“Ai figli gliela fai capire con l’esempio…”

baltimoraDopo la morte in carcere di un ragazzo afroamericano.
Tensioni a Baltimora, scontri dopo il coprifuoco.
Madre picchia figlio: “Non voglio un altro Freddie”.

 

“…mica sempre!”

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Sbatto le ali per sentire l’infinito

Periodo intenso, al lavoro soprattutto, in cui si viaggia a testa china e quasi non ci si accorge di un temporale magnifico, sull’appennino tosco-emiliano, che sorprende dal finestrino del treno.

Un miracolo, bellezza pura, che quando lo cogli, il treno si è già infilato in galleria.

Nulla di sbagliato a dare il massimo per ciò che appassiona, per raggiungere degli obiettivi, perché il lavoro, ci hanno insegnato, dà dignità all’uomo.

Ma non mi basta.

Per questo penso che vorrei essere come un uccello che, quando vola nello spazio, constata ad ogni battito delle ali che lo spazio è illimitato e che il suo volo non potrà mai portarlo a varcarne i confini. Qui sta la sua gioia. Quando è in gabbia, invece, il suo spazio è circoscritto, sufficiente per le sue esigenze di vita, ma non può esser del tutto contento.

Sbatte le ali per sentire che ciò che possiede è molto più di quanto possa occorrergli, di quanto sia capace di abbracciare col suo volo, con la sua limitatezza.

Sperimenta l’infinito e solo così è felice.

Prendo esempio: sbatto le ali per sentire l’infinito.

Silvia Grimoldi

 

E la vita, la vita. Gandhi, Marina Corradi e Vecchioni.

rain“La vita non è aspettare che passi la tempesta,

è imparare a ballare sotto la pioggia”.

Gandhi

Caspita! Una frase ad effetto. Da stampare e appendere in ufficio, o magari a casa come uno stencil sulla parete dove è appoggiato il divano… Te la immagini tatuata sull’avambraccio!?

Ma fuori di metafora cosa vuol dire “imparare a ballare”? Continua a leggere

Primo maggio

Il I maggio 1955 papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore perché la festa del Primo Maggio potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Tra le nostre mani, come in quelle di Cristo, il lavoro si deve trasformare in preghiera verso Dio e in servizio agli uomini per la corredenzione dell’intera umanità. Il Creatore aveva formato l’uomo dal fango della terra e l’aveva reso partecipe del suo potere creativo affinché perfezionasse la creazione, e la trasformasse con il suo ingegno. Tuttavia, dopo il peccato, invece di elevare le realtà di questa terra alla gloria di Dio per mezzo del lavoro, frequentemente l’uomo si acceca e si degrada. Ma Gesù ha trasformato il fango in collirio per guarire la nostra cecità, in modo simile a quanto fece con il cieco dalla nascita. Quando scopriamo che è possibile santificare il lavoro, tutto si illumina di un senso nuovo, e iniziamo a vedere e ad amare Dio – ad essere contemplativi – nelle circostanze che prima sembravano monotone e comuni, o si sviluppavano in un orizzonte soltanto terreno, senza una portata eterna e soprannaturale. (san Josemaria Escrivà)

Lei: la Nike di Samotracia

victoireAlta, il busto erompente, le braccia nude fino al folto ciuffo delle ascelle, alata di un profumo in cui un naso più esperto (e una natura meno ardente) avrebbe distinto il Balenciaga dal sudore, per un momento sovrastò il professore come la Vittoria di Samotracia chi sale le scale del Louvre.

Leonardo Sciascia – A ciascuno il suo

Sensualissima, quasi vietata ai minori, è la descrizione della “sua” donna.

Ma da quanto amore deve essere stata ispirata una composizione così pregnante?