La pace inizia dal rifiutare l’aborto.

il blog di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Mi dispiace, sarò ripetitiva, ma per me, finché non si riapre seriamente un discorso sull’aborto, tutti i discorsi sulla pace e sulla guerra non hanno un gran senso. Perché una violenza si chiamerebbe diritto intoccabile, progresso e liberazione, e un’altra violenza invece sarebbe una crudeltà da combattere? Chi giudica quale violenza sia buona e quale cattiva? A parte quella per legittima difesa, tutta la violenza è cattiva (non uccidere, quinto comandamento). Allora perché dovrei indignarmi per una guerra, se c’è un genocidio consumato quotidianamente nei nostri ospedali, in un’apparente pulizia e asetticità, in cui le vittime sono i più deboli tra i deboli, i più piccoli tra i piccoli, i bambini che stanno cercando di crescere sotto il cuore della loro mamma?

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Anche a Hollywood si può essere contro l’aborto. L’esempio di 10 star

Una casa sulla roccia

Anche a Hollywood si può essere contro l'aborto. L'esempio di 10 star che non hanno paura del mondo

diProjeções de Fé

Non è facile essere pro-vita a Hollywood, dove l’ambiente è esplicitamente liberale e politically correct. Nonostante questo, certe celebrità non si lasciano intimidire e prendono pubblicamente posizione contro l’aborto. Eccone alcune:

Jack Nicholson

Quando era una ballerina di un bar appena 17enne, June, madre di Jack Nicholson, è rimasta incinta. Pur ricevendo le pressioni dei colleghi ad abortire, ha preferito dare alla luce il bambino che in seguito avrebbe vinto tre premi Oscar.

June ha lasciato il bambino con i suoi genitori, e lui è cresciuto pensando di essere figlio dei suoi nonni e che la madre biologica fosse sua sorella. È stato solo da adulto, dopo la morte di June, che Nicholson ha scoperto la propria storia.

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Così creativi, così violenti.

affittoQuando le espressioni ( e astrazioni) del linguaggio comune manipolano la realtà. (Lidia e uno dei nostri giornalisti -scrittori preferiti).

di Davide Rondoni

Verrebbe da dire che siamo in un’epoca di grande creatività. Spuntano nuove espressioni che prendono la scena, si impongono nel dibattito. E verrebbe da dire: bello, un segno di fantasia. Nascono nuove espressioni, spesso colorite, rimbalzano sui media, sui social. E a volte ne sostituiscono altre. E verrebbe da dire: buon segno, una società viva crea sempre nuove espressioni per raccontare di sé. Succedono fatti, Continua a leggere

TRA ROCCE E RUGGITI

Ricevo da Stefano Vanoli e pubblico … con piacere. Buona lettura!

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Riconosco (e ahimè è un vero peccato, perché so bene che sono una fonte di “bellezza”) che non sono state molte le volte in cui ho provato interesse per opere d’arte come dipinti o sculture; così, ad esempio, stamattina sono andato a vedere “la Vergine delle rocce” detta del Borghetto, di Francesco Melzi, allievo di Leonardo da Vinci, nella chiesa di San Francesco a Saronno più per curiosità conseguita ad una chiacchierata con mia moglie, decidendo di infilare la visita nella chiesa fra una commissione e l’altra, piuttosto che per interesse e convinzione.

Così, pur con la possibilità di una visita guidata (e in fondo c’era poca coda), ho deciso di limitarmi a guardarla da un po’ più lontano…. finché non l’ho vista. Meravigliosa! Mi sono soffermato, ho un po’ rimpianto la decisione di non sfruttar la visita guidata … ma me la sono gustata!

hqdefaultE mentre rincasavo mi tornava alla mente quanto ho sentito stamattina a “il ruggito del coniglio”, quando Dose e Presta hanno intervistato fra il pubblico una signora che, alla domanda “vi state godendo la vita?” rispondeva “si, perché, anche se non mi va tutto bene, assaporo ogni cosa volta per volta, anche piccola”.

 

Quindi?

1) beh… in realtà è andata bene così (ero in moto e  ha incominciato a piovere appena sono rincasato)

2) un conto è condividere questa frase, un conto è riuscire a metterla in pratica. Di certo delle piccole occasioni da gustare ti si propongono… sperando di riuscire a coglierle nella vita quotidiana, quando non è detto che tu sia nella situazione perché te ne possa accorgere. Alleniamoci a coglierle!

P.S.: normalmente scrivo come “esperto della canzone del Betania’s”… può mancare in un mio contributo l’aggancio ad una canzone? Certo che no! C’è una canzone sul tema anche per questo!

Ed attingo allo Zecchino d’oro del 2013, con una mamma tutta presa dalle faccende di casa che non sembra godersi le trovate geniali del suo estroso figlio, il quale invece, avendo “un po’ di tempo”, le ha pure “scritto una canzone”: “Quel secchione di Leonardo” !

Buon ascolto … ed allenamento

Stefano

Irene KUNG. Il giardino dei sogni

melo biancoUn messaggio di positività e fertilità dell’artista svizzera rispetto alla crisi. Ecco la “produzione” per oggi dalla caleidoscopica Lidia.

di GIUSEPPE MATARAZZO

Un albero. E molto di più. O per certi versi molto di meno: ridotto all’essenziale, all’emozione che suscita. È indubbiamente l’immagine di un albero quella che ci troviamo davanti osservando le fotografie di Irene Kung, ma forse non lo è. Parafrasando René Magritte e la sua pipa, potremmo dire che «questo non è un albero»: è quello che trasmette, è la fioritura dei sentimenti e degli stati d’animo. La fotografa svizzera ci colpisce con Continua a leggere

La scintilla della vita

Berlicche

Scintille hanno accompagnato il concepimento di ognuno di noi. E no, non sto parlando metaforicamente.

Alcuni scienziati della Northwestern University hanno osservato, per la prima volta nel caso degli esseri umani, che al momento della fecondazione l’uovo rilascia “scintille” di zinco. Per rilevarlo hanno sfruttato la tecnica della fluorescenza, per cui all’osservazione l’uovo ha letteralmente brillato. Oh, certo, è un fenomeno biochimico, niente di così poetico in fondo. “Lo zinco controlla la decisione di crescere e cambiare in un organismo geneticamente del tutto nuovo”, dicono i ricercatori.

Bella scoperta. La cosa triste è che verrà usata probabilmente per selezionare, nella fecondazione in vitro, le uova che potrebbero essere migliori delle altre. Sembra che la quantità di “luce” emessa, infatti, sia proporzionale alla “qualità” della fertilizzazione.

Triste, sì. Perché non basta riconoscere che in quel momento è iniziato un uomo nuovo, se poi non ne tiri le conclusioni e ti rendi…

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