Speranza laica

La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza”.

(Sergio Mattarella, dal discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, 31.12.2019)

Oggi mi rendo conto di aver latitato tanto da questo blog…!

Così ritorno ad affacciarmi ad esso scegliendo questa frase che Mattarella ha pronunciato nel tradizionale discorso di fine anno agli italiani.

Mi ha colpito perché mi sembra così bella e così vera.

Chi crede parla spesso della speranza cristiana, quella speranza ragionevole, quella speranza certa che poggia in Uno che è presente.

Credo che ci sia bisogno oggi anche di una speranza laica, ragionevole, che dia alla società gli elementi per avere fiducia nel futuro e poter sentire il sostegno di chi ci governa. 

Custodire la Vita(?)

CHE ALTRO CI POTRA’ ACCOMUNARE?

Boh! Giorno triste per me oggi…
Come la sensazione che il diritto alla vita venga dopo quello di precedenza, di cittadinanza (mioddio che ho detto!) all’amore-perché-tutto-è-amore… E PURCHE’ IL NASCITURO SIA SANO, con buona pace di Chiara Corbella.
Giorno triste per me oggi: ho parlato di Vita con i miei compagni di panca, in Chiesa.
In fondo, niente di nuovo.
Ma Chiara presto sarà santa. Questo è tutto.
Maurizio

il blog di Costanza Miriano

di Noemi Ferrari

È cominciato il periodo di Avvento e mai, come quest’anno, sperimento cosa significhi attendere qualcuno, aspettare con trepidazione che si manifesti nel mondo. A dicembre, oltre alla nascita del Salvatore, è prevista anche la venuta al mondo di Pietro, nostro figlio.

View original post 459 altre parole

Immacolata con Trilussa.

Quann’ero ragazzino, mamma mia me diceva:
“Ricordate fijolo, quanno te senti veramente solo
tu prova a recita n’Ave Maria.
L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggìa”.

……………………………………………………………….

Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo
io prego la Madonna Benedetta
e l’anima da sola
pija er volo!

Trilussa “Pensanno a la Madonna” circa 1941

Onora tuo padre e tua madre

(qui di seguito riportiamo la catechesi sulla quarta Parola, tenuta il 1/12/2019 presso la Chiesa Prepositurale di Saronno.

Questa catechesi è stata preparata dagli amici del Betania’s attraverso il metodo dell’Officina di espressione)

 

ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

Chi maledice il padre e la madre

vedrà spegnersi la sua lucerna nel cuore delle tenebre.

(Pv 20, 20)

 

  1. ONORE: ATTO CONCRETO

 

“Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel viaggio all’interno delle Dieci Parole arriviamo oggi al comandamento sul padre e la madre. Si parla dell’onore dovuto ai genitori.

Che cos’è questo “onore”? Il termine ebraico indica la gloria, il valore, alla lettera il “peso”, la consistenza di una realtà. Non è questione di forme esteriori ma di verità.

Onorare Dio, nelle Scritture, vuol dire riconoscere la sua realtà, fare i conti con la sua presenza; ciò si esprime anche con i riti, ma implica soprattutto il dare a Dio il giusto posto nell’esistenza.

Onorare il padre e la madre vuol dire dunque riconoscere la loro importanza anche con atti concreti, che esprimono dedizione, affetto e cura.

(Papa Francesco, udienza generale 19/9/2018)

Continua a leggere

Omelia di don Fabio Verga, Prima dopo la Dedicazione

Letture domenica 27/10/2019

Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo:
questa ultima parola del Vangelo
incide in modo significativo sulla nostra vita
e ci indica la realtà più sicura:
Io sono con voi!
Dio è con Noi,
da sempre e per sempre!
Da qui si parte e si ri-parte:
da una certezza assoluta!
Seriamente, domandiamoci:
Dio è la mia certezza?
Mi basta sapere che Lui c’è?

Senza questa certezza non si va da nessuna parte, Continua a leggere

Sfumature di vita.

Sempre bello incontrarti, Fausto! Ben tornato.

Carissimi Amici,

la pienezza abita il frammento. La diversità non è limite, ma opportunità. Si entra in punta di piedi nella vita, lasciando che sia il mistero che ci avvolge a disegnare i colori dei nostri occhi.

Un abbraccio fraterno a voi tutti.

Fausto

Nelle stagioni di mezzo che sfogliano il grande libro dell’anno, nei frammenti di tempo che segnano i confini inafferrabili di ogni inizio o fine del giorno, più convincente, più evidente appare la forza dei colori. Il timbro di certe sfumature diventa percettibile esattamente quando è in atto un mutamento profondo e irreversibile. In quei passaggi, ciò che appariva chiaro e deciso, diventa inaspettatamente Continua a leggere