L’ultima partita

Domenica gita a Parma, terra di delizie.

l'ultima partita

Passando per la strada, uno sguardo alle affissioni pubblicitarie. L’occhio cade su questo volantone, e s’incuriosisce.

Scopro una storia bellissima, quella di Lou Gehrig, grande campione del baseball americano (negli anni ’30 stabilì molti record, tra cui quello di aver giocato ininterrottamente per ben 2130 partite consecutive).

Lo spettacolo teatrale promosso dal teatro del cerchio racconta le tante vittorie di un uomo, che nonostante la malattia che gli capita, riesce a dire “io sono un uomo fortunato” e dimostra come si può “vincere” davvero, anche davanti ad una circostanza negativa.

Passato alla storia il memorabile discorso di addio alla carriera pronunciato il 4 luglio 1939.

Egli comincia col dire che si considera l’uomo più fortunato della terra.

Fans, for the past two weeks you have been reading about the bad break I got. Yet today I consider myself the luckiest man on the face of the earth. (…)

Prosegue ricordando che ciò che conta è essere voluti bene.

When you have a father and a mother who work all their lives so that you can have an education and build your body — it’s a blessing. When you have a wife who has been a tower of strength and shown more courage than you dreamed existed — that’s the finest I know. (…)

So I close in saying that I might have been given a bad break, but I’ve got an awful lot to live for. Thank you.

Quando siamo capaci di dirci fortunati?

 

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3 pensieri su “L’ultima partita

  1. Cari fan, da due settimane sapete che ho subito un duro colpo, ma voglio dirvi che oggi sono l’uomo più fortunato del mondo. Quando hai un padre e una madre che lavorano sodo tutta la loro vita a far sì che tu abbia un’educazione e a farti crescere, questa è una benedizione. Quando al vostro fianco avete una moglie che vi sostiene e che dimostra molto più coraggio di quello che abbiate mai potuto immaginarvi, è la cosa più bella che si possa desiderare. Quindi concludo dicendo che forse sto attraversando un brutto periodo, ma ho tantissimo per cui continuare a vivere.

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