Qurant’enni e non sentirli!

IMG-20141001-WA0001_01Tutto nacque in meno di un’ora!

Domenica 14/09/2014, poco prima della fine della messa delle 10.30, Don Fabio annunciava fra gli avvisi che si sarebbe tenuta due settimane dopo (la sera del 27/9) un’importante manifestazione, nell’ambito della festa dell’oratorio: il “Rock in Repax” ( il “talent show più amato di Saronno”).

Mezz’ora dopo già  si era formato un trio che, reduce dagli entusiasmi del precedente weekend in montagna con la comunità parrocchiale, intendeva mettersi in gioco e sprigionare energia positiva. Continua a leggere

Effetto della Comunione sullo spirito dell’uomo

03-Eucarestia-Ostie-granoQuando ricevetti per la prima volta il corpo e il sangue di Cristo capii che c’è qualcosa di grande in questa scelta.
Il tempo passò e capii che quel qualcosa di grande era Gesù.
La domanda fondamentale che ci dobbiamo porre è: chi è Gesù per me? Chi è Gesù per noi?
Io risposi: Gesù è un amico. Un semplice amico.
Poi andando al monsatero di Colda, capii che forse quella risposta lì non andava tanto bene.
C’era qualcosa di più. Continua a leggere

FESTA DELLA FAMIGLIA DI NAZARET: omelia

icona russa famiglia jpgQuesto brano tradizionale del Vangelo di Luca
ci racconta uno spaccato originale della vita di Nazareth
uno spaccato che ci aiuta a cogliere l’intensa carica umana
che vibra e che anima le relazioni di Maria, di Giuseppe e di Gesù.

Siamo presi dentro dall’immagine di questi due genitori santi
che, dice Luca, “si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti”.
Mi sembra di ascoltare il palpito ansimante del cuore di Maria
e Giuseppe che cerca di rassicurare la sua sposa.

E poi, lo trovano. In un luogo inconsueto per un bambino di dodici anni.
Nel Tempio. Ascoltava e interrogava. Già esperto delle cose di Dio. Un prodigio!

E, cosa dire della domanda di Maria e Giuseppe:
Figlio, perché ci hai fatto questo?
Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo. Continua a leggere

L’isola dei famosi. Come si fa a vivere?

jukebox-animatedNon voglio sentirmi intelligente guardando dei cretini,

voglio sentirmi cretino guardando persone intelligenti.

Franco Battiato parlando del reality show “l’isola dei famosi”.

Certe notti per dormire mi metto a leggere,

e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.

Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,

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Migliorare, che fatica…

ostacoliIn tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si prendeva la briga di togliere la grande roccia in mezzo alla strada. Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si limitarono a girare attorno alla pietra. Alcuni persino protestarono contro il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì. Continua a leggere

Il rischio come conditio humana. Come si fa a vivere?

Viviamo nel rischio. Ne siamo talmente immersi che non lo riconosciamo neanche più. E’ vero che da sempre minaccia e insicurezza fanno parte dell’esistenza umana, ma dopo il Dio è morto di Nietzsche, davvero tra Dio e rischio si è creata una frattura tale che la vita è diventata un’avventura dall’esito imprevedibile. Il rischio si dispiega in tutta la sua forza; i fatti di Parigi, a inizio anno, a ricordarcelo. Addirittura ce lo auto-produciamo; la rivoluzione tecnologica ha fatto “nascere” tanti rischi nuovi, mai esistiti prima. Il senso di minaccia permanente determina le nostre aspettative. Occupa le nostre menti. Come si deve vivere all’ombra dei rischi globali? Come si può condurre un’esistenza quando le vecchie certezze svaniscono o si rivelano menzogne?

Hannah Arendt di fronte alle catastrofi dell’uomo nel XX secolo e in un certo modo come risposta ad esse sottolinea che “l’uomo possiede evidentemente un meraviglioso e misterioso talento di fare miracoli”, cioè è capace di agire, di prendere iniziative, di dar luogo a un nuovo inizio.

Sono curiosa. Per natura. E quando muore qualcuno di importante, di famoso, specie se uomo di cultura, vado alla ricerca di notizie per capire cosa ci ha lasciato. A inizio anno il filosofo tedesco Ulrich Beck è morto. Il saggio del 1986 “La società del rischio” lo fece conoscere al mondo. Questa riflessione nasce da “Conditio humana. Il rischio nell’età globale”, pubblicato 20 anni dopo il primo.

Pensavo, alla fine del libro, di trovare un’indicazione, una possibile via d’uscita. Mi è rimasta solo la domanda su “come si fa a vivere” e una provocazione lanciata da don Fabio l’anno scorso: Il futuro non è un rischio, ma una promessa. Forse la risposta comincia da qui.