3. Officina: “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

vignettaIl politicamente corretto primariamente interviene sulla forma delle cose anziché sulla sostanza. Non snatura la radice dell’ oggetto in questione ma lo presenta confezionato con della bella carta colorata ed un fiocco invitante.

Per cui se bisogna aggredire militarmente un altro paese si parla di guerra preventiva, e se durante un bombardamento muoiono dei civili si parla di danni collaterali o di fuoco amico nel caso che a morire siano dei soldati della stessa fazione.

Nel politicamente corretto non si cerca la verità ma la posizione che non offende o non scontenta. Continua a leggere

2. Officina “Quanto è corretto il politcamente corretto?”

veritaIl politicamente corretto finisce per diventare eticamente scorretto.
Questo per me uno dei punti chiave attorno ad una espressione ormai abusata – soprattutto in ambito politico – ed entrata nel vocabolario qualche anno fa, in traduzione al politically correct americano, in origine inteso come invito ad un linguaggio più rispettoso e non offensivo.

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1. Officina “Quanto è corretto il politicamente corretto?”

vero_falsoHo scelto la meditazione di Francesco per il tema del politicamente corretto.

Mi è sembrata stimolante la sottolineatura del rapporto stretto, vitale fra verità e amore.

La verità mai va da sola: va sempre con l’amore. Non c’è verità senza amore. L’amore è la prima verità. E se non c’è amore non c’è verità.” Continua a leggere

Internet ci conosce meglio degli amici.

internetAttenzione al mondo digitale! Per una maggior attenzione alla persona (Lidia)

di Gigio Rancilio

Quando pensiamo al mondo digitale siamo tentati di considerarlo se non irreale, almeno non così vero e importante rispetto a quello reale in cui viviamo quando non siamo connessi. Non a caso sempre più spesso leggiamo e facciamo nostri appelli a vivere le relazioni interpersonali fuori dalla rete, sottintendendo che ciò che avviene on line ha in sé qualcosa di costruito se non addirittura di falso. Quali siano i rischi e la superficialità di alcuni rapporti nati nel mondo digitale, soprattutto attraverso i social, credo siano sotto gli occhi i tutti. Di converso penso però Continua a leggere

L’assurdità del Cristianesimo

Se il cristianesimo viene spogliato delle sue assurdità per renderlo gradito al mondo, cosa ne rimane? Voi sapete che la ragionevolezza, il buon senso, le virtù naturali esistevano già prima di Cristo e che si trovano anche ora presso molti non cristiani. Cosa ci ha portato Cristo in più? Appunto alcune assurdità. Ci ha detto: Amate la povertà, amate gli umiliati e gli offesi, amate i vostri nemici, non preoccupatevi del potere, della carriera, degli onori, delle cose effimere, indegne di anime immortali.

da: “L’Avventura d’un povero cristiano” di Ignazio Silone

Squali e colibrì

Esteban-Chavez foto 1Stasera l’esperto della canzone del Betania’s non canta…. e come potrebbe?

Si è lanciato a parlare di una sua grande passione: oggi Nibali ha vinto il Giro d’Italia 2016, ed eccolo affrontare l’argomento (a dire il vero, musicalmente parlando ci sarebbe anche una canzone di Paolo Conte….chissà che prima di fine serata l’esperto non ne intoni qualche nota…). Ora però è preso dal raccontare la penultima tappa, quella di ieri, con l’arrivo a Sant’Anna di Vinadio.

“Adoro le tappe di montagna,..e che tappa, ragazzi! Il nostro Vincenzo Nibali, che qualcuno pochi giorni fa dava per sconfitto, ha trionfato !”

E non solo lui: come lo “Squalo” ha dichiarato al termine della tappa, è stata anche una bella vittoria di squadra; primo su tutti, direi, Michele Scarponi: un grande protagonista che ha gioito per il suo capitano non appena ha tagliato il traguardo. Che bello, un grande campione vince e subito mette in rilievo il ruolo della squadra: la forza del gruppo!

E a proposito di gruppo: beh, permettetemi, ma a Sant’Anna di Vinadio ha trionfato un altro “gruppo”, almeno per me, un “gruppo famiglia”: la famiglia Chaves.

Esteban in gara, che con tutte le forze ha cercato di difendere la maglia rosa, ed i suoi genitori, arrivati apposta dalla Colombia, saltuariamente ripresi dalle telecamere e che si sono subito complimentati con Nibali, che pure aveva preso la maglia rosa al loro figlio: che esempio di sportività. E non solo… pochi minuti prima che Nibali indossasse la maglia rosa, ecco Esteban sorridente durante l’intervista. E a me, spettatore, sembra che l’intervistatore tenti in qualche modo di dirgli “ma come? hai perso la maglia rosa, e non solo non sei triste ma sorridi !”

Ed ecco cosa risponde il “colibrì”: “E’ solo una gara in bicicletta ! Ci sono i miei genitori in Europa per la prima volta a vedermi… questa è la vita!” Frasi grandi, dette con semplicità, come quando afferma “tre anni fa (s’era fatto male seriamente nel 2013) chi l’avrebbe detto che sarei stato sul podio del Giro d’Italia? ”, sempre col sorriso sulle labbra.

E allora? Grazie, campione italiano, a te, al tuo fido scudiero ed al tributo al gruppo; e grazie, “famiglia campione” Chaves, campione per risultati, sportività e vita!

Stefano Vanoli