Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini.

preghiere corte

“Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo  migliore…
Noi soffriamo per la pazienza di Dio.
E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza.”

“Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini.”

Benedetto XVI

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L’annuncio che cerchiamo nei cellulari.

metro

Nella metro tutti a digitare sullo smartphone: che cosa cercano lo sanno? Grazie Lidia! Ma solo nella metro?

di Marina Corradi

Milano, maggio – Il treno della metro arriva alla stazione della Linea 5 Zara e si ferma: un sospiro di metallo. È mezzogiorno, saliamo in pochi. Mi guardo attorno, tutti i passeggeri hanno gli occhi fissi sul loro smartphone. Alcuni con le cuffie e altri no, ma colpisce come siano tutti assorti sul cellulare, quasi in un obbligo collettivo. Non uno che legga un giornale, o pensi ai fatti suoi. Uno sì, anzi Continua a leggere

Buttarsi

Avevo cominciato l’avventura al Betania’s bar con Alessandro Baricco e il suo Novecento. Ritorno allo scrittore nostrano perché di questi tempi Gabriele Vacis sta portando in scena un altro suo testo, Smith & Wesson, che ancora una volta punta l’obiettivo sul senso della vita che l’uomo faticosamente agogna.

Rachel tenta l’impresa: ha fame di gloria, o più semplicemente non vuole lasciarsi vivere, non vuole arrendersi (“se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita”), rischia tutto per sentirsi davvero viva.

Ma per il burattinaio Baricco, scettico “non c’è nulla che si possa fare per cambiare le cose, non va; si semina, si raccoglie, ma non c’è nesso tra una cosa e l’altra”.

Rachel voleva sapere della vita: “cosa mi perdo? Cosa mi perdo, se muoio in quelle cascate?”

“Lo voleva sapere da noi”.

Ecco, questo mi interpella: questo vogliono sapere i ragazzi oggi.

“Ad un certo punto Rachel disse che le sarebbe piaciuto maledettamente credere in dio.” Baricco lo dice così, in minuscolo.

Quel minuscolo va raccolto, lo devo ai bambini che incontro ogni giorno, io che vado al lavoro, loro a scuola o all’asilo.

 

Chi colma il cuore della donna.

Ary Scheffer "Dante e Beatrice"
Ary Scheffer “Dante e Beatrice”

Ecco la proposta del nostro Giordano. Ci raccomanda questa riflessione di Costanza Miriano, specie nella prima parte, come “sublime”.

Quando lessi la prima volta la “Mulieris Dignitatem” credo proprio che non ne capii praticamente nulla, nella sostanza: avevo diciassette anni, e idee tutte strampalate su come dovessero essere maschi e femmine, sul matrimonio, su una malintesa parità tra i sessi. Mi sembravano belle parole, ma destinate a rimanere su carta.
Dieci anni dopo l’enciclica mi sono sposata, e i successivi anni li ho passati praticamente a cercare di comprenderla. Piano piano, con il tempo, le parole del Santo Padre si stanno traducendo in carne, si sono incarnate nella storia della nostra coppia, hanno dato un nome a ciò che vivevo e anche in parte soffrivo.
Credo che in amore si soffra quando si dimentica che “C’è un paradosso nell’esperienza dell’amore: due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con due fragili e limitate capacità di amare”. (R. M. Rilke) “Solo nell’orizzonte di un amore più grande è possibile non consumarsi nella pretesa reciproca e non rassegnarsi, ma camminare insieme verso un Destino di cui l’altro è segno”. (C. S. Lewis)
Uomo e donna sono due povertà che si incontrano e si donano. Continua a leggere