La Grazia

Quasi un anno fa, ci si era trovati con un gruppo di amici a confrontarci sul tema della GRAZIA.

Ognuno aveva portato un contributo; e così tra una foto, una canzone, uno spezzone di un film, un salmo, un brano di un libro, ci si era raccontati cosa fosse per ciascuno di noi la grazia.

Ecco, se dovessi descrivere cosa per me, in questo periodo, è la grazia, ecco l’immagine che proporrei:

The Scream

«Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura». (Edvard Munch)

Se osservate, però,  in mezzo a tutte quelle linee curve, c’è qualcosa che rimane immutato e diritto: la strada.

Ecco, la Grazia, per me, oggi, 24 settembre 2015, è quella Strada, che, pur in mezzo all’angoscia e allo smarrimento, rimane immutata.

Basta sintonizzarsi su di essa e seguirla. E stai sicuro: non ti perderai!

Perché mi chiami maestro buono?

fidati“Indegni ma invitati alla Mensa!”

“La coraggiosa docilità degli agnelli.”

Qui la Storia di Mansuetudine di Stefano 

e Anna compie un percorso di Bellezza…

Piovono Miracoli 2.0

di Stefano Bataloni

Lo scorso venerdì sera Anna ha partecipato al Pellegrinaggio delle Sette Chiese nella notte qui a Roma. Vi aveva già partecipato a maggio restandone molto colpita e aveva concluso il suo cammino sperando di potervi partecipare nuovamente, questo settembre, per rendere grazie. Credo che alla fine sia stata costretta a cambiare le sue intenzioni di preghiera ma è stato per lei, ancora una volta, un momento davvero importante.

Naturalmente, la mattina dopo mi ha raccontato tutto con dovizie di particolari (se in genere le donne hanno una memoria migliore di noi uomini, devo dire che Anna è dotata di un registratore audio-video ad altissima fedeltà e senza limiti di capienza; questo si traduce in racconti che spesso non hanno il dono della sintesi, cosa ancor più evidente se l’esperienza raccontata è stata per lei particolarmente coinvolgente)

C’è stata una cosa in particolare che Anna mi ha riferito e che…

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Mansuetudine: docilità con la quale gli agnelli si lasciano passare sul dorso la mano del loro pastore.

mansuetudineRiceviamo dall’amico Giordano:

LA LOGICA DELLE BEATITUDINI SI RIVELA IN IMPRESE E PROVE
L’intelligenza delle mani miti
di Luigino Bruni – da Avvenire, 19/9/2015

Una “scheggia” di luce, abbacinante, sul significato di “beato”, “possesso”, “Terra Promessa”… e molto di più!

Le beatitudini non sono virtù, non sono un discorso etico sulle azioni umane. Sono invece il riconoscimento che nel mondo esistono già i poveri, i miti, i puri di cuore, chi piange, i perseguitati per giustizia, i misericordiosi. E li chiamano ‘felici’. Continua a leggere

Indegni, ma invitati alla Mensa!

Daniele_da_Volterra_001Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

(1 Re 19, 4-8)

Pane e acqua, doni dell’Angelo. Cibo disceso dal cielo, che sostiene il cammino di Elia. Una prefigurazione dell’Eucarestia, principale nutrimento della “dieta” cristiana.

Ma chi è il profeta che riceva questo esclusivo regalo? Un puro? Un santo?

L’Elia fotografato da questo frammento di Antico Testamento è un uomo deluso. Disilluso. Stanco. Terrorizzato.

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IV Domenica dopo il Martirio di San Giovanni Battista: omelia

paneAlzati, mangia!. Questo imperativo è tutto per la vita. Il contesto è quello di Elia, seduto sotto una ginestra, deluso dalla vita e trapassato da un desiderio difficile:

Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri.

Elia vive un momento di profondo scoraggiamento. E a volte capita anche a noi, quando ci sembra che non c’è più nulla di buono nella storia, quando il cammino si fa incerto e i problemi sembrano più grandi delle nostre spalle.

E ci sentiamo condannati, presi di mira, stretti e indifesi. E magari anche noi rannicchiati da qualche parte a dire Signore, basta! Non ce la faccio più, sono stanco!

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