ANNO DEL SIGNORE 2015 – Omelia

swc659(1)La notte lunga e imprevedibile del Natale

è una realtà ancora viva dentro ai nostri cuori

c’è ancora movimento nei campi di Betlemme

uno scorrere lento ma fedele di passi verso la mangiatoia.

Volti, sorrisi, lacrime, gesti semplici e umili si intrecciano.

I pastori hanno compiuto la loro missione.

Hanno trovato il Bambino, lo hanno sfiorato con lo sguardo sottile del cuore

le loro mani ruvide e fredde hanno accarezzato la paglia calda e pungente.

E’ commovente pensare a questi uomini esperti di vita

notti fredde e burrascose trascorse in qualche riparo di fortuna

occhi vigilanti e pieni di passione.

E’ commovente pensare a questi uomini così forti e robusti

piegati, messi in ginocchio, prostrati davanti al Bambino.

Uomini dalla pelle dura e dal cuore tenero

un cuore capace di vedere Dio nei segni della fragilità. Un cuore capace di stupore!

I poveri riconoscono nella piccolezza l’Infinito Mistero di Dio.

Il suo divenire lento ma inesorabile nella carne debole di un Bambino!

Nel tramonto/alba fugace di questo ottavo giorno

raccogliamo lo stupore dei pastori e di tanti uomini e donne.

Rendiamo grazie a Dio per il tempo che ci è stato regalato

e chiediamo perdono per l’egoismo, l’indifferenza

e la superficialità dei gesti e delle parole.

 

Accogliamo con gioia la novità del Tempo che inizia.

Un tempo sempre denso di Promesse.

Il tempo ancora fecondo della Grazia.

Il tempo della vita che diventa più generosa.

Il tempo di Maria che – dice san Luca –

custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

Allarghiamo il desiderio del nostro cuore.

Custodire è voce del verbo amare!

Diventiamo liberi e onesti nei sentimenti.

Diventiamo esperti di quella buona umanità di cui tante volte ha parlato in questo Natale.

Esperti di una umanità che non si tira indietro davanti alle sofferenze e alle fatiche dei fratelli

dove la carne è diventata fragile come un tozzo di pane

dove le mani sono povere e sporche

e dove gli sguardi sono arresi e persi nel buio di tante delusioni:

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: / egli pur essendo nella condizione di Dio,

non ritenne un privilegio l’essere come Dio, / ma svuotò se stesso … umiliò se stesso

assumendo la condizione di un servo / diventano simile agli uomini.

 

Impariamo, amici carissimi, una umanità nuova e riconciliata

una umanità che trasuda la tenerezza di Papa Francesco

una umanità che ha dentro lo sguardo di Madre Teresa di Calcutta

e l’entusiasmo contagioso di Francesco di Assisi

un modo di essere uomini e donne / madri e padri

capaci di fare una differenza giusta nel mondo di oggi.

Impariamo la sincerità di una carità che parte dal basso

un amore umile, discreto e magari anche silenzioso

impariamo gesti, sguardi e piccole parole

che offrono dignità e rispetto a ogni umana esistenza.

Impariamo ancora i sentieri coraggiosi della speranza

che da Betlemme è diventata forza per l’intera umanità!

Vi invito a leggere e a meditare il Messaggio del Papa

per la giornata Mondiale della Pace del 01 gennaio 2015.

Il titolo è già programma di vita: NON PIU’ SCHIAVI MA FRATELLI.

Impariamo a vivere una fraternità più solidale

una umanità più capace di accogliere le diversità

culturali e religiose come Dono e come responsabilità

una umanità più capace di sciogliere e denunciare i legami

delle moderne, affinate e crudeli schiavitù

che schiacciano il cuore di tanti uomini e  donne

e che purtroppo non hanno pietà  neanche dei bambini!

Il Signore ci benedica e ci custodisca nel suo amore.

Ci dia la serenità del cuore e ci dia sempre la sua Pace. Amen!

don Fabio

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