Politica, brutta bestia? (3; ovvero, sentinelle di speranza)

Dal libro del profevotantoniota Isaia (21,11-12)

 11Qualcuno chiama da Seir: “Sentinella, quando finisce la notte? Dimmi, quanto manca all’alba?”.
12La sentinella risponde: “Arriva l’alba, ma presto anche la notte. Se volete fare altre domande, tornate di nuovo”

Milano, 18 maggio 1994: è l’ottavo anniversario della morte di Giuseppe Lazzati. Giuseppe Dossetti prende spunto dai versetti di Isaia per commemorare l’amico fraterno. Vede così la luce quello che, a detta di molti, resterà il suo discorso più conosciuto: “Sentinella, quanto resta della notte?”.

Leggendo quel discorso emerge chiara quale debba essere, nella mente di Dossetti, la carta d’identità del testimone, del profeta, della sentinella; caratteristiche che vengono riferite a Lazzati, ma che possono essere riferite, come dirà il card. Martini nel 1997, allo stesso Dossetti e che devono essere riferibili a tutti coloro che, in vari modi e a vari livelli, si occupano di politica.

Innanzitutto la sentinella non si ripiega a considerare e a rimpiangere il giorno prima; sembra dirci “Non attardatevi a vani rammarichi. Cercate piuttosto di interpretare il vero movimento della storia”.

La sentinella si immerge, quindi, consapevolmente nella notte: pur non guardando al passato e pur guardando in avanti verso il mattino, la sentinella è consapevole che la notte e notte.

A ben leggere l’oracolo di Isaia, la sentinella non lascia grandi speranze; non vuole alimentare illusioni di immediato cambiamento, e anzi invita a insistere, a ridomandare senza però lasciare intravedere prossimi rimedi. L’unico atteggiamento possibile è quello di una perseveranza durevole. Ed alla luce di questo atteggiamento arriva  l’invito a a ritornare, a rivolgersi a Dio, a convertirsi.

Si apre uno spiraglio di luce: la notte può essere vinta ripartendo dall’uomo interiore e scrutando la storia in una visione escatologica.

Concludo prendendo a prestito le parole di Chiara Tintori “Alimentare quella speranza che solo l’aurora porta con sé potrebbe essere davvero l’eredità più bella di Giuseppe Dossetti”.

4 pensieri su “Politica, brutta bestia? (3; ovvero, sentinelle di speranza)

  1. E’ strano che in un Bar quando parliamo di politica non si accendano gli animi. Non succede a volte persino intorno alla tavola di Natale, in una famiglia “che si rispetti”?
    E’ così che chiedendoti aiuto ti provoco (affettuosamente intendiamoci!), Norma.
    Sperare, speriamo! Speriamo addirittura di andare in Paradiso…
    Ma stiamo parlando di politica.
    Confidiamo, e sto pensando alla mia figlia migrante, forse nella patria di qualcun altro?

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    • Finalmente, a quasi tre settimane di distanza, rispondo alla provocazione.
      È vero, lo scenario politico italiano attuale non fa presagire nulla di buono, ma che ci vuoi fare sono una sognatrice, forse un’illusa, ma VOGLIO vedere il bicchiere mezzo pieno, VOGLIO credere che per i nostri figli possa sorgere l’alba, VOGLIO, come La Pira, osare l’inosabile.
      Saluto te, Maurizio, e chiunque leggerà queste righe con il motto del grande sindaco di Firenze (e non sto parlando di Renzi), che fece sue le parole di S. Paolo ai Romani:
      SPES CONTRA SPEM.

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  2. Mi è molto piaciuta la citazione di Norma, che ha richiamato Dossetti, e la sua riflessione che mi ha arricchito e che mi ispira un inserimento, forse inappropriato, perchè colgo le sue parole e le modificherò per ricollegarmi alle parole di Giovanni Battista Montini (fonte è Fulvio De Giorgi “Mons. Montini: Chiesa cattolica e scontri di civiltà nella prima metà del Novecento”), il quale nel 1959 ha rievocato un’ “originale caratteristica del movimento cattolico bresciano” (di cui è stato parte il padre del futuro Papa Paolo VI).
    Al momento non conosco la storia dell’Azione Cattolica bresciana, né chi fu Bazoli, né ho sufficientemente chiaro quanto fu importante quel pensiero nella vita sociale di fine ottocento/ inizi novecento …ma siamo al tavolo di in un bar: sono certo che mi concederete il tempo di godermi la compagnia, di arricchirmi con voi e di poter tornare al bar prossimamente un po’ più preparato.
    Comunque parto da Dossetti (e Norma) e cito testualmente Paolo VI: la qualità del seme è grande, forse è troppo ardire che io li semini: sono qua, raccoglieteli e seminateli nel Vostro campo! Perciò:
    bello e appropriato, Norma, è quel tuo richiamo della sentinella che non considera e rimpiange il giorno prima, ma che “si immerge consapevolmente nella notte, pur non guardando al passato e pur guardando in avanti verso il mattino”, “consapevole che la notte è notte”, con un atteggiamento di “perseveranza durevole” nel “ritornare a rivolgersi a Dio, a convertirsi”: grande è l’immagine che ci hai dato dello spiraglio di luce che si apre, con “la notte che può essere vinta ripartendo dall’uomo interiore e scrutando la storia”.
    E come la riprendo? ricollegandomi a Montini che scrisse, circa il movimento cattolico bresciano, che “ci furono degli uomini di buona volontà, dal cuore grande e coraggioso, che dissero “noi dobbiamo amare qualunque sia il momento in cui la Provvidenza ci fa vivere”.
    Ed allora mi (vi) dico: per essere “politico” (a tutti i livelli… anche noi nel nostro quotidiano vivere civile), ci servirà non solo ardire ad essere come una sentinella “consapevole che la notte è notte” guardando al mattino, bensì (e modifico per riprendere Montini) come una sentinella che ama la notte, che ami quel “qualunque momento in cui la Provvidenza ci fa vivere”; e per amarla ci dice, poco più avanti, che serve “preparazione”.
    Così riprendo la descrizione di quella fase storica del movimento cattolico bresciano: e certo è un seme grande, perché più di cent’anni fa è servita a formare Papa Paolo VI, e perciò può (e deve) esser ancora attuale: “ e prepararsi voleva dire conoscere, e prepararsi voleva dire allenarsi, voleva dire studiare, voleva dire discutere, voleva dire amare il proprio tempo” ..e così fece l’Azione Cattolica Bresciana che “si distinse” per il suo “guardare avanti, avere lo sguardo al di là della immediata scena politica e storica e sociale che aveva davanti”.
    Montini concludeva con una frase di Luigi Bazoli: “Chi si occupa di politica deve essere profeta”. Io non posso certo ardire ad “essere profeta”…ma se noi frequentatori del Betania’s ci aiutiamo e ci arricchiamo, con tutti questi semi potremo riuscire ad amare il nostro tempo, e a prepararci.

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  3. Tratto da “Svalutation” (un riferimento appropriato al tema, che pubblico il giorno dopo il compleanno del grande Adriano !!!!):
    “Mah, siamo in crisi ma, senza andare in là l’America è qua.”
    “Ma quest’Italia qua se lo vuole sa che ce la farà e il sistema c’è quando pensi a te
    PENSA… anche un po’ per me”.

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