Addio (monti).

Blackbird-sunset-03I miei amici lo sanno: ho una figlia migrante.

Lo si può dire in tanti modi: “ha colto un’opportunità”, “lavora e studia all’estero” (pensa!), “il mondo -adesso-è-più-piccolo”, “poi c’è Ryan Air e Skipe”, “ma scherzi: l’apertura mentale?!”, “in questo Paese non si può più restare”, “l’avessi fatto io ai miei tempi, adesso non ha più senso”…

Ma sai: io sono un provinciale. Ma che, provinciale: comunale! Anzi, di quartiere.

Io, che sono vecchio dentro, non ci sto “dentro”. Io vado, quando ci vado (perché “in agosto Saronno è a misura d’uomo”), da trentadue anni in vacanza nello stesso posto. (E non ho comprato casa, ad Albenga.) Sì, perché per me anche la vacanza è legata ad una casa in muratura dove si può “stare” come a casa, ad un luogo “affettivo” fatto di amici, abitudini -buone-, posti che non riservano eventuali spiacevoli sorprese.

Ma i giovani, che sono apparentemente fragili ma quando serve tirano fuori i polmoni, sono avanti, non si fanno “menate” come noi, ci bagnano il naso: capisci??

Di’ quello che vuoi: io c’ho dalla mia nientedopodimenocchè (come dice Nino Frassica) Alessandro Manzoni, che fa dire a Lucia:

Addio/ monti sorgenti dall’acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de’ suoi familiari/ torrenti- de’ quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!//

Alla fantasia/ di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla speranza di fare altrove fortuna/ si disabbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere/ e tornerebbe allora indietro/ se non pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/ Quanto più si avanza nel piano/ il suo occhio si ritira/ disgustato e stanco/ da quell’ampiezza uniforme/ l’aria gli par gravosa e morta/ s’inoltra mesto e disattento/ nelle città tumultuose/ le case aggiunte a case/ le strade che sboccano nelle strade/ pare che gli levino il respiro/ e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero/ pensa/ con desiderio inquieto/ al campicello del suo paese/ alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso/ da gran tempo/ e che comprerà/ tornando ricco/ a’ suoi monti//

Mi fanno impazzire, bellissimi, quel disabbelliscono riferito ai sogni di ricchezza, e quel dovizioso.  Dovizioso di cosa? Ricco, ricchissimo di considerazione per ciò e per chi ritrova al ritorno. Si parte per preparare accuratamente un ritorno, a mio parere. Accuratamente.

A proposito, non possiamo più farne  meno: san Paolo fu “migrante per vocazione”. San Paolo.

Un pensiero su “Addio (monti).

  1. ciao Maurizio

    bello tutto quanto hai scritto, affascinante il “dovizioso ritorno” che ha ispirato nientemeno che l’ “esperto della canzone del Betania’s”. A breve un articolo su juke-box con un evergreen … e non solo!!

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