Antipatiche canaglie.

Non c’è che un unico peccato: dire che una foglia verde è grigia.
Per questo anche il sole in cielo rabbrividisce.
G. K. Chesterton

il blog di Costanza Miriano

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di Padre Maurizio Botta  

Assicuro che è inquietante conoscere molto di un argomento, essere informati e vedere gridato dalla potente arroganza dei mezzi di comunicazione il contrario. Non ci sono differenze. RadioUno, Ansa, Repubblica un unico orrendo e deforme coro di menzogna. Il senso di impotenza e di vera frustrazione nel sapere che pochissimi leggeranno il punto 85 dellaRelazione finale del Sinodo quello che ha fatto titolare all’ANSA “Sinodo, ostia a divorziati passa con 1 voto di scarto”.

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Don Fabio Coppini: “Schegge”.

donfabioGiornata Missionaria Mondiale.

Gesù è talmente in mezzo a noi che prende il nostro cuore e la nostra carne.

Noi siamo il Corpo di Cristo

E “Missione” è far ricordare all’altro che Gesù non è “altrove”. E’ QUI.

E mi guarda con gli occhi delle persone da Lui preferite.

La mia santità farà il bene di tutti i miei famigliari. Così saremo un solo Corpo.

Questo è Missione.

Dio Mi ama Peanuts

Asmodeo e le armi nucleari contro la famiglia.

gloria riva

Riceviamo dal nostro Giordano e volentieri pubblichiamo:

da Avvenire, 22 Ottobre 2015

Dalla “grazia” di suor Maria Gloria Riva

Francisco Goya "Asmodea" (1820-23)
Francisco Goya “Asmodea” (1820-23)

Goya l’aveva chiamata Asmodea, quell’essere infernale di cui parla il libro di Tobia che si opponeva al matrimonio di Sara. Asmodeo, con Lucifero e Belzebul, forma la triade demoniaca che vuole scimmiottare la Trinità. Goya, lo rappresenta in abiti femminili, mentre trascina con sé un uomo e, volando nel cielo alto dello stretto di Gibilterra, semina morte, odio e lussuria.

Oggi arricciamo il naso di fronte alle evocazioni di questi spiriti maligni, soprattutto se chiamati per nome e riconosciuti in base alle loro funzioni. Eppure, l’identificazione di questi operai del Mistero dell’iniquità, fa parte del patrimonio giudaico-cristiano. Continua a leggere

Darei la vita per un mio amico.

caviezel“Non ricordo esattamente quando decisi che Konradin avrebbe dovuto diventare mio amico, ma non ebbi dubbi sul fatto che, prima o poi, lo sarebbe diventato. Fino al giorno del suo arrivo io non avevo avuto amici. Nella mia classe non c’era nessuno che potesse rispondere all’idea romantica che avevo dell’amicizia, nessuno che ammirassi davvero o che fosse in grado di comprendere il mio bisogno di fiducia, di lealtà e di abnegazione, nessuno per cui avrei dato volentieri la vita. […] Ho esitato un po’ prima di scrivere che avrei dato volentieri la vita per un amico, ma anche ora, a trent’anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di un’esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei fatto quasi con gioia.”

Fred UHLMAN (1901 – 1985),

in “L’amico ritrovato”,  1971

Siamo nati con il desiderio di credere

icaro“Uomo moderno: nuovo Icaro”. (2)
Ma non possiamo lasciarci bruciare le ali…

Piovono Miracoli 2.0

di Stefano Bataloni

E’ pomeriggio, sono in auto, nel traffico romano del rientro a casa, ascoltando musica. E’ stata una giornata strana, sembrava dovesse venire giù l’ira di Dio di pioggia e invece…quattro gocce. Il lavoro è andato così così: i rapporti tra colleghi, i rapporti tra gli enti per i quali lavoro sono ai ferri corti e mi domando se io non abbia fatto la mia parte per aizzare gli animi. Si lavora tanto ma si lavora male. Il mio umore non è dei migliori.

Mi arriva un messaggio di Giovanni(*) con cui mi segnala un articolo di giornale dal titolo “Parlare da soli non è da persone folli ma da genii”. Ne nasce una breve conversazione.

G. – “Adesso capisco perché sento la necessità di parlare con uno intelligente (riferito a se stesso, naturalmente)”
Io – “Allora devo essere un folle perché non mi capita mai di parlare da solo…

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