Questo benedetto lavoro: bellezza e Risurrezione.

 "Le spigolatrici" - Millet - particolare
“Le spigolatrici” – Millet – particolare

La bellezza è per entusiasmare al lavoro,

il lavoro è per risorgere.

(Cyprian Norwid, artista polacco (1821 – 1883)

citato in “lettera di san Giovanni Paolo agli artisti” – 1999)

 

Etimologia di entusiasmo: “pieno di Dio” o “divinamente ispirato”.

E risorgere: “sorgere di nuovo” e “tornare da morte a vita”.

Ancora un collegamento, auspicabile, tra lavoro e Divino.

Anche questa è “energia per la vita”.

 

Giornalisti

gaberSfigurato con l’acido: X. Y. è incinta ma per i giudici resta in carcere.

E via raccontando, scavando, sviscerando, ricordando, rammentando, ripetendo, paventando, spaventando…

«Io se fossi Dio, maledirei davvero i giornalisti».

Così Giorgio Gaber cantava nel 1980 nella bellissima “Io se fossi Dio”.
E il perché Gaber lo spiegava bene:

«Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete,

avete ancora la libertà di pensare, ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti.

E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento.

Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti.

Voi vi buttate sul disastro umano, col gusto della lacrima in primo piano».

 

Proponiamo di seguito una lucida analisi sull’argomento, tanto per pensarci un po’ su:

I giornalisti cannibali e il tema di L. che non interessa a nessuno.

Dicembre 13, 2014 – Annalisa Teggi

«E se non piangi, di che pianger suoli?» (Inferno, canto XXXIII)

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Spine… nostalgia di un “prima” da cui proveniamo.

Una possibile risposta al quesito di ieri?

«Fino ad oggi nessuno ha veduto gli uccelli migratori dirigersi verso sfere più calde che non esistono, o i fiumi dirottare attraverso rocce e pianure per correre in un oceano che non può essere trovato.

Perché Dio non crea un desiderio o una speranza senza aver pronta una realtà che la esaudisca.

Il nostro desiderio è la nostra certezza e beati siano i nostalgici, perché torneranno a casa».

(Karen Blixen “Capricci del destino”)

Preso da http://ungranellodisale.blogspot.it/

nostalgia 2

Ecco un contributo sull’argomento della splendida Marina Corradi:

Da tutta la vita mi prende certe mattine una irrequietezza, come la necessità assoluta di andare in un luogo diverso da quello in cui mi trovo. Si impadronisce di me l’idea che, se fossi in quella data città, o se vedessi il mare, sarei felice: e che quell’accidia, quella malinconia che ho sempre addosso se ne andrebbero, se fossi altrove.

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La proposta di un metodo: scommettere su una Verità più grande.

rossi

E un quesito.

Dopo il per-dono proposto da Roberto, dopo san Tommaso valorizzato da Gabriele  rilancio sul giovane Figlio prodigo. Uno scavezzacollo, nella Riscrittura del nostro don Giacomo Rossi, che ci fa riflettere sul «ri-flettere»: ritornare su. E che potrebbe indurre il fratello maggiore a scommettere il suo avere ragione contro una posta molto grande: la Verità di un ritorno!

Luca 15, 12-32

«Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto,  Continua a leggere

Fin che c’è vita c’è vacanza

Ho letto questo articolo datato gennaio 2015 scritto da Gian Antonio Stella che intervista Ermanno Olmi, mi è piaciuto così tanto che non posso fare a meno di condividerlo con voi amici del Bar Betania… “oste della malora, un bicchiere di Ginger per tutti!!!” (ma che sia in bottiglia di vetro!!)

 

http://www.corriere.it/spettacoli/15_gennaio_10/ermanno-olmi-malattia-mi-ha-aggredito-ma-serve-anche-soffrire-8bf06e1e-98aa-11e4-8d78-4120bf431cb5.shtml

 

Il “dovere” della felicità.

stevenson“Non esiste alcun dovere tanto sottovalutato quanto l’essere felici. Quando siamo felici, disseminiamo il mondo di buone azioni involontarie, che rimangono sconosciute persino a noi stessi, o, quando vengono scoperte, sorprendono per primo il benefattore.
[…]
Preferisco imbattermi in un uomo o una donna felici che in un biglietto da cinque sterline. Irraggiano serenità e quando entrano in una stanza danno l’impressione che un’altra candela si sia accesa. Non ci interessa che sappiano dimostrare il quarantasettesimo teorema (di Euclide); fanno di meglio, dimostrano con i fatti il grande teorema della Vivibilità della Vita.”

da In difesa dei pigri – R.L. Stevenson

 

 

16 luglio e siccità. Piccola storia della Madonna del Carmelo.

monte-carmelo-terra-santa-pano-1024x179Il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell’Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.