Correzione e tristezza. Verso il Paradiso.

Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_-_The_Return_of_the_Prodigal_SonDa parte dei partecipanti al gruppo di ascolto del Vangelo che frequento si presenta spesso il problema del dolore (e del male in genere): come si concilia con l’amore di Dio per l’uomo?

Stamane, nella lettura continua – di dieci minuti al giorno – che sto facendo del Nuovo Testamento, ho trovato un passo della lettera agli Ebrei.

Lo propongo a chi segue il Betania’s Bar, in particolare agli amici che si riuniscono in casa di Maurizio cui affido il compito di postare questo messaggio.

Giordano

Bibbia CEI –  Ebrei 12

[1] Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,

[2] tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.

[3] Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

[4] Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato

[5] e avete già dimenticato l’esortazione a voi rivolta come a figli:
Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui;

[6] perché il Signore corregge colui che egli ama
e sferza chiunque riconosce come figlio.

[7] È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre?

[8] Se siete senza correzione, mentre tutti ne hanno avuto la loro parte, siete bastardi, non figli!

[9] Del resto, noi abbiamo avuto come correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo perciò molto di più al Padre degli spiriti, per avere la vita?

[10] Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di renderci partecipi della sua santità.

[11] Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.

L’immagine di apertura  è del “Ritorno del figlol prodigo” – Rembrandt, 1668 – Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. (Cliccando sull’immagine si può ingrandire a dismisura)

Un pensiero su “Correzione e tristezza. Verso il Paradiso.

  1. Carissimo Giordano, Dio di sicuro è padre (lo dice Gesù). E un padre non usa la punizione come regola x la correzione. È una extrema ratio che viene centellinata in mezzo a tanti episodi d’amore. D’altronde, se noi che siamo cattivi diamo cose buone ai nostri figli, tanto più farà Dio, no? (Lc 11,13)
    E cos’è il dono più grande che Dio può dare? Lo Spirito Santo.
    Il Paraclito, appunto, è lo strumento preferito da Dio x trasferire il proprio amore ai figli.
    Mi dispiace, nemmeno nella correzione c’è la spiegazione al dolore.

    Gabriele

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