Da Paperoga a Bertolt Brecht.

imagesE’ buffo che nessuno si sia mai accorto che le braccia della Venere di Milo le abbia fregate l’Uomo Vitruviano…

Non se ne è certo preoccupato Bertolt Brecht: “Persino i frammenti con le loro mani mozze, li amo.”

“Fra tutti gli oggetti i più cari

sono per me quelli usati.

uomo vitruvianoStorti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,

i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,

lucidi per tante mani; simili forme

mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra

intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,

e fra cui crescono erbe, codesti

sono oggetti felici.

Penetrati nell’uso di molti,

spesso mutati, migliorano la forma, si fanno

preziosi perché tante volte apprezzati.

Aphrodite_of_MilosPersino i frammenti delle sculture,

con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,

vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;

travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.

Le costruzioni quasi in rovina

hanno ancora l’aspetto di progetti

incompiuti, grandiosi; le loro belle misure

si posson già indovinare; non hanno bisogno

ancora della nostra comprensione. E poi

han già servito, sono persino superate. Tutto

questo mi fa felice.

 

Bertolt Brecht, “Fra tutti gli oggetti”

da Poesie e Canzoni, tr. di R. Leiser e F. Fortini, ed. Einaudi

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