Affinchè questa non sia nè una “Befana”, nè una “happyfania”

gesu-compagnoneDato che il gestore di questo strampalato bar ama (evangelicamente) i propri avventori, egli corre ai ripari perchè l’indigestione di zuccheri perpetrata in questo periodo di festa non sciolga in caramello l’annuncio che siamo chiamati a meditare e diffondere.

Affinchè quella che vivremo tra poche ore non sia una “Befana” che ci richiama alle nostre faccende e scopa in cantina i simboli della Natività, e nemmeno una commerciale “happyfania”.

Due storie quindi che mescolano il dolce all’agro.

La prima, a testimonianza che esiste ancora una sana fame di miracoli, è (cliccateci sopra) l’esperienza di Pietro e della sua famiglia.

La seconda è un “chivalà” del buon vecchio Guareschi. Inossidabile. Non ne vuole proprio sapere di invecchiare. Giusto per interrogarci su come abbiamo vissuto questo periodo che stiamo per richiudere in un polveroso scatolone con la scritta “Aprire a Dicembre 2015″.

” ‘Abbiamo davanti un nemico intelligente e fortissimo.’ diceva sempre Gisto ‘quindi bisogna battersi con astuzia; non si può dire a un cristiano: Tu non devi più credere e non devi andare più in chiesa. Invece bisogna dirgli: Bravo, sono anch’io un po’ cristiano come te e in chiesa ci andremo insieme. Poi lo si piglia a braccetto e, parlando di Santi e di Madonne, lo si porta su un’altra strada. Per la nostra strada.’

‘Il Natale’, disse Gisto, ‘è la pacchia dei preti per via che tutti ci cascano nella storiella di Betlemme e anche i più indifferenti va a finire che, per la Messa di Mezzanotte, finiscono in chiesa. Quest’anno bisogna che noi ci mettiamo al forte per impedire che questa porcheria si ripeta.’

Ognuno fece la sua proposta: incendiare la chiesa, legnare parroco e fedeli e roba del genere. Gisto scosse il capo e si mise a ridere.

‘Queste sono proprio le cose che cercano i preti! L’idea di stangare i preti, di incendiare le chiese e di rompere la testa a chi va in chiesa è ottima, ma è da applicare in un secondo tempo. Adesso si tratta di minare le basi della Chiesa, poi, quando i muri saranno traballanti, si comincerà a stangare e tutto verrà giù. Per impedire alla gente di andare a Messa la Vigilia, bisogna prenderla a braccetto e portarla da un’altra parte. Insomma, esalteremo anche noi la Natività, ma in modo tale da attirare l’interesse e la curiosità della gente, e in modo tale da svuotare la Natività di ogni significato tradizionale. […] ll concetto è chiaro: noi facciamo una rievocazione della Natività tale e quale la fanno i preti. Con gli stessi, identici, precisi elementi. Però, mentre i preti dimostrano la tesi del figlio di Dio che si fa uomo, noi dimostriamo la tesi del figlio dell’uomo che si fa Dio. Roba che lì per lì sfugge, ma che è d’importanza basilare.’

(Giovannino Guareschi, Mondo Piccolo, Il compagno Gesù)

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