Programma arduo e avvincente

“Una fede che non diventa cultura

è una fede non pienamente accolta,

non interamente pensata,

non fedelmente vissuta”.

 

san Giovanni Paolo

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Insieme: variante della parola “amore”…

C’era una volta un contadino che aveva quattro figli: belli, forti e coraggiosi ma purtroppo in perenne disaccordo tra loro, a motivo del loro eccessivo orgoglio.
Il padre ne soffriva e studiava il modo per creare un po’ di armonia tra loro, ma senza alcun risultato.
Un giorno li chiamò tutti attorno a sé e si fece portare quattro verghe di frassino, le legò insieme, poi disse ai suoi figli: “Vediamo chi di voi è capace di spezzare questa manciata di asticelle”. Ognuno dei suoi figli provò e riprovò ma nessuno riuscì non solo a rompere, ma nemmeno a piegare il fastello di verghe. allora il padre sciolse le verghe e ne consegnò una a ciascuno dicendo: “Provate adesso”. All’istante ogni giovane spezzò senza sforzo alcuno la sua asticella. “Ecco, figli miei”, disse il padre, “anche voi, se riuscirete a stare uniti, sarete capaci di superare ogni pericolo ed ogni avversità. Se invece rimarrete discordi e in conflitto tra voi, diventerete preda e oggetto di scherno per i vostri nemici.”
E’ proprio così, cari amici: se vogliamo ritrovare un po’ di pace, di serenità e di gioia di vivere, dobbiamo deporre il nostro orgoglio e ritornare ad essere uniti e collaborativi. Facciamoci guidare dalla parola “insieme” che è una delle innumerevoli varianti della parola “amore”.

da Frate Indovino

Immagini come da lontano e una strana nostalgia.

Da Avvenire dell’altro ieri, da MARINA CORRADI che “canta”della Nostalgia spesso e con maestria. Ringraziando Silvia per la sua “Nostalgia canaglia” e per la sua sensibilità.

Navigando sul web, sul sito di un quotidiano imbattersi – dopo il dramma degli esuli della ‘Sea Watch’ e della ‘Sea Eye’, tra crisi della Carige e «prima gli italiani!» – in un video diverso. Aprirlo, guardarlo, guardarlo ancora. Quasi in una misteriosa nostalgia. Una videocamera nascosta in un bosco dell’Appennino parmense mostra il passaggio degli animali selvatici nell’anno appena finito, da una stagione all’altra. Non sono immagini insolite per gli amanti della natura, forse lo sono tra le cronache quotidiane. L’occhio tecnologico sembra essere stato posto lungo un sentiero battuto dalla fauna.

Apre la sfilata una volpe affamata, che si lascia dietro sul manto candido Continua a leggere

Nostalgia canaglia

Pensieri di fine anno.

Spesso mi prende un po’ di nostalgia.

Leggo dal Corriere della Sera il fondo di Massimo Gramellini che mi rassicura:

non c’è nulla di sbagliato nell’essere nostalgici. La nostalgia scalda il cuore. È stato dimostrato che chi la prova sopporta meglio il freddo.”

Bene, allora posso star tranquilla. E invece…

la nostalgia funziona se è uno strumento, non un traguardo, un modello e non un rifugio. La nostalgia semplifica, restituendoti nel ricordo una realtà depurata dalle tensioni, quindi deformata.”

Non va respinta o schiacciata la nostalgia, ma forse ridimensionata, per meglio vivere il presente.

Infatti l’augurio di Gramellini si chiude così: “il contrario della nostalgia è la consapevolezza di vivere immersi nel presente.”

Nel presente!

Ecco, vado a vivere il presente.

Ancora un “pizzino” buono…

da “Avvenire” 27/12/2018

“Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca ma fare la volontà di Dio con prontezza”

Pietro di Craon in “Annuncio a Maria – Paul Claudel (1931)

 

Allora che cos’è la vita, la mia, la tua, se non vivere un incontro con Cristo? “Incontro in cui sappiamo chi siamo, cosa crediamo e cosa dobbiamo fare: dare la vita.”

Alessandro d’Avenia

Aborto. L’arcivescovo Delpini : «Il dolore negato alle donne», per ideologia

(Fotogramma)

Da Avvenire di ieri. Ancora un vescovo, e che vescovo (“Siamo autorizzati persino a pensare”) che muove guerra al Pensiero Unico. Deo gratias!

Chi abortisce, chi non riesce a diventare madre. Il presule alla clinica Mangiagalli di Milano dà voce ai «lamenti proibiti», quelli censurati dal pensiero unico e dal «politicamente corretto»

I lamenti ingiustificabili e quelli che trovano la loro ragione nel cuore ferito dal dolore; i lamenti che sono dappertutto in città e quelli che sono proibiti perché bisogna uniformarsi al pensiero dominante e all’ideologia. Proibiti, insomma, dal politicamente corretto.

A dirlo, con parole che lasciano il segno, è l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che, come tradizione, giovedì ha presieduto la celebrazione eucaristica per il Natale e ha ricordato la solennità dei Santi Innocenti Martiri del 28 dicembre presso la chiesa della Clinica “Luigi Mangiagalli” all’interno della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore di cui ha visitato alcuni reparti, anche di patologie pediatriche.

E, forse, non è un caso che proprio nella struttura dove nasce un bambino ogni ora e commentando il Vangelo che racconta la strage degli innocenti, abbia dato voce ai lamenti «proibiti», siano quelli delle donne che vorrebbero essere madri e non riescono, sia di coloro che decidono, con l’interruzione volontaria della gravidanza, di non Continua a leggere

“Siamo autorizzati a pensare”.

Siamo autorizzati persino a pensare” ha ripetutamente esortato l’Arcivescovo di Milano Delpini nel suo  Discorso alla Città di Milano per la Patronale di sant’Ambrogio 2018. Affermazione tutt’altro che scontata durante una Dittatura Del Pensiero Unico che stiamo controvoglia sopportando.

Con questa premessa e senza altri commenti diffondiamo il Comunicato che segue, di don Luigi Fabbri, vicario generale della Diocesi di Viterbo. L’argomento? La censura di Gesù Cristo come Parola e come Persona.

COMUNICATO STAMPA della CURIA VESCOVILE della DIOCESI DI VITERBO n. 20/2018 del 14.12.2018
DICHIARAZIONE del VICARIO GENERALE della DIOCESI DI VITERBO
Canto di Natale nella scuola di Tuscania
Sollecitato ad esprimere un parere su quanto accaduto in una classe della Scuola Elementare dell’Istituto Comprensivo “Ildovaldo Rodolfi” di Tuscania a proposito del nome di Gesù che una insegnante ha tolto dalla canzone di Natale e sostituito con la parola “laggiù” forse per non offendere la sensibilità dei “vicini di banco” non cattolici, come comunità ecclesiale condividiamo lo stupore e la meraviglia delle famiglie, delle Istituzioni Civili e di quanti faticano a capire la logica di una scelta didattica che contraddice il ruolo stesso della Scuola, chiamata ad offrire un’educazione aperta ed inclusiva e non esclusiva soprattutto di ciò che costituisce la nostra identità e le nostre radici più profonde.
Ricordiamo che l’integrazione è un dovere, ma, come ha affermato recentemente Papa Francesco, “nella misura in cui non sia una minaccia contro la propria identità”.
Scelte di questo genere riteniamo siano offensive proprio di Continua a leggere