Prima Domenica di Avvento: omelia

Luce, sole, albaSiamo ancora all’inizio di una storia

che si rinnova

e che si ripresenta ogni anno

con simboli, colori, canti, parole, sguardi e silenzi.

 

Avvento. Attesa. Un tempo di Grazia.

Una porta che si apre al Mistero di Dio.

Un invito che interpella la nostra libertà

e chiede una presa di posizione convinta:

Fatevi imitatori di Dio … nessuno vi inganni con parole vuote

… siete luce nel Signore … comportatevi come figli della luce;

ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.

cercate di capire ciò che è gradito al Signore.

 Queste parole di Paolo arrivano dirette a me e a ciascuno

chiedono un rispetto profondo

il riconoscimento di una identità … essere figli della luce.

Uniti gli uni agli altri da sentimenti di bontà, di giustizia e di verità.

 

L’Avvento che indica il percorso spirituale

nella direzione di Betlemme

e nel segno inconfondibile di una mangiatoia

chiede la responsabilità di assumere in profondità il pensiero di Cristo

i sentimenti della sua natura umana

il valore di una tenerezza che abbraccia ogni nostra fragilità.

 

Il vangelo che abbiamo ascoltato e che introduce questo cammino

ci riconsegna la durezza di alcuni segni e di parole

che ci lasciano nell’imbarazzo e nell’indecisione

e certamente non ci fanno immediatamente respirare il clima del Presepio:

… badate di non lasciarvi ingannare … sentirete di guerre e di rivoluzioni

nazione contro nazione e regno contro regno

… terremoti, carestie e pestilenze …

fatti terrificanti e segni grandiosi nel cielo

… Gerusalemme sarà calpestata dai pagani …

segni nel sole, nella lune e nelle stelle … angoscia di popoli … paura.

 

Dentro a questo scenario così catastrofico e apocalittico

noi siamo chiamati a riconoscere un principio di luce

un sentimento nuovo di speranza che deve crescere / anzi, che sta crescendo

una inaspettata Natività che ri-attiva lo spirito depresso dell’uomo:

allora vedranno il Figlio dell’uomo venire

su una nube con grande potenza  e gloria.

Quando cominceranno ad accadere queste cose,

risollevatevi e alzate il capo,

perché la vostra liberazione è vicina.

 

Questo è il Natale che vogliamo vivere:

vedere Colui che viene a dare ancora fiducia a questa terra

una Parola che entra dentro alla storia per abitare ogni domanda dell’uomo

un Figlio che ci viene dato come segno vivo e rassicurante:

risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina!

 

Questa è la ragione per la quale Dio ancora una volta decide consapevolmente

di farsi Uomo e di mettere i suoi piedi nelle pieghe storte di questa terra:

perché sa che l’uomo ha bisogno di ritrovare il senso della vita

e il valore di una libertà

che spesso è condannata dall’egoismo.

Alzare il capo perché c’è una liberazione che ti appartiene.

Non sei solo dentro a quella fatica o solitudine.

Non sei solo. Non sei stato abbandonato.

Dio esiste. Dio è con te. Un Figlio che devi accogliere.

Uno sguardo che entra in relazione con la tua anima

e ti chiede di allungare l’orizzonte della tua speranza

lo sguardo di un bambino dentro la povertà della tua vita:

esiste un miracolo più grande di questo?

esiste un amore che supera questo Dio Bambino?

 

Prima Domenica di Avvento – ore 11

 

oggi iniziamo il cammino dell’AVVENTO.

Un tempo grande per preparare il nostro cuore

ad accogliere Gesù / che nasce nella mangiatoia di Betlemme.

 

due segni ci aiutano a vivere questo inizio:

 

  1. una PORTA che si apre al Mistero di Dio: dietro la porta c’è il Presepio!

 

la porta (adulti) è un invito che interpelle la nostra libertà

e ci chiede una presa di posizione seria e convinta:

fatevi imitatori di Dio … siate luce nel Signore

Dobbiamo riconoscere una identità: Figli della Luce. Figli che vivono nella luce.

Uniti da sentimenti di: bontà, giustizia e verità.

 

  1. IL PASTORE DAVANTI ALLA PORTA CON LA LANTERNA.

Il pastore indica l’Attesa.

Attendere: voce del verbo amare.

Attende chi sa amare / Ama chi sa attendere.

 

Questo valore dell’attesa lo troviamo rimarcato nel Vangelo.

Una pagina molto difficili. Immagini e parole dure. La vita è fatta un po’ così!

Eppure, dice Gesù, dobbiamo avere fiducia. Non possiamo tirarci indietro.

Siamo chiamati a perseverare. Betlemme è una meta raggiungibile.

E’ ancora vicina una Natività

che respira già dentro alla terra e dentro alla nostra vita!

 

don Fabio Verga

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