Crisi di cosa?

reginaQui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche parte devi correre almeno il doppio.

(Lewis Carroll in ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’)

Nel temperamento americano c’è una qualità, chiamata «resiliency», che abbraccia i concetti di elasticità, di rimbalzo, di risorse e di buon umore. Una ragazza perde il patrimonio, senza stare a commiserarsi, si metterà a lavare i piatti e a fabbricare cappelli. Uno studente non si sentirà svilito lavorando qualche ora al giorno in un garage o in un caffè. Ho visitato l’America alla fine della presidenza Hoover, in una delle ore più tragiche della sua storia, quando tutte le banche avevano chiuso i battenti e la vita economica era ferma, l’angoscia stringeva i cuori ma l’allegria e la fiducia splendevano nei volti di tutti. Ad ascoltare le frasi che si scambiavano si sarebbe detto che era tutto un enorme scherzo. E se qualche finanziere si gettava dalla finestra, non posso impedirmi di credere che lo facesse nella ingannevole speranza di rimbalzare.” (Paul  Claudel)

 

Rimugino spesso sulla vera natura delle crisi che stiamo vivendo.

Mi piace pensare che quella economica non ci debba determinare fino in fondo.

Mi piace credere che il guizzo d’orgoglio che segnala Claudel nella citazione qui sopra sia “doverosamente praticabile”.

 

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