La vera malattia incurabile è la solitudine.

don maurizioNe abbiamo già accennato, brevemente, il 21/12  qui .

Abbiamo proposto un’intenzione su “Oggi preghiamo…”

Il nostro Giordano ci segnala le riflessioni, commosse e vere, di don Maurizio.

La donna che ha scelto l’eutanasia.

La scelta di Dominique e il senso della vita.

di don Maurizio Patriciello.

Vado a letto con un groppo in gola. Il sonno non vuol saperne di arrivare. Penso. Rifletto. Prego. Mi sforzo di capire. Non voglio giudicare. Non voglio rinchiudermi nelle mie certezze. Il volto di Dominique Velati mi tormenta. Dominique è morta pochi giorni fa. Potremmo dire che l’hanno uccisa. O, magari, che si è fatta uccidere. E sarebbe la cruda verità. Una verità, però, che avrebbe il sapore della polemica. E io voglio tenermi lontano da ogni forma di polemica. Continua a leggere

Grazie! Per il Tuo bacio sulla “bua”.

buaRiproponiamo e sollecitiamo anche quest’anno la possibilità di condividere qui il nostro piccolo o grande ringraziamento per ciò che abbiamo ricevuto, magari anche per ciò che, per fortuna, non abbiamo ricevuto… Lo facciamo con il sostegno di un articolo semplice e vero. Per Famiglie.

TE DEUM / Perché possiamo ringraziare Dio, nonostante l’Isis e il Bataclan?

di Mauro Leonardi

COS’E’ IL TE DEUM? – Anche quest’anno, l’anno del Bataclan, di Charlie Hebdo, della Siria, dell’Isis e di quant’altro, il 31 dicembre la Chiesa canterà l’inno di ringraziamento del Te Deum. Siamo “esseri graziati” e dobbiamo essere grati. Graziati dall’amore, graziati dalla bellezza, graziati da Dio che ci salva con l’amore. Siamo graziati da tutto l’amore che incontriamo nella vita. Continua a leggere

Santa Giovanna d’Arco.

GiovanniDArco_scalaRiceviamo dal nostro Giordano: su un’argomento, l’Opera, nuovo per il Betania’s:

“L’articolo a me piace molto, anche se si riferisce a cronaca ormai un po’ lontana (la prima della Scala) e anche se è forse per palati un poco… colti. Tuttavia se piace a me, che leggo poco, non son mai andato alla Scala, non amo l’opera, ecc…”

Giovanna d’Arco non è quella della Scala. 

Contro la scelta psicologista di rappresentarla come una pazza. Sul tappeto rosso del dopo-prima, la sfilata delle recensioni s’inchina alla drastica scelta dei registi Moshe Leiser e Patrice Caurier che hanno trasferito il già vacillante libretto di Temistocle Solera nella testa di una fanciulla del secolo Diciannovesimo, malaticcia nonostante le forme sopranesche.

di Antonio Gurrado | Il Foglio 08 Dicembre 2015

Cos’applaudiva unanime il pubblico alla prima della Scala? L’opera, certo, la direzione, l’allestimento, gli acuti, la presenza scenica, Continua a leggere

Le circostanze

Colgo la proposta della nuova rubrica, Ladilu, postando questa frase di Aldous Huxley, personaggio noto forse a chi si occupa di comunicazione.

L’esperienza non è quel che ci accade. È quel che facciamo con ciò che ci accade.

Ecco, mi ha colpito molto e mi ha fatto venire in mente quel che don  Fabio ha ripetuto più volte nelle ultime settimane intorno alla parola ‘circostanze’. Proviamo a pensare se è vero.

Senza passato come si fa?

Tempo di ferie natalizie e di visite a parenti; scuole chiuse e quindi tempo di compiti delle vacanze. Domenica pomeriggio dalla cugina, con figlia in terza media alle prese con il compito delle vacanze della prof di religione. Stupita che ora anche gli insegnanti di religione si mettano a dare compiti a casa, chiedo di spiegarmi e scopro che si parla di …clonazione. Non proprio noccioline.

Il compito-lavoro di gruppo consiste nel preparare una presentazione (corredata da diapositive e video) sul tema appunto della clonazione. Mi immagino già di vedere stralci di dissertazioni scientifiche – scopiazzate dal web- con corredo immancabile della pecora Dolly e invece…
La nipote e le sue compagne hanno ‘montato’ due video:
-il primo mostra il quotidiano di due ragazze come loro, pieno di colori, di canzoni, di incontri, di pomeriggi a chiacchierare, di pizzate in compagnia e di telefonate interminabili su chi ha visto chi ecc.
-il secondo racconta invece di due ragazze coetanee, nate per clonazione. Cambiano i colori, tutto si fa grigio, indistinto, non c’è nulla da raccontarsi perché non c’è un prima, non c’è una storia; il messaggio è che queste due ragazze non hanno un passato, non hanno una memoria. Non hanno una storia, non sanno da dove vengono.

Per palati capaci di digerire.

La vita senza un passato non ha sapore, non ha colore. Ciascuno più o meno consapevolmente ha bisogno di sapere le sue origini, cerca il suo filo rosso, vuole conoscere come ha avuto inizio. E la semplicità di un racconto montato in modo artigianale da tre tredicenni ha colto già il nocciolo della questione.

Se oggi talvolta abbiamo un problema con la memoria, forse è perché abbiamo un problema ancora più grosso con il senso. I nostri codici a barre e i pin dei nostri accessi personali non hanno corrispondenza con nulla. L’hanno persa o non l’hanno mai avuta.

Pensieri di fine anno…da far venire i brividi.

Contano i mezzi non il fine

“Tutti si preoccupano dei mezzi per vivere, ben pochi dei fini per cui vivere… Scomparsa l’idea di Dio dall’orizzonte della mente occidentale, è venuto a mancare il fine ultimo della vita. ma siccome gli esseri umani non possono vivere senza una direzione ed una finalità, la conseguenza è che ciò che era un mezzo ha preso il posto riservato al fine e si è proclamto signore: non si lavora per vivere, si vive per lavorare; non si mangia per vivere, si vive per mangiare; non ci si diverte per vivere, si vive per divertirsi… Oggi, alla gran parte degli occidentali, è scomparso il fine ultimo del loro operare nel mondo, corrono dentro la ruota che gira… Essendo scomparsa un’idea più grande del mondo il mondo è diventato l’assoluto… nessuno è contento del posto che ha.”

Dio e il suo destino, Vito Mancuso – Garzanti Editore 2015 – pag. 30 – 31