Schegge: festa della Famiglia.

papà-padre-e-figlio“Mi ha impressionato in questa liturgia la presenza del padre e della madre come fondamentali. Ma soprattutto la figura di Giuseppe, il Custode. Erode è il vecchio, Il vecchio che vuole rimanere nel mondo: il potere. Giuseppe, invece, fa entrare nel mondo il cambiamento, custodisce il cambiamento. Maria porta nel mondo il Bambino: ogni mamma fa questo. Ma quando il Bambino nasce inizia subito da lì l’esperienza dell’allontanamento.  Guardate: noi uomini non penseremmo mai di fare quest’esperienza, l’esperienza di portare nel mondo, di portare nel proprio corpo questa Presenza. Appena nato inizia ad andare, a staccarsi. Il padre è chiamato a custodire questo allontanamento, che deve accadere perché il figlio diventi autonomo, costruisca. Ogni figlio. Quando entriamo nel mondo vi portiamo una novità. Qualsiasi figlio. E quando un bambino non nasce è tolta questa possibilità al mondo, qualsiasi bambino.Ogni nato rigenera, porta una novità, sempre; il padre è chiamato a custodirlo. Tanto è vero che l’angelo si rivolge proprio a Giuseppe, proprio a lui. Pensate che grandezza, sia la madre che il padre. Il padre è chiamato a tagliare il cordone ombelicale. Io so che questo dà fastidio alla madre ma col tempo questo cordone ombelicale si deve staccare, perché il figlio diventi capace di generare e perché è generato. Solo chi è generato genera. E guardate che questo vale anche per i preti! Quante volte mi stupisce e commuove un’immagine dei papà che portano sulle spalle i propri figli. Permettono ai propri figli di guardare il mondo da una prospettiva diversa. Di entrare nel mondo con una prospettiva diversa: di poterlo abbracciare. Più vai in alto e più l’abbracci, abbracci tutta la realtà; però con la sicurezza e la certezza che c’è Uno lì che ti tiene. Ti tiene sulle sue spalle ma intanto ti lancia nel mondo. Tu sei più sicuro, più certo. Ecco che cosa ha fatto Giuseppe custodendo Gesù, custodendo anche la Bellezza di quella Donna che gli era stata affidata. E Gesù diventa allora il modo attraverso il quale è possibile il dialogo, diversamente è un’avventura difficilissima. Oggi chiediamo la Grazia a Dio che renda possibile, che Lui custodisca come un padre, le nostre relazioni, le nostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!”

don Fabio Coppini

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