10 febbraio – Giorno del Ricordo

giorno_ricordoCon queste righe spero di aver in parte assolto ad una promessa muta fatta ad una signora conosciuta per caso su un autobus che da Muggia portava a Trieste, durante l’Adunata Nazionale degli Alpini del 2004, che mi aveva chiesto di tenere vivo il ricordo delle vittime delle foibe…

Perché la notte, mamma, ha vinto muri e porte e arriva nella mia cameretta?

Perché la notte, mamma, ingoia i peluches, le bambole, le trottole e pure i libri della Buonanotte?

Perché la notte, mamma, ci spinse su un treno con la paglia e il puzzo di animali e ci disse “Italiani, andate via! Questa non è più casa vostra”?

Perché la notte, mamma, spinse i tuoi fratelli giù in mare dal Quarnaro o dalle bocche strette e secche della terra, nelle foibe senza fiori?

Perché la notte, mamma, non insegnò ai nuovi vicini e ai parenti di lì che eravamo italiani proprio come loro?

Perché la notte, mamma, non ingoiò pure i bambini che mi tiravano le trecce, le madri cattive che sputavano in terra e mi dicevano slava ?

Perché la notte, mamma, è così nera certe notti, notti profughe per sempre, mamma. Per sempre e il suo poi. Anche i miei figli e i figli dei miei figli avranno addosso notti così, oltre lo zucchero e il miele riconquistato all’inizio del giorno. Giorni lavorati con gentilezza, sai?, e speranza al telaio del perdono, giorni conquistati oltre il limite della notte?

(da “Perché la Notte” di Lorella Rotondi)

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