“Non torneremo da Erode”*. Schegge di don Fabio Coppini.

Gentile da Fabriano "Adorazione dei Magi" 1423 - agli Uffizi. (part.)
Gentile da Fabriano “Adorazione dei Magi” 1423 – agli Uffizi. (part.)

Epifania è la Manifestazione di Gesù.

Ma anche i Re Magi sono importanti e noi ci scambiamo i regali a Natale proprio perché 2000 anni fa questi 3 uomini hanno portato i doni a Gesù. Noi ci siamo accorti che dopo Natale i regali, i giochi, il ricordo delle feste non ci bastano già più. Il nostro cuore attende Qualcosa di più grande, non si accontenta mai: così era il cuore dei Magi. Anch’essi hanno cercato ciò che è infinito: Dio. E mentre lo facevano hanno incontrato SE STESSI! La Verità di sé, ciò che sono veramente, ed erano pieni di gioia.

Ma che nesso esiste tra i doni consegnati a Gesù allora e lo scambiarceli adesso? Come mai è continuata questa tradizione? Perché Cristo rimane vivo oggi nella Chiesa, in quel rapporto. Allora porto il regalo a un altro perché lo sto facendo a Gesù. Solo così ha senso. Perché sia chiaro che Gesù continua a vivere in quell’amicizia e sia normale contemplare Gesù nell’altro. Il Bambino inizia, se noi lo vogliamo, a crescere dentro di noi.

Erode, invece, ha cercato Gesù come un rivale da distruggere perché temeva gli togliesse il potere. Quando uno cerca il potere tutti diventano rivali: famiglia, colleghi, addirittura chi non è ancora nato. Quando ciò che cerco è solo per me, solo per il mio interesse, può succedere che dentro di me si insinui Erode. Ecco la scelta grande che compiamo venendo a Messa: lasciar crescere Lui, invece che  Erode.

In questo preciso istante sta succedendo: “Gesù, Tu stai crescendo dentro di noi e tutto diventa più bello”. Chiediamo insieme questa Grazia anche nel gesto che faremo alla conclusione della Messa del bacio a Gesù Bambino. Sia lodato Gesù Cristo!

* Ricordo dalla Giornata Mondiale della Gioventù. Colonia 2005.

Ci piace riproporre qui un post pubblicato sul Betania’s a giugno. Ci ha parlato in maniera altrettanto originale di doni da riconoscere e di Re Magi. Dal Libro della Sapienza.

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3 pensieri su ““Non torneremo da Erode”*. Schegge di don Fabio Coppini.

  1. Dall’Angelus del 6 gennaio:
    “L’esperienza dei Magi ci esorta a non accontentarci della mediocrità, a non vivacchiare, ma a cercare il senso delle cose, a scrutare con passione il grande mistero della vita”.

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  2. Magi e pastori: sapienti stimati che scrutavano il cielo e umili disprezzati che vegliavano il gregge.
    Eppure entrambi capaci, proprio perché in atteggiamento di vigilanza, di cogliere il Segno straordinario del Natale.
    Sotto questa luce, il monito di Gesù “Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora” acquista un sapore tutto nuovo!
    Buona vigilanza, amici del B’sB!

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  3. “Dio ci ha chiamati con inequivocabile chiarezza. Come i Magi, anche noi abbiamo scoperto nel cielo dell’anima la stella che ci guida e illumina. Abbiamo visto la sua stella in Oriente, e siamo venuti ad adorarlo. Tale è anche la nostra esperienza. Anche noi abbiamo notato che nell’anima, a poco a poco, si accendeva una luce nuova: il desiderio di essere pienamente cristiani; l’ansia, direi, di prendere Dio sul serio […] convinti che è necessario — e non solo possibile — raggiungere la santità anche in mezzo alle attività professionali, sociali…”
    (dall’omelia di san Josemaría Escrivá, pronunciata il 6 gennaio 1959)

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