Umilmente ti chiedo perdono

Umilmente_perdonoEcco un’altra serata al Betania’s, e si parla ancora di Edoardo Vianello come autore.

Non solo autore di canzoni di successo ma non impegnate, ripete l’esperto della canzone del bar… “Come  “Umilmente ti chiedo perdono”, tanto ben riuscita che, dopo oltre quarant’anni, sembra sia stata composta l’altro ieri. Ti colpisce, ed ancor di più se hai una figlia!

Ti emozioni, se pensi ad una piccola bimba stretta alle ginocchia del padre, e ti si stringe il cuore se il padre le chiede perdono “se papà più non gioca con te”.

Riflettiamoci: forse c’è una figlia che ha ancora l’età per giocare e quel padre non ha più il tempo per farlo; o forse è passato il tempo del gioco ed il padre rimpiange quando avrebbe potuto farlo e non ha colto l’occasione. E siamo sinceri… potremmo sostituirci all’autore e sostituire “giocare” con “parlare” od un qualunque verbo che sottintenda “confrontarsi” .. ed il cuore ti si stringe.

“no, non piangere bimba ti prego ” “…. se ti ho solo parlato di fate e parlando scordai la realtà” : è quel “non tenerle nella bambagia”, saperle dire dei no (che è facile a dirsi…ma quando devi applicarlo?) e cercare di farle crescere responsabili e che imparino a scegliere (anche se, potendo, tu toglieresti loro ogni sofferenza..)

E “no, non piangere bimba ti prego..” “se la vita ha un sorriso volgare”: la ascolti ed è così attuale! Nel ruolo di padre posso far capire la distinzione fra il bene ed il male, ma quanto puoi mettere in guardia tua figlia davanti a qualcosa che ignori, ma sorridente e che potrebbe sembrare quindi rassicurante? Come puoi diffidare di un sorriso, forse pure seducente? Come puoi capire se è giocoso e pulito, o subdolo, o come quello della strega di Biancaneve mentre le porge la mela?

Insomma, grazie Edoardo! Per anni ci hai fatto cantare brani spensierati rallegrando dei giovani che ora, padri di qualsiasi età, si ritrovano a pensare colpiti da una canzone che tu, coautore, hai  composto giovanissimo.

Forse ci hai dato anche una soluzione: perché ci canti “umilmente ti chiedo perdono… se ti ho solo parlato d’amore, se ti ho solo parlato di fate, e parlando scordai la realtà”: sta tutto in quell’ “e”! Se l’errore cantato sta nell’aver parlato alla figlia d’amore e di fate scordando la realtà… allora non nascondiamole i sogni e l’amore, ma incoraggiamola con uno sguardo alla realtà circostante.

Stefano Vanoli 

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