Le conseguenze dell’aborto.

il blog di Costanza Miriano

Le conseguenze dell’aborto, spiegato senza ideologie, in modo professionale. Intervista a Benedetta Foà, psicologa clinica, che aiuta “genitori” (donne ma anche uomini) in lutto.

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Vuoi spiegarci brevemente qual è il tuo lavoro e di che persone ti occupi?

Grazie Costanza, lo spiego volentieri. Ho cominciato ad occuparmi di post-aborto nel 1995. In quel momento mi trovavo in Bosnia al tempo della guerra che si è svolta nell ex-Jugoslavia tra il 1991 e il 1996. Ero lì come volontaria della Caritas a portare aiuti umanitari. È stato dopo questa esperienza che ho realizzato  che prendersi cura degli Esseri Umani è la cosa più importante  che ci sia. È grazie al dott. Philip Ney, psichiatra Canadese, che è venuto a tenere un corso di formazione alla parrocchia di San Giacomo a Medjugorje, che mi si sono aperti gli occhi rispetto al trauma dell’aborto. Fino a quel momento non era un argomento…

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Il tesoro nascosto della Reggia.

la splendida Cappella Palatina della Reggia di Caserta
la splendida Cappella Palatina della Reggia di Caserta

Nei lavori di restauro del Palazzo reale di Caserta emerge un patrimonio poco noto e valorizzato del complesso, quello “religioso”. Come la Cappella Palatina e il raffinato Oratorio di Ferdinando II. (Lidia)

GIORGIO AGNISOLA

Uno degli aspetti meno noti della famosa Reggia di Caserta è quello religioso. Nel celebre Palazzo sono presenti varie cappelle, una delle quali, l’oratorio di Ferdinando II di Borbone, è stata restaurata di recente: un patrimonio artistico e spirituale poco conosciuto e poco valorizzato. Costituisce nel suo complesso una delle tante risorse di un sito rinomato in tutto il mondo e da qualche tempo al centro di polemiche, soprattutto per via del degrado che negli ultimi anni ha caratterizzato il Palazzo e il celebre Parco. Continua a leggere

Le pagine del Vangelo scritte come un romanzo.

L’episodio, narrato da Luca (Lc 7,36-50), della peccatrice che bacia i piedi a Gesù
L’episodio, narrato da Luca (Lc 7,36-50), della peccatrice che bacia i piedi a Gesù

 Il teologo portoghese spiega come in Luca l’anima del racconto non è rappresentata dalla trama ma dal suo protagonista. La finalità è rivelare come Egli sia l’unico attraverso il quale possiamo giungere alla salvezza. (Lidia)

 Josè Tolentino Mendonça

Aristotele sosteneva che l’anima del racconto è la trama, e che i personaggi vengono al secondo posto. In Luca, tuttavia, osserviamo il contrario: il protagonista è la vera anima del racconto, e la trama, come del resto la formula di apertura dichiara (1,1-4), ha la funzione di rivelare il personaggio. Sono le peculiari caratteristiche della figura di Gesù a determinare il tipo di racconto che il Vangelo costituisce. Continua a leggere

Adeguarci

Ok Antonio. E i giornali ci “mandino a dire” ciò che credono…

Berlicche

“La società ci costringe ad adeguarci”

L’ho sentito stamattina alla radio, detta da una autorevole commentatrice durante un’intervista.

Costringe? Che è questa società, che ci schiavizza? Che ci fa “adeguare”? O siamo liberi, o siamo schiavi di questo mostro senza volto. Chi la fa, la società? Chi la dirige? Chi cospira contro di noi, dunque? Chi mi associa a ciò che non voglio, decide in mia vece, così violentemente da non lasciarmi scampo?

Oppure quello che ci manca è solo la consapevolezza di essere liberi, perché liberati?
Solo se c’è qualcosa, Qualcuno più in alto dell’imposizione umana, che garantisce per noi, che ci salva, allora quella liberazione viene, è già qui.
E niente e nessuno può costringermi ad adeguarmi.

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Non mandare a chiedere.


“Siamo in attesa di conoscere il numero degli italiani eventualmente coinvolti nella strage”. Mi imbarazza sentire questa frase, quasi un rito ogni volta che avviene un “accidente” all’estero. Ma i Morti sono i Morti…

Mi imbarazza ancora di più che i morti si “pesino”: che incidenza hanno avuto i poveri scomparsi delle Torri Gemelle che si sono dovuti vendicare con un numero “adeguato” di vite in Medio Oriente! Non molti anni indietro i periti nel genocidio dei Tutsi in Uganda furono diverse centinaia di migliaia in più, letteralmente un fiume di sangue. Non si può proprio dire che abbiano avuto l’attenzione di una paragonabile mobilitazione nemmeno umanitaria, tanto meno politica…

Ma è notizia di queste ore: le nove persone vittime a Monaco e le dieci volte più numerose trucidate nell’attentato a Kabul continuano a “meritare” trattamento mediatico ben diverso…

“Non può dirsi civile un paese in cui esista l’informazione”

George Ivanovitch Gurdjieff (grazie al Blog amico “en permanence” per la citazione/provocazione)

Ma ancora, i milioni di bambini non nati per l’aborto e chi vorrebbe invece farla finita anzi tempo con l’eutanasia. Qui la morte “procurata”, e non “subita” viene invocata come un diritto, una pretesa.

Come per il male che ci si procura con la droga. La discussione parlamentare che porterà alla legalizzazione delle droghe leggere inizia oggi. Questo è ammissibile, non spaventa. Compreso il potenziale di morte di un guidatore alterato dagli effetti della cannabis. Altro che il “camionista” di Nizza!..

Chiedo perdono per le poche idee confuse che ho esternato di getto al Barman, appoggiato al bancone del Betania’s. Ma vi assicuro, non ho affatto bevuto: mi sono fatto servire solo un tamarindo.

Due sole considerazioni: ci terrorizzano “preferibilmente” la morte e il male che non ci scegliamo o non possiamo, noi esseri onnipotenti, in qualche modo controllare. Oppure il male che infrange la nostra sfera “privata”, che lo sia in termini nazionali o, più genericamente e in maniera meschina, provinciali.

Ultima citazione a riassumere il mio pensiero di oggi:cartolina-aforisma-john-donne-3