E Gesù rivedeva, oltre il Giordano.

sulle ginocchia

Ecco una poesia di Giovanni Pascoli, Gesù. E’ poco nota ma, posso dire? “da pelle d’oca”… Ce la propone la nostra ineffabile Lidia come una “confidenza”. E’ un ricordo d’infanzia, pensiamo ricordo d’Amore. E una premonizione: diversi anni più in là si sarebbe innamorata, dopo Gesù, del suo Giordano. Da centellinare:

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio – Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

 

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