Buttarsi

Avevo cominciato l’avventura al Betania’s bar con Alessandro Baricco e il suo Novecento. Ritorno allo scrittore nostrano perché di questi tempi Gabriele Vacis sta portando in scena un altro suo testo, Smith & Wesson, che ancora una volta punta l’obiettivo sul senso della vita che l’uomo faticosamente agogna.

Rachel tenta l’impresa: ha fame di gloria, o più semplicemente non vuole lasciarsi vivere, non vuole arrendersi (“se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita”), rischia tutto per sentirsi davvero viva.

Ma per il burattinaio Baricco, scettico “non c’è nulla che si possa fare per cambiare le cose, non va; si semina, si raccoglie, ma non c’è nesso tra una cosa e l’altra”.

Rachel voleva sapere della vita: “cosa mi perdo? Cosa mi perdo, se muoio in quelle cascate?”

“Lo voleva sapere da noi”.

Ecco, questo mi interpella: questo vogliono sapere i ragazzi oggi.

“Ad un certo punto Rachel disse che le sarebbe piaciuto maledettamente credere in dio.” Baricco lo dice così, in minuscolo.

Quel minuscolo va raccolto, lo devo ai bambini che incontro ogni giorno, io che vado al lavoro, loro a scuola o all’asilo.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...