DI QUA, DI LA’ DEL … PALCO

… ovvero: come ti può cambiare (o non cambiare) una serata vivendola da posizioni diverse (corista o spettatore) …

Quella che andrete a leggere è la cronaca, scritta a quattro mani, di una serata di metà inverno, in cui la protagonista assoluta è stata la bella musica.
Sabato 16 gennaio, alle ore 21.00, presso il Teatro della Regina Pacis, la parola ai presenti …

Il corista:
E’ arrivato il gran giorno e, avendo la fortuna di poter cantare in entrambi i cori che si esibiranno, sai che sarà una bella serata, ricca di canto e valori. Però, quando alle otto di sera si riuniscono il “Coretto Regina Pacis” ed il “Coro dei congedati della Brigata Alpina Tridentina” per provare i due canti da eseguire assieme a fine concerto, ti guardi intorno, e solo in quel momento capisci quanto sarà grandiosa la serata, e mentre già si parlano corettisti e BATcoristi con visi sorridenti, tu ti emozioni ancor prima di incominciare a cantare. Prima il “BAT direttore” rompe il ghiaccio, e poi guardi il direttore del coretto mentre dirige, e ti dici che sarà una serata ricca e sarà per merito suo: merito da condividere con l’altro corettista che, come te, canta anche nel BAT e che ha proposto di organizzare un BATconcerto, con la partecipazione allargata poi al “coretto”, per una serata di “voci, armonia, solidarietà” in favore di una della associazioni aiutate dal BAT “progetto bocia”.
Poi i numerosi spettatori assistono ad un concerto in cui i cori affrontano un “percorso”.

Lo spettatore:

IMG-20160117 coretto

I primi a salire sul palco sono i padroni di casa: il “Coretto Regina Pacis”, con il suo programma, ci porta in un viaggio spazio-temporale di tre tappe. La prima fermata è a Taizè, culla dell’ecumenismo: i canti presentati invitano l’ascoltatore a ricercare il silenzio interiore per lasciare spazio al dialogo con Dio. La seconda fermata è nel Medioevo, in un periodo di tempo che va dal 1200 al 1600: i canti polifonici in latino ci fanno gustare un modo di pregare antico, ma non obsoleto. Con l’ultima fermata, ritorniamo ai giorni nostri: i canti diventano un po’ più ritmati e un po’ più condivisi anche con l’assemblea.

IMG-20160117 BAT

Il Coretto Regina Pacis lascia quindi il palco al coro ospite, il Coro BAT, che ci propone un viaggio alla scoperta delle tre anime di un alpino.
La prima è quella spirituale: ecco i canti dove la fede e la lode a Dio diventano poesia in musica. Poi eccoci catapultati nell’anima storica degli alpini: il ricordo delle due guerre mondiali diventa memoria e, cullati dalle note e dalle parole di chi la guerra l’ha vissuta e l’ha raccontata, nel cuore ti nasce il grido di speranza “mai più la guerra! ”.
L’ultimo tuffo è nell’anima popolare: ecco i canti della tradizione, tramandati da una generazione all’altra, patrimonio culturale da non mandare in soffitta.

Il corista:
E così, dal palco, osservi i direttori che ti trasmettono le loro emozioni mentre ti dirigono, ascolti le presentazioni, ti godi il canto degli amici coristi intorno: quelli che condividono con te i canti di tutte le domeniche e quelli che intonano storia e valori per un pubblico che si alza in piedi e che si emoziona per la “Preghiera dell’Alpino” o che si fa trascinare dall’inno degli alpini.
E guardi fra il pubblico e vedi i famigliari, gli amici, tanta gente che segue attenta e che applaude, e fra il pubblico in particolare un “vecio” di Saronno in prima fila, un reduce della campagna di Russia. Noi la cantiamo, ma lui l’ha combattuta, e con le sue parole ti emozioni, rifletti e capisci quanto sia importante continuare a cantare i valori di pace e di impegno, i valori degli alpini che cantano di un rapporto quasi simbiotico che da sempre unisce gli alpini in congedo al Vangelo.
E poi arrivano i due canti finali con il palco gremito, coi coristi che gioiscono per una serata coinvolgente che ha unito cori e spettatori.

Lo spettatore:
Ed eccoli, i coristi, tutti insieme sul palco per farci concludere questo viaggio. E quali scelte migliori se non “Signore delle cime” e “Fratello sole, sorella luna”?

Proprio una bella serata…
… di bella musica….
… di bei canti …
… di bei valori …

Norma e Stefano

P.S.: (post scriptum … o, se preferite, post serata). Al lunedì riprende la “solita vita”: puoi sperare che non sia “la solita”, perché ti auguri che possa riecheggiare qualche nota o parola ascoltata; lo speri, ma intanto risali sul treno come tutti i lunedì. Ti attende la “solita vita”…
Poi, un paio di stazioni più avanti, sale sul treno una persona che si siede poco lontano da te; e non ti sfugge che sta raccontando entusiasticamente all’amica di un concerto cui ha assistito due sere prima, “complice” la presenza di un alpino del suo paese che canta nel Coro BAT.
La bellezza fa notizia, il suo seme può germogliare ovunque: e allora non teniamola “stretta” per noi, diffondiamola!

Un pensiero su “DI QUA, DI LA’ DEL … PALCO

  1. Il secondo corista BAT, che ha organizzato l’evento condivide quanto il primo corista BAT ha espresso in emozioni e perchè no fatica ad incastrare tutti gli ingranaggi che di per sé dovrebbero essere già oliati, ma bisogna coinvolgere, usare referenze chiedere senza aver paura di rifiuti, confidare nella provvidenza e che Provvidenza!!
    allora quando tutto si incastra a dovere conta solo il palco e quello che riusciremo a esprimere con la musica, con il canto e la prosa …. e quando leggendo le parole di chi la guerra l’ha vissuta senti che hai l’attenzione del pubblico e di sottecchi vedi che ti guardano ascoltando rapiti … allora tutto si compie, la magia è completa … la serata è stupenda e infine, anzi, il fine è colto: abbiamo raccolto una discreta quantità di “Provvidenza” che la sera stessa viene consegnata nelle mani di chi si farà corriere diretto, senza intermediari per l’associazione Ashana della Abkasia, motivo e obiettivo della serata!!
    una goccia … una goccina, ma siamo sicuri, non andrà persa!
    e allora ti senti soddisfatto …. ma la cosa strana è che è vero, la serata è andata bene, abbiamo raccolto bene, ma sotto sotto sei soddisfatto per tutt’altro e la cosa ancora mi sorprende:
    il piacere!!! il Puro piacere di stare insieme a persone in amicizia e passione per il canto!!
    il nostro segreto …. possiamo cantare per una ricorrenza alpina, per una celebrazione nazionale, intonare Ave Maria in una sperduta cappella montana o di ritorno dall’adunata rompere lo scorrere delle lezioni di un liceo o raccogliere fondi per chicchessia …. sono solo pretesti …. ci piace stare insieme!!! e quando fai una cosa per piacere e passione non importa se partecipi a tutte le occasioni o solo 1 o 2 volte l’anno!!
    il piacere si rinnova ogni volta e ogni volta si ricarica !!!

    poi quando ci sono i grazie che arrivano da lontano …. egoisticamente provi un fremito di soddisfazione … ma in fondo sai che hai fatto qualcosa di buono ….

    http://sputnik-abkhazia.ru/Abkhazia/20160118/1016920156.html

    ciao ! Saluti BATalpini

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