“Calcinculo”. (scusate, a Milano si chiama così) Esilarante.

expo“Ma… ci vado o non ci vado?”

dal blog G – FAMILY http://ggfamilylife.blogspot.it/?wref=bif

“Quando passavo in autostrada e vedevo le ruspe dell’expo, pensavo: “Che bello. Certo un po’ in ritardo. Un po’ tanto. Siamo ad aprile, e ci sono ancora le gru e si vedono tetti mezzi scoperchiati, però dài, che bello!”.
Architetture all’avanguardia, che sembra nemmeno di essere in Italia, materiali innovativi, pareti che si beffano della gravità, una modernità solo sognata o vista nei rendering di architetti stranieri, sulle riviste fighe tipo Abitare.
Una occasione da non perdere, un evento mondiale, e che fortuna essere ad un tiro di schioppo, dobbiamo assolutamente andare, anche coi bimbi, che così facciamo qualcosa di veramente stimolante e potranno dire ai loro nipoti: io ho visto (l’unica) expo fatta in Italia, nonostante Mafia Capitale e le altre porcherie italiche, chissà se avremo mai un’altra botta di culo come questa, nelle prossime 3 generazioni.
Io, nella mia profonda ingenuità pensavo che bastasse comprare i biglietti.
inpsInvece bisogna REGISTARSI sul portale expo che, essendo italiano, ha una usability partorita da un impiegato sadico dell’inps, e dunque dopo avere generato l’ennesima password che dimenticherai (ma che ti gioverà altre sedicimila spam nella tua casella di posta per i prossimi 10 anni) dopo avere affrontato numerosi bug (il suo biglietto non è disponibile…?!?), cliccato link, effettuato login, inserito codici di 25 cifre per ogni biglietto, era impossibile giungere all’unica pagina utile del sito: ovvero quella in cui inserire la data di visita. Dopo avere cliccato a caso e avere esplorato ogni inutile meandro del portale, sono riuscita finalmente a inserire la sospirata data di visita. Inutile che provate a chiedermi come ho fatto, non riuscirei mai più a ricapitarci, vi assicuro.
Comunque.
Io, sempre nella mia profonda ingenuità, pensavo che fosse come visitare una bella città. Cioè pensavo che fosse come in quegli (orrendi, fatemelo dire da grafica) rendering che trovi sul sito, in cui si vedono padiglioni semideserti, bimbi con palloncini, mamme che ammirano, alberi, panchine, viali.

SCRITTA.GARD.2

Perché non immaginavo che fosse invece come Gardaland?
Perché E’ come Gardaland, nei sabato pomeriggi di Luglio.
Un carnaio apocalittico. Era ovvio, lo so.
Nel frattempo visitavo la pagina Facebook amatoriale dell’expo, leggevo i blog, e mi veniva l’ansia. Due (2) ore di coda, in media, per visitare i Padiglioni. Coda fissa per entrare.
Si consiglia di arrivare un ora prima dell’apertura dei cancelli.
Si consiglia assunzione di droghe dopanti per arrivare con ancora un briciolo di energia almeno all’accensione delle luci del famigerato Albero della Vita.
Mi sono fatta pure un elenco dei Padiglioni “che bisogna vedere assolutamente” (leggi: devi dire che li hai visti, sennò ti guarderanno con compatimento e saprai di avere buttato via i tuoi soldi, ovvio).
Naturalmente sono quelli che TUTTI vogliono vedere, quindi sai che farai una coda di 2,3,4, addirittura 5 ore.
Evabbè, ormai la frittata è fatta, facciamo sto sforzo, che i bambini ci tengono un sacco, le lo racconteranno ai nipoti eccetera eccetera.
Cioè, io ero partita bene, positiva. Non è colpa mia se odio la ressa, se detesto camminare nella stessa direzione di altre quindicimila persone che invadono tutte il mio spazio vitale, ovunque. Non è colpa mia se dopo un’ora di coda mi sento come un barattolo di polpa di pomodoro su una catena di montaggio. Non mi dilungherò, ma esprimerò in punti salienti il bilancio dell’expo.
ScienzaTecnica_logo1. Il padiglione zero è bello. Potrebbe essere una sezione del Museo Della Scienza e Della Tecnica di Milano.
2. Appena arrivi sul famoso Decumano, devi precipitarti nelle file perché percepisci un countdown come nei giochi elettronici, più temporeggi, più le file si allungano, presto! Devi decidere dove andare
3. Se temevo per il sole e il caldo solo due settimane prima, ieri c’era l’allerta meteo. Nonostante kway e ombrelli, ore in coda sotto l’acqua non hanno giovato al nostro buonumore
Print4. Padiglioni deludenti. Hanno puntato tutto sulla spettacolarità delle installazioni, ma come contenuti Discoverychannel è decisamente più arricchente.
5. I fantomatici padiglioni “da vedere” non li abbiamo visti, perché con le tempistiche di attesa, ne avremmo visti due, massimo tre. Sì, è figa la grande rete su cui puoi camminare, ondeggiare nel padiglione Brasile, ma allora vado su Sequoia Adventures a Gardaland, che faccio pure meno coda
Mcdonalds-90s-logo.svg6. Pensi, l’expo è sul cibo, almeno non ci sarà problema a mangiare. Bene, dalle 12 alle 15 non c’era un posto coperto e dunque al riparo dal nubifragio dove sedersi. Alle 15 passate siamo entrati in un ristorante spagnolo stranamente poco affollato dove ci hanno servito delle porzioni talmente minuscole (ma non nel prezzo) che perfino Catwoman, che si sfama con 5 maccheroni, ha protestato.
7. Alla fine abbiamo mangiato delle patatine AL MACDONALD, e chi mi conosce sa che dovevamo essere davvero disperati. Molti stand a quell’ora non davano più cibo, altri erano all’aperto (perché all’expo non è previsto che piova, nemmeno avessero scelto come sito espositivo gli Emirati Arabi nel mezzo de deserto. )
8. Sfiniti, bagnati, infreddoliti, alle 18 ci siamo trascinati per il decumano, abbiamo guardato le splendide architetture dei Pavillons con rammarico, sia per non essere riusciti a visitarli, sia per non essere riusciti a GUARDARLI e goderli DAVVERO. Come quando interiorizzi un bel paesaggio urbano, ti soffermi a guardare una bella chiesa Romanica, o un palazzo di Gaudì.
Oktoberfest_Monaco_giostra_luna_park_857298679. L’albero della vita, direte. A me sembra tanto il calcinculo delle Feste dell’unità. Ma molto meno divertente. Non dite di no.

10. Se volete dire che sono snob, potete. Lo capisco. Lo capisco che sembra che io voglia fare quella diversa, a cui non piacciono le cose che piacciono a tutti. (tipo la Nutella, che mi piace solo 5 giorni al mese) Però mi sono sforzata, davvero. Volevo davvero che mi piacesse.”

3 pensieri su ““Calcinculo”. (scusate, a Milano si chiama così) Esilarante.

  1. IO CI SONO ANDATA 2 VOLTE. IL BIGLIETTO NON DEVE ESSERE PRENOTATO E NON E’TUTTO NEGATIVO COME SI DICE QUI. NIENTE DI PARTICOLARE, CERTO. MA FORSE ALCUNI DESIDERANO, A TUTTI I COSTI, DISTRUGGERE EXPO, I GRILLINI PER PRIMI, TANTO PER ESSERE CHIARA.
    CIAO. GEMMA

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