“Te Deum”, perdono.

mr. BanksNormalmente non ritardo. La mia puntualità vorrebbe, dico vorrebbe, dire 5 minuti di anticipo.

Invece con la Riconciliazione, inteso come sacramento, “porto” normalmente un certo ritardo, come i voli «low cost».

Anche con il mio Te Deum pubblico sono, credo, ai limiti. E vorrei riempirlo di richieste di perdono.

Al Signore, quando voglio far coincidere la mia volontà con la Sua.

Alla mia famiglia. Ieri ho visto il film “Saving Mr. Banks”: ho sempre la sensazione di aver bisogno anch’io di una Mary Poppins (mia moglie?) che venga a salvarmi…

Ai miei amici. 

E chiederei di venire a sapere delle mie mancanze direttamente da chi amo così tanto e non dedurli dall’intensità della penitenza…

Buon anno… Santo.

Maurizio

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Un pensiero su ““Te Deum”, perdono.

  1. Penso che la difficoltà della correzione fraterna sia il rispetto della libertà. Difficile prospettare a un amico una possibile sua mancanza – chi conosce chi? – senza correre il pericolo che egli reagisca difendendosi ‘a prescindere’. Solo il Padreterno è capace di correggere lasciandomi libero. Di questo Lo ringrazio spesso, a parole e, soprattutto, nei fatti, cioè accettando il prezzo di avere ‘poco chiaro’ quel che mi chiede.
    Qualcosa possiamo comunque dirci, fra le righe e con magnanimità.
    Giordano

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