“Schegge”: Omelia della domenica di Lazzaro.

Caravaggio "Resurrezione di Lazzaro" 1609 - Messina
Caravaggio “Resurrezione di Lazzaro” 1609 – Messina

«L’amico che tu ami è malato.

Gesù a Betania viveva un’amicizia intensissima. E pericolosa perché all’epoca per Lui che era un Rabbi andare a trovare due amiche era uno scandalo, anche se c’era il fratello con loro. Notate come il Cristianesimo abbia cambiato in bene il mondo. Gesù ama pienamente: ama quando è con gli Apostoli e ama quando gli Apostoli non ci sono, un amore che arriva a tutti. Si potrebbe dire che il frutto più bello dell’esistenza di Cristo è questa amicizia. Dirà ai Suoi il Giovedì santo: “Vi ho chiamati amici perché tutto quello che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.” Subito dopo nell’Orto degli ulivi chiamerà Giuda “Amico.” Ma per Gesù cos’è l’amicizia? E ‘il luogo dove condivide la conoscenza del Padre, l’amicizia per Lui non è un interesse ma il desiderio di accompagnare l’altro verso Dio. Non perché l’amico faccia qualcosa per noi, ogni tanto facciamo fatica nell’amicizia; anche a scuola succede perché non riusciamo a piegare l’altro a quello che noi desideriamo. L’altro non è come voglio io, e magari non riesco ad avere amici. L’amico non è solo quello che nella vita ci fa compagnia: l’amico è quello che ci fa compagnia nella realizzazione della nostra vita, della nostra vocazione. Quanti del nostro giro sono solo conoscenti e quanti davvero amici? Solo nell’esperienza cristiana solo vivendo la comunità ci si rende conto che l’amicizia è altro dalla conoscenza. L’amicizia supera anche i tradimenti se ci fa crescere, se ci rende grandi, adulti. Se compie la nostra vocazione. Se mi fa più prete, più uomo, più moglie, più marito, più figlio, più madre, più padre. Tanto è vero che quando vede Giuda lo chiama “Amico.” Era preso tutto dal bene per Giuda come amico, non da Giuda in sè. Così potrò dire, anche se non lo conosco di persona, che il Papa è mio amico, il Vescovo è mio amico perchè aiutano a farmi diventare più bello, più vero, più grande, più giusto. Oggi ricorre il terzo anniversario dall’elezione di Francesco, è amico e Gesù ce la spiega con la Bellezza, la Grandezza che già tra di noi stiamo vivendo. E chiediamo al Signore di viverla sempre di più un’amicizia così.

Sia lodato Gesù Cristo!»

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