Il portico di Salomone e Zarrillo. (Se non sanno dove siamo…)

portico“Non arriveranno i nostri
non arriveranno mai
se non sanno dove siamo
non sappiamo se abbracciarci
o se difenderci oramai
ma io sento il tuo richiamo
sento forte il tuo richiamo
e’ un richiamo che non si ferma mai
non lo senti
che c’e’ dovunque vai
passa i muri
le guerre tra di noi
se questa vita è vita
dimmi dove sei.”

“Non arriveranno i nostri” – Michele Zarrillo

 

Gv 10,22-23   In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno, e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.

At 3,11  Mentre egli tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.

At 5,12  Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone;

 

Il Portico di  Salomone era un luogo aperto, dove l’avvenimento di Gesù, resosi visibile in uno spazio e in un tempo ben precisi, si comunicava, attraverso la testimonianza, a spazi e tempi nuovi. Allo stesso modo il nostro incontro personale con Cristo ci vorrebbe rendere attenti, spalancati e dilatati all’esperienza umana di tutti, guardando e valorizzando come ci è possibile ogni dettaglio, pronti magari a cogliere ogni possibilità di bene.

 

Mi piace, a quasi sei mesi dall’apertura del nostro blog, riproporre, far memoria, dell’entusiasmo dell’inizio. Per voce e grazie all’iniziativa di Gabriele, il barman:

 

betaniaCarissimi, benvenuti al Betania’s Bar!

E’ un luogo per stare insieme, in allegria, con Gesù.

L’idea è quella di avere qui un luogo di condivisione, dove scambiarci un po’ di tutto: testi, musiche, immagini, video e chi più ne ha più ne metta.

Sono tante le esperienze che ci accomunano: la Messa, la Parrocchia, il coro, i gruppi di ascolto, le Officine, i “Quarant’enni e non sentirli”…

Si tratta di una miniera di spunti, provocazioni, riflessioni volontarie e non, serie e semiserie, che alla fin fine ci radicano in Lui, nel Cristo.

Ecco allora il Betania’s Bar. Betania, come il luogo in cui Gesù ritrovava famiglie amiche con cui svestire i panni del Maestro ed essere pienamente uomo, pienamente Dio, pienamente amico. Accanto alla dimensione del bar, per ricordarsi sempre di non prendersi troppo sul serio.

La scorsa settimana ho trovato questo scritto, che credo sintetizzi bene tutto questo. E’ il mio saluto da barista e da avventore. Enjoy!

Gabriele

“Lo scopo della storia non è la gloria dell’uomo, la forza dell’uomo, la coerenza dell’uomo, la coerenza morale dell’uomo. Insomma, non è la moralità. La salvezza dell’uomo è un’altra cosa.

E’ l’incontro, e l’amicizia; la compagnia che nasce dall’incontro; il popolo nuovo che nasce dall’affezione a quest’Uomo.”

don Giussani

 

Il Betania’s, a modo suo, anzi a modo nostro, è un po’ il nostro Portico.

Adesso sai dove siamo: stai con noi anche tu.

(A prima vista potrebbe sfuggire ma lo sfondo della nostra insegna, realizzata da Max “Tuba” Ceriani, è guardacaso  il Muro del Pianto, a due passi dal Portico.)

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