VII giorno dell’Ottava di Natale. Schegge: don Fabio Coppini.

"Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; ma se voglio spiegare a chi me lo chiede, non lo so." s. Agostino
“Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; ma se voglio spiegare a chi me lo chiede, non lo so.” s. Agostino

Lui ci salva nel tempo. Lui che non è legato al tempo, che vince il passare del tempo. E’ proprio una Grazia da domandare quella di entrare nel pensiero di Cristo, nel pensiero di Dio.

Lui usa il tempo per noi sennò non avrebbe senso il tempo. Lo crea per creare lo spazio d’attesa di Lui, del Suo amore, come per un innamorato.

Usa il tempo per metterci nella condizione di muoverci, altrimenti inevitabilmente il tempo scivola via, sentiamo che è sprecato, buttato via; il cuore si appesantisce, ci sentiamo persi, falliti. Il tempo passa inesorabile e se non ti sei mosso ormai è passato.

Il tempo è fatto per ringraziare e per chiedere perdono. Ce l’ha detto anche il Papa ma lo dice il nostro cuore.

Desideriamo ringraziare perché desideriamo avere cose buone per la nostra vita.

Pensate quante volte nel matrimonio si chiede perdono. Quante volte non chiedendolo il tempo passa inesorabile senza che ci si pensi.

Pensate come avviene per l’amicizia, nei rapporti sociali… Il tempo è definito da questo. Significa anche entrare nel mondo disposti all’umiltà. Solo Lui è capace di vera Misericordia, quindi di perdono. Ecco perché il Papa ci richiama continuamente al valore della Misericordia e del perdono. La Misericordia e il perdono, se sono veri fanno male. Se ci pensate bene, quando vogliamo essere misericordiosi, a volte tentiamo di non essere veri. Quante volte mi viene detto: “Ho detto una bugia ma a fin di bene…” – Come fa il male ad essere a fin di bene!?

missionarioLa Misericordia può anche essere una spada. Perché la verità è una spada.

Certo che la Misericordia può essere una consolazione: E la consolazione non è sistemare tutte le cose ma è rendere possibile di “abitare” ogni cosa. E’ viverla come l’ha vissuta Dio. Cristo non è riuscito a sistemare la vita secondo i nostri schemi.

Quest’anno la realtà ci ha obbligato a ripercorrere la nostra fede. Ci ha obbligato a ridirci perché crediamo.  Allora ci viene in mente la realtà del terrorismo, dell’economia che non riparte, dei profughi, degli scandali nella Chiesa. E poi quella personale di ognuno di noi fatta di bellezza, certamente, ma anche magari di ferite. Il Bambino Gesù si è messo davanti a noi anche quest’anno chiamandoci a prendere una decisione sul nostro essere cristiani. Lo ha detto il Papa in un’occasione come questa. Contemporaneamente il dono stesso per cui ringraziamo diviene motivo anche di esame di coscienza, di revisione della vita personale e comunitaria, del domandarci: “Com’è il nostro modo di vivere? Viviamo da figli o da schiavi? Viviamo da persone battezzate in Cristo, fonte dello Spirito, riscattate, libere? Oppure viviamo secondo la logica mondana corrotta facendo quello che il Diavolo ci fa credere sia il nostro interesse?”

Esiste sempre nel nostro cammino esistenziale una tendenza a resistere alla liberazione. Abbiamo paura della libertà, paradossalmente preferiamo più o meno consapevolmente la schiavitù. La libertà ci spaventa per cui ci pone davanti al tempo e di fronte alla nostra responsabilità di vivere bene. La schiavitù invece “inganna il tempo”, potremmo dire. La schiavitù ci impedisce di vivere pienamente e realmente il presente, ciò che accade, fino in fondo. Perché lo nasconde nel passato, lo chiude di fronte al futuro, di fronte all’Eternità. Così abbiamo paura, facciamo fatica, non ci vogliamo muovere e perdiamo il tempo. La schiavitù ci induce a pensare che non possiamo più credere, sperare, sognare: ciò per cui invece siamo fatti.

fiori-dal-basso-corbis-42-27041373E’ anche utile però ringraziare in questo anno anche per le cose belle che sono accadute nella nostra Comunità: è come se il il Signore ci dicesse: “Guarda, parti da lì, da ciò che già c’è.”

Penso all’accoglienza di cui siamo capaci. E lo si è visto bene nella comunione durante la festa dell’oratorio, nelle domeniche in oratorio, bella occasione non solo per i bambini.

Penso alla liturgia quotidiana. La partecipazione alla Messa sostiene la vita di tutta la Comunità. Teniamoci un’occasione durante la settimana per una Messa feriale!

Penso alla Carità. Siamo pronti a condividere; e si capisce che il condividere può a volte essere un sacrificio.

Catechismi: quante persone impegnate; quante iniziative, gruppi!

Benedizioni natalizie, visite agli ammalati…

Una preghiera perché tutte le famiglie possano sentirsi amate nella Misericordia. Perché l’amicizia, anche tra noi, possa sconfiggere l’inimicizia, le ipocrisie e l’indifferenza.

Aiutaci Signore a donare sempre senza pretendere nulla in cambio: è una Grazia.

Aiutaci ad avere occhi e cuore attenti a riconoscerTi nelle persone e in ciò che incontriamo perché tutto il mondo possa vivere nella Pace. Partiamo sempre da ciò che il Signore fa in mezzo a noi.

Sia lodato Gesù Cristo!

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