IV Domenica dopo l’Epifania: omelia

rembrandt-la-tempesta-sedataSi vide terra asciutta emergere dove prima c’era acqua:

il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli

e flutti violenti una pianura d’erba;

coloro che la tua mano proteggeva passarono con tutto il popolo,

contemplando meravigliosi prodigi.

 

Queste parole indicano un’apertura importante

quella del Mar Rosso che diventa il camminamento della salvezza

il cammino di un popolo reso finalmente libero dalla schiavitù.

 

Il Mar Rosso, come la Pasqua, è un passaggio

da un prima a un dopo

da un passato  a un futuro

da una situazione di miseria a una condizione di fecondità.

 

Nel Vangelo torna questo concetto:

Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro:

Passiamo all’altra riva del lago.

 

La vita di Gesù è sempre un passaggio

da un posto all’altro, da una folla all’altra,

da una situazione all’altra, sempre alla ricerca appassionata dell’uomo.

 

Mi piace molto leggere così l’inizio di questo Vangelo

e pensare a quanti passaggi ogni giorno la vita ci chiede.

Ci sono rive nuove e non facili da raggiungere.

Sentimenti che ci aspettano.

Scelte che ci chiedono di prendere il largo.

Distanze nuove dalle coste di una libertà sbagliata

che ci siamo costruiti a nostra immagine e somiglianza.

Scelte coraggiose. Una dose grande di fiducia. Uno slancio nuovo del cuore.

 

L’uomo vive situazioni diverse di grande precarietà

economica e lavorativa, educativa e affettiva,

l’uomo vive tante esperienze di solitudine e di abbandono.

Il giovane oggi vive una ricerca affannosa di senso e di significato.

E ci sembra di sentire così attaccato al nostro cuore il grido dei discepoli

Maestro, maestro, siamo perduti!

 

E lui, dorme. Un Dio addormentato!

Il sonno profondo di Gesù è una scelta:

la barca, la vita è nelle nostre mani

chiamati ogni giorno a una responsabilità

chiamati a riconoscere il dono di Dio nella condizione dei fratelli

chiamati a rispettare la vita nei suoi molteplici e dinamici aspetti.

 

Il sonno di Gesù non è inerzia o pigrizia.

Non è un sonno che tenta di sviare i problemi

o di lasciare le nostre povere esistenze nel pericolo.

 

Quello di Gesù è un sonno che ci aiuta a crescere dentro

perché ci ricorda che la nostra vita è una dipendenza

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

 

Già sì, parole sante. Parole che non fanno una mezza piega.

Parole che arrivano dritte come una freccia al cuore.

Parole che ci mettono a nudo e ci lasciano nell’imbarazzo di una scelta:

Dov’è la vostra fede?

 

Ecco dove arriva il sonno di Gesù. Alla nostra Fedeltà. Al nostro silenzio interiore.

E’ lì che arriva. E’ lì che ci è chiesto di diventare uomini:

dov’è la tua Fede? Dov’è la mia Fede? Dove siamo? Dov’è il cuore? Dov’è la testa?

 

I discepoli imbarcavano acqua.

Anche noi spesso imbarchiamo acqua

imbarchiamo sospetti e sofferenze di ogni genere

ci sentiamo confusi nel mare di tante ingiustizie

stiamo imbarcando una delusione profonda o la crisi di un legame

… ci sentiamo disorientati nei sentieri sconosciuti dell’indifferenza.

 

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Dov’è la vostra Fede?

Gesù pone una Parola di salvezza

e le acque diventano calme e il vento leggero.

Un cammino asciutto e nella direzione di una Promessa.

 

Ecco la Fede: riconosci la tua salvezza!

Riconosci la speranza che è dentro di te!

Riconosci la tua Benedizione. E non temere!

don Fabio

 

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