Lunedì dell’Angelo: omelia

image002Tornò indietro pieno di stupore per l’accaduto.

La Pasqua di Gesù è la conferma autentica della vita.

Lo stupore si è attaccato alle nostre labbra

e i nostri canti sono diventati un inno di gioia e di speranza.

La Pasqua di Gesù ci chiede uno sguardo decisamente nuovo

un orientamento alternativo

un atteggiamento spirituale diverso:

perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è Risorto!

La Croce –dicevo ieri- non ci ha delusi! La Croce ha vinto!

La pietra è stata rimossa dal sepolcro.
L’egoismo è stato rimosso e l’uomo

deve cercare lo sguardo del Risorto

nei segni della fedeltà e della speranza,

nelle pieghe strette di questa umanità

nel volto dei semplici e dei piccoli.

La tua tristezza non esiste più.

Devi sollevare dalla terra il tuo volto.

Noi cristiani siamo così esortati

a celebrare la Risurrezione di Cristo nella vita

chiamati a rendere ragione della nostra Fede e della nostra speranza

chiamati a togliere i macigni della mediocrità e dell’indifferenza

i macigni che rendono il cuore ancora ostinato e insensibile

nei confronti di quel Cristo che ogni giorno viene crocifisso.

Siamo chiamati a ritrovare i sentieri autentici della Libertà

i sentieri eterni e creativi di Dio

i sentieri scoscesi e impervi

che ci educano all’amore operoso e sincero

i sentieri della carità e della giustizia di cui oggi l’uomo ha sete e fame.

La Pasqua di Gesù ci chiede di essere pasta nuova

un fermento di vita e di autenticità

nel cuore trafitto e trafficato di questa umanità.

pasta nuova laddove i sentimenti fanno fatica a diventare pane quotidiano.

Pasta nuova dove il fratello vive la sua silenziosa e impietosa emarginazione.

E, magari, basterebbe puntare l’occhio ai nostri vicini di casa!

Pasta nuova nei luoghi dell’indifferenza quotidiana

che distrugge la dignità di tanti uomini.

Ecco qui il messaggio della Pasqua: dobbiamo togliere in modo definitivo

dalla credenza della nostra cucina il lievito vecchio,

quello della malizia e della perversità

Dobbiamo celebrare la Festa con azzimi di sincerità e di verità

per essere la pasta nuova di quell’amore

che Cristo ha spezzato con fedeltà

per tenere allargato l’orizzonte del nostro cuore!

don Fabio

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