V Domenica dopo il Martirio di S.Giovanni Battista: omelia

xyzAxesIn questa domenica ci vengono presentate quelle che io chiamerei

le coordinate della Fede.

Sono due e hanno un comune denominatore: il verbo “amare”.

Su questo verbo noi dobbiamo sempre rimetterci in pista

e ritrovare il cammino di una fedeltà e l’orizzonte vero di una Speranza.

Dicevo due coordinate. La prima è Dio. E dice così:

Ascolta, o Israele. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore,

con tutta l’anima e con tutte le forze.

Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli.

Il riferimento a Dio è fondamentale ed essenziale per l’esistenza.

La Fede cristiana trova in questa prospettiva la sua sostanza materiale e spirituale.

A noi è chiesto un amore coinvolgente e totalizzante:

amare Dio con tutto il cuore – tutta l’anima – tutta la mente – tutte le forze.

Questa totalità è la forza dell’amore.

E si traduce anzitutto nella dimensione della preghiera.

L’Eucaristia è principio e fondamento di questa coordinata della Fede.

Perché ogni domenica vengo in chiesa?

Perché mi sento attirato e sollecitato dall’amore.

E perché sento la necessità di stare in questa relazione

esclusiva e affascinante con il Signore.

Perché capisco che questo “tutto” è principio di vita.

Questa prima coordinata tiene dentro anche un valore:

quello della trasmissione della Fede.

E qui il riferimento è all’esperienza della famiglia.

Li ripeterai ai tuoi figli. Che cosa? I precetti dell’amore di Dio.

La comunicazione della fede passa dall’esempio dei genitori.

Nelle famiglie è urgente una ripresa concreta e ordinaria della Fede.

La preghiera quotidiana e la lettura del Vangelo sono di primaria necessità.

Senza Dio la vita si indebolisce. L’amore perde la sua originaria consistenza.

E gli affetti rischiano di perdere la loro qualità essenziale.

La preghiera unisce i sentimenti e tiene alta l’attenzione del cuore!

La seconda coordinata dice così Amerai il tuo prossimo come te stesso.

Paolo aggiunge La carità non fa alcun male al prossimo.

L’amore per Dio si incontra nell’amore per il Prossimo.

Un amore verticale e uno orizzontale che trova forma e forza nel segno della Croce!

Appunto, crocevia dell’amore! E crocevia della Speranza!

Amare il prossimo con la misura di te stesso.

Questa è la novità, forse anche lo scandalo, dell’amore.

Amare e rispettare la vita di ogni uomo.

Il prossimo non è mai la persona che scegli tu di amare.

E’ piuttosto quella realtà di vita che Dio fa entrare miracolosamente nella tua storia.

La coordinata dell’amore fraterno ci indica un valore superiore:

il prossimo è Dio che ti chiama e che interpella la tua libertà.

Pensiamo all’esperienza del buon Samaritano.

Il tuo prossimo è quella persona che ti è chiesto di accogliere e di custodire:

tuo padre, tua madre, tuo figlio, tua moglie, tuo marito, l’anziano, l’ospite,

il fidanzato, la fidanzata, l’amico, l’estraneo, chi ride e chi piange.

Questo amore è contro ogni forma di egoismo. La Croce non fa preferenza di persone.

E’ un amore universale. La forza dell’amore è Dio.

La ricompensa dell’amore è la vita – fa questo e vivrai.

La carità non è un tornaconto.

La carità è la qualità della vita! La carità è lo spreco più intelligente!

don Fabio Verga

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