine, e dispiegato secondo i suoi canoni antichi; l’appellativo della cipolla è anima del sugo; la pentola sul fornello dà alla cucina un calore di un focolare pensoso

Proponiamo agli amici del Bar di non trattenersi dal provare nostalgia per la maestà di Bellezze come questa. Che si sperimentino di nuovo questi riti spesso trascurati. E che ci si dedichi, quando possibile, alla poesia di MARINA CORRADI.

La casa del vecchio parroco alla periferia nord di Milano è grande e silenziosa, in un cortile appartato a fianco della chiesa. Salite le linde scale di pietra mi affaccio nell’ingresso, noto con nostalgia le mattonelle antiche, nere e rosa, come quelle che c’erano una volta nelle scuole. Ma come entro mi avvolge un profumo di minestrone e di arrosto che si allarga dalla cucina, in fondo, dove una badante è intenta ai fornelli: col grembiule sul petto e un mestolo di legno in mano. La donna si volta, sorride, saluta, e si china Continua a leggere

Bisogno alimentare: di cosa è segno

Breve riflessione a valle dell’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà a Saronno (sabato 7 ottobre).

La condivido, perché mi ha colpito e chiedo il vostro aiuto per comprenderla meglio.

Lucchini, Direttore del Banco Alimentare, ad un certo punto, fa cenno alla I Giornata mondiale dei poveri, che Papa Francesco ha indetto per il prossimo 19 novembre.

Il povero, la povertà sì, non è mai un problema. Il povero è sempre una risorsa.”

“Ci fa tornare all’essenziale. Il bisogno alimentare ce lo avremo sempre, non è tema di adesso, perché è arrivata la crisi.

Il bisogno alimentare è l’aspetto che fa capire all’uomo che la sua vita dipende da qualcosa al di fuori di sè. Per un non credente, potrebbe anche esser solo il rapporto con la natura. Sarebbe già segno che l’uomo da solo non si fa.”

Un incontro imbarazzante.

Scrivere “riceviamo e pubblichiamo” sarebbe perlomeno riduttivo. Anche aggiungendo un “volentieri” non renderemmo giustizia all’Amico Fausto. Anche oggi con garbo, quasi una poesia, ci permette di riflettere, profondamente, sul sacramento della Riconciliazione. Grazie! Attendiamo il tuo ritorno.

Perché troviamo tanta difficoltà ad accostarci al sacramento della Confessione, che è l’incontro con la Misericordia e il Perdono di Dio? C’è sempre una scusa pronta per rinviarlo. Un impegno improvviso, le scarpe strette, il mal di testa… Per un appuntamento così importante ci vogliono tempo e attenzione. E ci mancano l’uno e l’altra. Così prendiamo un appunto sull’agenda senza precisare la data.
E’ l’incontro che ci imbarazza di più: quello con Continua a leggere

Il Sultano alle porte.

Antonio è un nostro amico, politicamente scorretto, si potrebbe dire senza tema di smentita: scorrettissimo. Oggi proponiamo un Suo articolo di attualità e un taglio che, siamo sinceri, chi non si sente di condividere?

Berlicche

Qualche giorno fa, nell’assordante silenzio dei media nostrani, un milione e passa di polacchi si sono trovati sui confini della loro nazione. A recitare il rosario.
Pochi oggi sembrano rammentarlo, ma la solennità della Madonna del Rosario non nacque da quello che oggi chiameremmo un evento di pace; anche se in un certo senso lo fu. Fu istituita a seguito della vittoria di Lepanto, che di fatto fermò quella che sembrava una inarrestabile invasione della cristianità da parte del Sultano. Una vittoria tanto eclatante e grandiosa che fu attribuita proprio alla preghiera.

Se può destare scandalo in qualche anima bella, forse bisognerà ricordare loro che se l’esito fosse stato opposto oggi forse non avrebbero tutta quella libertà di indignarsi. Una madre non difende i propri figli dal nemico che li minaccia porgendoglieli. Esistono poche cose letali in natura come una mamma i cui piccoli siano in pericolo.

Così…

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