Ma i poveri non capiscono.

carestia somalia 2011E’ tornata a trovarci la nostra Lidia. La sua sensibilità coglie ancora un “pezzo” particolare per la prospettiva originale con cui viene osservata l’attualità.

“Di fronte alla perdita del senso del mistero umano che sta distruggendo l’Occidente i cristiani del Niger con il loro stupore richiamano ai valori dimenticati”.

UNIONI OMOSESSUALI: PENSIERI SPARSI DA SUD

di Mauro Armanino
Da qualche tempo, provo a pensare sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e su unioni diverse da quelle matrimoniali. Premesse. Ma da chi vengono queste ‘nuove’ proposte di ‘unioni’ tra persone dello stesso sesso? Benestanti, nord del mondo, ex cristianità, Paesi capitalisti segnati dall’individualismo imperante… Dietro ci sono evidentemente lobby molto forti, una minoranza agguerrita e danarosa.
Qui in Niger e altrove in Africa – a parte, forse il Sudafrica – le reazioni dei cristiani sono stupite per la follia occidentale su queste tematiche: i poveri hanno sempre ragione, è il sensus fidei!
Aspetti sociali e teologici. Siamo davanti a un effetto tra i più perversi della mercificazione della persona più debole: il figlio, manipolabile dal più forte… il grande.
Si è perso il senso della creaturalità, del mistero umano ‘iscritto’ in una base naturale, da non considerare monolitico ma neppure cancellabile come superfluo.
La chiave dei ‘ diritti’ individuali assolutizzati è fuorviante: non siamo proprietari né della vita né del nostro corpo né del bambino che vogliamo.
Il/la figlio/a ha un diritto assoluto a conoscere il padre e la madre. Frutto di una diversità cresce con la diversità. Siamo alla perdita del senso delle proporzioni e probabilmente a un ‘oscuramento’ della ragione. È molto grave quanto accade: ma come si fa a sostenere che in millenni di storia non avevamo capito bene com’era in realtà la famiglia, e che solo ora ci viene detto?
Si tratta di effetti collaterali dell’orgoglio: la presunzione di decidere il senso della vita, il senso del corpo, dell’altro. Si è andata smantellando per decenni la verità profonda della persona, tagliando tutti i legami con la metafisica. E così tutto diventa provvisorio, frammento, di circostanza.
Non si tratta, invece, di sentimenti e neppure di condanne alle persone, qui è in gioco la dimensione antropologico- giuridica e l’assetto futuro di una società e di una civilizzazione Stiamo raccogliendo decenni di tradimenti etici, spirituali, familiari, sociali e politici. E ora appare in particolare evidenza l’aberrazione della saggezza, del buon senso, della verità delle cose e delle persone.
Da una parte si spinge al rispetto della ‘natura’ e dall’altro la si manipola. Siamo alla sconfitta di una società, nella sua parte più debole. I mezzi hanno preso il sopravvento sui fini, da tempo, e questa ne è un’espressione in più, e tra le più perfide.

fonte: Avvenire

Un pensiero su “Ma i poveri non capiscono.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Quello che i poveri non capiscono… che io non capisco. Per fortuna, per grazia di Dio non capisco!

    “Non si tratta, invece, di sentimenti e neppure di condanne alle persone, qui è in gioco la dimensione antropologico- giuridica e l’assetto futuro di una società e di una civilizzazione Stiamo raccogliendo decenni di tradimenti etici, spirituali, familiari, sociali e politici. E ora appare in particolare evidenza l’aberrazione della saggezza, del buon senso, della verità delle cose e delle persone.
    Da una parte si spinge al rispetto della ‘natura’ e dall’altro la si manipola. Siamo alla sconfitta di una società, nella sua parte più debole. I mezzi hanno preso il sopravvento sui fini, da tempo, e questa ne è un’espressione in più, e tra le più perfide.”

    "Mi piace"

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