Ma dov’era Tommaso? Don Giacomo Rossi.

Caravaggio - Incredulità di San Tommaso
Caravaggio – Incredulità di San Tommaso

 

 

Il contributo di una bella omelia del Tempo di Pasqua dall’amico della Repax don Giacomo Rossi.

…”Questo è il cristianesimo: incontro con persone nelle quali uno riconosce qualcosa di grande, riconosce l’impronta unica e inconfondibile di quell’uomo Gesù. Là dove riconosci persone afferrate da Dio, allora riconosci Cristo e dove, pur nella tua miseria, sai di essere stato afferrato e affascinato anche tu da Lui. E’ necessario ritornare a questo che significa ritornare alla Chiesa, alle amicizie nella loro verità.

Bisogna lasciarsi coinvolgere in un incontro, accettare di essere conosciuti e coinvolti in profondità e verità: nella tua parrocchia, con degli amici, in un movimento, con un prete amico, con alcune persone… Altrimenti siamo come Tommaso: sempre altrove nei momenti decisivi. Il momento decisivo è l’amicizia cristiana, il ritrovo dei dodici. Se sei disponibile a farti conoscere, allora scopri che il Signore entra anche a porte chiuse… Ma non si può venire a Messa pensando di portarsi via qualcosa senza accettare di essere coinvolti, senza pensare di dover poi conoscere qualcuno… A volte tra noi si ha l’impressione che si prende la Messa come fosse una scaramanzia, perché manca la disponibilità a un incontro reale. Ma se manca questo, non è più la cena del Signore, la memoria di Lui nella storia di un pane condiviso, ed è sì un rito magico dove il Signore non c’è. Se è così, come Tommaso, dobbiamo ancora aspettare di incontrarlo.”

Un pensiero su “Ma dov’era Tommaso? Don Giacomo Rossi.

  1. Tommaso è tanto incredulo quanto lo sono i suoi compagni.
    I Vangeli che narrano gli eventi dopo la Resurrezione sono così onesti e sinceri nel descrivere l’incapacità degli apostoli di accogliere l’annunzio della Resurrezione. La loro difficoltà nell’avere a che fare con un amico, maestro, Dio Risorto.
    A noi fa comodo dipingere Tommaso come “il Non Credente”. Così come per Giuda, “il Traditore”. Ci mette a posto la coscienza. Ci evita domande imbarazzanti.
    Invece Giovanni presenta Tommaso come “Didimo”. Il gemello. Il mio gemello.
    Perchè anche io, come lui, fatico a staccarmi dalla croce per sciogliermi nella gioia della Resurrezione.

    Gabriele

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