Gruppo d’ascolto: Il buon Samaritano.

vignette_c_1okRiprendono nelle nostre case i Gruppi d’ascolto della Parola.

Tolte le erbacce – ed è operazione mai finita perché rinascono sempre – bisogna nutrire il seme. Qui entrano in campo «i buoni maestri e i buoni esempi». È vero. Non si coltiva quell’apertura originaria ragionandoci su; si ha bisogno di vedere persone aperte, persone che insegnino a guardare, educatori.

Il “Maestro” di quest’anno è Luca con alcune delle sue pagine più belle.

Le “Persone aperte e gli educatori“? Può essere chiunque entri in casa nostra, col cuore disponibile.

COME POSSIAMO AIUTARCI?

Luca 10,25-37: “Il buon Samaritano”.

25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?».27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza econ tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». 30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: «Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno». 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Vincent Van Gogh "Il buon Samaritano" 1890 - olio su tela - museo di Otterlo. Olanda
Vincent Van Gogh “Il buon Samaritano” 1890 – olio su tela – museo di Otterlo. Olanda

Qualche domanda per approfondire:

#   Percepisco di essere un ferito che è stato sanato che quindi può, in ragione della guarigione ottenuta da Dio, soccorrere anche gli altri?

#   La mia fede mi spinge alla carità? Oso fare il passo dell’attenzione della prossimità, oppure mi trincero dietro mille alibi?

#   Di fronte al prossimo in difficoltà, sono preso dalla fretta di chi ha sempre cose più importanti da fare? Oppure sono colto dalla paura della complessità?

#   Mi è chiesto di essere Samaritano o Albergatore?

2 pensieri su “Gruppo d’ascolto: Il buon Samaritano.

  1. Grazie per la serata di ieri. Mi ha permesso di capire meglio questa parabola. Che d’ora in poi chiamerò “Lo spregevole Samaritano”.
    Duemila anni di cristianesimo hanno reso l’abitante di Samaria un’icona distante, una meta irraggiungibile. Un personaggio angelico, divino.
    Tutto questo per allontanarlo da noi. Per non farci provocare troppo. Gli abbiamo premesso quell’aggettivo “buono” che non esiste nella Parola e al quale Gesù era terribilmente allergico (Mt 19,17; Mc 10,18).
    Gli sbrodolamenti di ieri mi hanno convinto che Gesù abbia pronunciato la parola “Samaritano” apposta per indicare invece un soggetto privo di qualsiasi connotazione positiva. Peggio di un ladro, peggio di un brigante. Un “cane”. Questo per dire a me: perfino un essere così ributtante è capace di COMPASSIONE. E tu?”

    Gabriele

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