Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

cristo-re-150x150Ecco qui la riflessione di don Fabio sulla Festa della prossima domenica.

Oggi celebriamo l’ultima domenica dell’anno liturgico. Una sorta di Capodanno liturgico!

Ricordando anche l’Anniversario di Consacrazione di questa Chiesa Parrocchiale: 8 novembre 1992.

Il tema centrale di questa giornata è quello della regalità:
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.
Un tema che non passa facilmente inosservato.
Ci sono due regalità direi opposte:
quella di Pilato e quella di Gesù.
La domanda di Pilato è schietta: Sei tu il re dei Giudei?
Una domanda che tiene dentro un interesse politico ed economico abbastanza evidente.
Pilato aveva in mente una regalità molto umana e attaccata ai propri interessi.
Disposto a tutto pur di non perdere il suo trono e il relativo potere.

Gesù propone una regalità molto diversa
oserei dire inversa, quasi scandalosa, slegata da ogni logica mondana:
Il mio regno non è di questo mondo;
se il mio regno fosse di questo mondo,
i miei servitori avrebbero combattuto
perché non fossi consegnato ai Giudei;
ma il mio regno non è di quaggiù.

Potremmo quì immaginare la faccia di Pilato
davanti a parole così folli e impensabili per una mente furba come la sua!

Gesù vive nell’ora più grande dell’abbandono e della Croce
il tempo propizio e favorevole di un potere diverso.
Una regalità opposta fatta di povertà,
di debolezza, di violenza e di nudità/spoliazione.
Nei segni visibili della più grande tragedia umana l’uomo è chiamato
a riconoscere una parola nuova e capace di cambiare la storia:
Tu lo dici: io sono re.
Per questo sono nato e per questo venuto al mondo: per dare testimonianza alla verità.

Contro ogni forma umana di ipocrisia
la verità diventa il potere di Cristo.

Il potere regale di Cristo è dunque un amore senza precedenti.
Amore Crocifisso. Totalmente donato. Un dolore vero.
Un fallimento che diventa principio di Risurrezione/una restaurazione.
Un sentiero di luce che squarcia ogni oscurità della vita.

Non è facile capire la regalità di Gesù Cristo.
Non è facile capire una logica di amore così intensa
che deve ha bisogno della morte per esprimere la sua verità.
Eppure è così. Non ci sono altre vie. E non ci sono altre spiegazioni.
C’è la croce piantata nella terra. Una corona di spine. Tre chiodi affilatissimi.
Una violenza accanita e ingiusta. Una condanna spietata e senza ragione.
Un volto trasfigurato dall’amore che prende improvvisamente
le coordinate geografiche e spirituali del mondo intero.

Questa diversa regalità di Cristo
si lega docilmente e tenacemente alla nostra condizione umana.
dove ogni giorno sperimentiamo il limite e la precarietà di situazioni e di sentimenti
e quando siamo come attanagliati dentro a qualche solitudine
o stretti da una paura che non ci fa respirare
e quando viviamo l’angoscia per un futuro che non sappiamo decifrare.

L’amore Universale e dicibile di Cristo, la sua straordinaria umanità,
abbraccia ogni nostra esperienza di vita e trasforma il buio in luce.
Lo dicevo in settimana a un giovane che mi raccontava le sue incertezze
e le sue domande sul senso di tante cose che riguardano la vita e il bene:
guarda il Crocifisso, respira profondamente
e ti accorgi che davanti a te c’è un orizzonte più grande,
c’è, esiste, un amore che ti supera e che ti aspetta sempre!
Un amore coronato di spine e appassionato alla tua vita!

don Fabio

2 pensieri su “Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

  1. Grazie per la riflessione, don! Tu scrivi “Il potere regale di Cristo è dunque un amore senza precedenti.
    Amore Crocifisso. Totalmente donato. Un dolore vero.”
    Questo mi provoca molto. Il dolore è una componente (insieme all’amore) della regalità di Cristo?
    Vero è che, da un punto di vista biblico, la figura del Messia vincitore sfuma via via in quella del servo sofferente.
    Però il Cristo che celebriamo non è un servo morto, ma un Dio vivo!
    Ecco, questo mi piace di più. La regalità di Gesù è un amore, che si concretizza in un dono, anche doloroso. Ma che si trasforma in una gioia immensa e che si fa seme di speranza per tutti e per sempre.

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  2. Mi è più simpatico Paperoga di Gastone. Mi corrisponde Vil Coyote più di Beep-Beep. Non hanno niente da perdere. Sono sempre in attesa, a volte angosciosa, del momento più favorevole. Hanno sete e fame. Abbiamo parlato di dolore quasi ininterrottamente al gruppo d’ascolto: che senso ha il dolore? e quello innocente? Ma poi, esiste un dolore “colpevole”? Il problema è anche la paura, e la paura del dolore. Non so se esistano risposte certe. Ho maturato delle convinzioni, a volte sostenute da un pessimismo più ostentato che motivato, riguardo perlomeno all’utilità della Croce, “mediatrice tra Dio e l’uomo”. O ai “muri appesi ai Crocefissi” cantati dalla Nannini.
    Il Crocifisso ci rivela il volto di Dio. La conoscenza del vero Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, misericordioso e pieno d’amore e di bontà, passa per la conoscenza del volto del Crocifisso.
    Se pensiamo Dio soltanto con i nostri concetti umani, se lo immaginiamo come colui che detiene al massimo grado tutta la potenza, tutto l’onore, tutta la gloria, tutto il diritto, come colui che potrebbe rivendicare la signoria di tutta la terra, siamo come la gente comune e i capi di cui ci narra l’Evangelo, i quali dicono: “Dio non può rivelarsi nella morte di croce”. Invece Dio amore, bontà, misericordia, si rivela proprio nel linguaggio della croce.
    La vera onnipotenza è quella capace di annullarsi per amore, di accettare la morte per amore. (C. M. Martini, da Non temiamo la storia)

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