Le presidenziali in Niger dove anche i bimbi votano.

Niger_scuole_1“Non c’è veramente limite alla fantasia riguardo l’abuso dei bambini”. (da Lidia)

A Niamey si va al ballottaggio.

di MAURO ARMANINO. (Sacerdote genovese missionario in Niger)

“Ci sono i bambini soldato, i bambini minatori, i bambini che si fanno esplodere, i bambini svenduti e i bambini che votano. È accaduto, specie nelle campagne, nell’ultima elezione presidenziale nel Niger. Il voto per corrispondenza tra la foto inesistente e impronte biometriche cancellate. Il voto per testimonianza e quello per procura. Il voto reiterato e quello imprestato. Il voto per scegliere il nuovo presidente e rinnovare in blocco i deputati.
Il loro numero è aumentato fino a 171. Dovrebbe essere aumentato anche quello degli elettori. Malgrado i bambini utilizzati come scudo il primo partito rimane sempre quello dell’astensione. Quindici i candidati alla presidenza compreso quello uscente e poi vincente. Uno è in galera e ha fatto la campagna per interposta persona. Ammesso come candidato e tenuto agli arresti con l’accusa di acquisto transfrontaliero di bebè. Ancora loro, i bambini, protagonisti stavolta di un affare giudiziario. Il primo turno si è chiuso con il vantaggio previsto dell’attuale presidente. Usando i mezzi e le facoltà che il ruolo gli affida ha fatto campagna con l’esercito. Campagna elettorale e militare si sovrapponevano volentieri e i comizi erano difesi da decine di agenti in tenuta antisommossa. I bambini aspettavano per sentire le sirene.
Hanno votato se non in massa, in buon numero. Gli altri erano militanti, contadini, pastori, commercianti, classe media e subalterna al modello di democrazia piovuto da altrove. La Ceni, la Commissione elettorale nigerina indipendente raccoglieva i dati, li analizzava e poi li canalizzava a seconda delle circostanze. È terminato il primo turno nel quale l’attuale presidente, Mahamadou Issoufou, ha rasentato quello che lui definiva il «colpo da ko», utilizzando una nota metafora. Lo sport e la politica si somigliano per i colpi da ko e anche per i “colpi bassi”. Tra questi ci sono i bambini. Il secondo candidato, tutt’ora in prigione, sfiora il 20% dei voti. Il secondo turno ci sarà tra un mese, il 20 dei giardini di marzo. Stesso panorama e schede elettorali da preparare e poi incamminare all’ultimo minuto. A volte anche il giorno dopo la data di elezione per essere ancora più sicuri dell’esito. Le zone favorevoli al campo presidenziale vedranno l’effetto moltiplicatore del tipo pani e pesci di evangelica memoria.
Nelle altre ci saranno più difficoltà a votare e anche il numero sarà proporzionalmente minore. Le elezioni nel Niger sono state dichiarate ottime dalla comunità internazionale e soprattutto pacifiche. Per renderle tali si è passati al secondo turno. Il colpo da «ko» avrebbe seminato il caos nel Paese.
Così, invece, le ostilità sono diluite per un mese anche se alla fine tutto rimarrà come all’inizio. E i bambini, stavolta, staranno a guardare.”

fonte: Avvenire

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