Omelia della V Domenica di Avvento

Battista_da_Vinci

Il Natale di Gesù sta crescendo giorno dopo giorno in mezzo a noi.
Il silenzio si sta riempiendo di un canto pieno di entusiasmo.
Il tempo dell’attesa è vicino al suo compimento; già vediamo la paglia nella mangiatoia di Betlemme e sentiamo il passo incalzante dei pastori e i campanelli dei loro greggi.
La liturgia ci propone per questa ultima domenica di Avvento la figura più austera e più controcorrente: quella di Giovanni il Battista: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete dritta la via del Signore”. Giovanni è il Testimone di una Parola nuova e incalzante e capace di attirare l’attenzione di molti uomini e donne.
Una parola di verità che mette in subbuglio tante sicurezze e che soprattutto mette a rischio le sicurezze politiche: ecco perché i Giudei mandano una delegazione di sacerdoti e leviti a “interrogare” Giovanni che sta Battezzando sulle rive del Giordano. 

La prima domanda è sull’identità: Tu chi sei?

E Gesù risponde: io non sono il Cristo, non sono Elia, non sono il Profeta. Non sono.

L’interrogatorio segue con una domanda ovviamente polemica dei Farisei:

Perché dunque Battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il Profeta?

L’ atteggiamento è arrogante e ottuso (chiuso)

un atteggiamento incapace di vedere la realtà

e incapace di ascoltare e di accettare la verità.

Troviamo una chiusura estrema e inconsistente (ignorante) del cuore

che non vuole aprirsi a una prospettiva nuova di luce e di speranza.

Il Natale che riporta in mezzo a noi il passo eterno di Dio

ci chiede una apertura convinta ed entusiasta del cuore

uno sguardo che riesce a cogliere nell’oggi la prospettiva di Dio

una intelligenza semplice (pastori) e capace di entrare nel desiderio profondo della Parola

che annuncia una verità piena di sorprese e di scelte che ci devono rafforzare interiormente.

Sacerdoti e leviti e farisei rimangono uomini troppo pieni di se stessi

morbosamente legati alle tradizioni e ai poteri del mondo

incapaci di vedere oltre il proprio naso e oltre i propri interessi.

E’ un rischio che dobbiamo considerare e tenere lontano dalla nostra vita.

Giovanni battista prende le distanze da questi uomini

e diventa sempre di più testimone di una umanità piena:

non dice io sono, io vedo, io dico, io posso …

ma dice io non sono … il Cristo … Elia … il Profeta!

Straordinaria e disarmante … questa partenza dal basso (umiltà).

Giovanni fa un passo indietro e lascia spazio a colui che deve venire!

Chi di noi oggi è disposto a fare un passo indietro?

Tante volte un passo indietro vale molto di più di tante chiacchiere e discussioni!

In un mondo arrivista come il nostro è sempre difficile fare un passo indietro

trovare uomini e donne che accettano di non essere i detentori di nessun potere

trovare uomini e donne che hanno un cuore aperto alle novità dello Spirito

uomini e donne che riconoscono gli uni il bene degli altri senza ostacolare la libertà.

Nel mondo, nella società, nella Chiesa, nella famiglia, nella politica, nel mondo del lavoro,

abbiamo bisogno oggi di ritrovare i tratti umani e anche spirituali di Giovanni

la forza credibile di una Testimonianza vera e senza interessi personali

la forza credibile di una parola che non si lascia corrompere dall’egoismo

la forza dirompente di un amore che apre sempre strade nuove di solidarietà:
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;

il leopardo si sdraierà accanto al capretto;

il vitello e il leoncello pascoleranno insieme

e un piccolo fanciullo li guiderà.

Ecco il Natale. Apertura di testa e di cuore.

Una libertà che diventa giustizia.

Uno Spirito che fa spazio a Dio e all’altro.

Insomma, il Bambino Gesù troverà un posto

troverà ancora una mangiatoia in cui nascere

troverà ancora almeno una manciata di vita buona?

don Fabio

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