Matrimonio: questione privata di equilibrio?

Pattini%20coppia“Come vi immaginate il matrimonio?” è la domanda che don Livio rivolge a Stefania, futura sposa, all’inizio del film “Casomai”.

Mi piace l’immagine che Stefania usa, quella di una coppia di pattinatori su ghiaccio che cerca di trovare un equilibrio e un’armonia nella danza su quelle lame instabili e su un terreno scivoloso.

A volte capita, nel vivere in due, che uno dei due possa inciampare e cadere e magari nella caduta trascinare con sé anche l’altro. E allora? Che fare? Credo che, a volte, toccato il fondo, basterebbe, con uno sguardo, riappropriarsi del passato condiviso per ricordarsi che, tutto sommato, forse si è ancora capaci di rimanere in piedi su quelle benedette lame instabili.

Giusto per chiudere il cerchio, vi giro la domanda che, alla fine del film, don Livio rivolge ai parenti e agli amici degli sposi:

“Ma, secondo voi, il matrimonio è un fatto privato?”

4 pensieri su “Matrimonio: questione privata di equilibrio?

  1. Grande Norma! Il Matrimonio NON E’ un fatto privato. Ogni tipo di Matrimonio è un patto stipulato (come minimo) di fronte a una comunità. La comunità (civile o religiosa) è garante (ad esempio attraverso le “pubblicazioni”), testimone e custode di questo contratto.
    Questa riflessione ci porta lontano.
    Commentate!

    Gabriele

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    • Io provo sommessamente a rilanciare.
      Un matrimonio concepito come strettamente, ma anche moderatamente, privato non può (non potrebbe?) reggere.
      A casa mia non reggerebbe!

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  2. Pienamente d’accordo che il matrimonio sia una questione pubblica. Purtroppo talvolta può capitare che amici, parenti, colleghi o conoscenti, anche in buona fede, possano interferire non sempre in maniera positiva con la serenità di una coppia.

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  3. Anche l’esperto della canzone del bar era presente ad ascoltare la conversazione incominciata da Norma e gli ulteriori calzanti contributi… e sapeva che ci doveva essere una possibilità di inserirsi a modo suo nella conversazione.
    Ed ecco “E voi ballate”, una delle più belle canzoni di Celentano. Guardate cosa ci canta in merito alla rottura della relazione di una coppia (non marito e moglie, forse appena fidanzati..ma sempre coppia è)! Nisa e Miki del Prete sembrano proprio dirci che ci sono delle ingerenze negative, tanto che il protagonista arriva ad esprimere il suo disprezzo nei confronti di chi era esterno alla coppia :
    “Riempite il mio bicchiere , mi sento giù di corda, l’avete già capito: lei m’ha lasciato e voi ballate, ballate ancora. Vi odio tutti quanti non era come noi, l’abbiamo spaventata e se n’é andata”.
    Chi canta riconosce che c’è un’incidenza degli altri esterni alla coppia, perché lei “spaventata” “se ne è andata”. Ma avete notato che il verbo “spaventare” è coniugato con “abbiamo”, in aggiunta ad un “non era come noi”? Come dire: si, ci possono essere ingerenze esterne (anche aiuti– sempre ammesso che lo siano-), ma che non sia un alibi: c’è anche la responsabilità di (almeno) uno dei due nel contribuire a non difendere la serenità della coppia dalle ingerenze esterne.

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