Adeguarci

Ok Antonio. E i giornali ci “mandino a dire” ciò che credono…

Berlicche

“La società ci costringe ad adeguarci”

L’ho sentito stamattina alla radio, detta da una autorevole commentatrice durante un’intervista.

Costringe? Che è questa società, che ci schiavizza? Che ci fa “adeguare”? O siamo liberi, o siamo schiavi di questo mostro senza volto. Chi la fa, la società? Chi la dirige? Chi cospira contro di noi, dunque? Chi mi associa a ciò che non voglio, decide in mia vece, così violentemente da non lasciarmi scampo?

Oppure quello che ci manca è solo la consapevolezza di essere liberi, perché liberati?
Solo se c’è qualcosa, Qualcuno più in alto dell’imposizione umana, che garantisce per noi, che ci salva, allora quella liberazione viene, è già qui.
E niente e nessuno può costringermi ad adeguarmi.

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Non mandare a chiedere.


“Siamo in attesa di conoscere il numero degli italiani eventualmente coinvolti nella strage”. Mi imbarazza sentire questa frase, quasi un rito ogni volta che avviene un “accidente” all’estero. Ma i Morti sono i Morti…

Mi imbarazza ancora di più che i morti si “pesino”: che incidenza hanno avuto i poveri scomparsi delle Torri Gemelle che si sono dovuti vendicare con un numero “adeguato” di vite in Medio Oriente! Non molti anni indietro i periti nel genocidio dei Tutsi in Uganda furono diverse centinaia di migliaia in più, letteralmente un fiume di sangue. Non si può proprio dire che abbiano avuto l’attenzione di una paragonabile mobilitazione nemmeno umanitaria, tanto meno politica…

Ma è notizia di queste ore: le nove persone vittime a Monaco e le dieci volte più numerose trucidate nell’attentato a Kabul continuano a “meritare” trattamento mediatico ben diverso…

“Non può dirsi civile un paese in cui esista l’informazione”

George Ivanovitch Gurdjieff (grazie al Blog amico “en permanence” per la citazione/provocazione)

Ma ancora, i milioni di bambini non nati per l’aborto e chi vorrebbe invece farla finita anzi tempo con l’eutanasia. Qui la morte “procurata”, e non “subita” viene invocata come un diritto, una pretesa.

Come per il male che ci si procura con la droga. La discussione parlamentare che porterà alla legalizzazione delle droghe leggere inizia oggi. Questo è ammissibile, non spaventa. Compreso il potenziale di morte di un guidatore alterato dagli effetti della cannabis. Altro che il “camionista” di Nizza!..

Chiedo perdono per le poche idee confuse che ho esternato di getto al Barman, appoggiato al bancone del Betania’s. Ma vi assicuro, non ho affatto bevuto: mi sono fatto servire solo un tamarindo.

Due sole considerazioni: ci terrorizzano “preferibilmente” la morte e il male che non ci scegliamo o non possiamo, noi esseri onnipotenti, in qualche modo controllare. Oppure il male che infrange la nostra sfera “privata”, che lo sia in termini nazionali o, più genericamente e in maniera meschina, provinciali.

Ultima citazione a riassumere il mio pensiero di oggi:cartolina-aforisma-john-donne-3

Quel che Dante c’insegna sulle stelle e che sorprende ancora oggi.

Andromeda
Andromeda

Rileggere la Commedia con gli occhi all’insù. (Lidia)

ENRICO NEGROTTI

Un invito a rileggere la poesia del viaggio interstellare di Dante e uno sguardo sull’orizzonte dell’universo che la moderna astronomia da un lato svela e dall’altro rende più complesso: al punto che «l’alta fantasia» cui «mancò possa» (Par. XXXIII, 142) comunica suggestioni valide anche per l’uomo del XXI secolo. Sono gli esiti del confronto tra un italianista, Donato Pirovano, e un astronomo, Attilio Ferrari:
Pirovano ricorda che Dante ha sempre osservato con acuta attenzione i fenomeni celesti. La raffigurazione dell’universo diviso nei nove cieli (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, Stelle fisse e Primo Mobile) Continua a leggere

Io, tuo padre, ti sarò sempre accanto.

padre-e-figlio-tramontoMarina Corradi riesce ad esprimere così bene i suoi sentimenti che mi ci ritrovo sempre. – “Anche per noi è così! Grazie Lidia.”

di Marina Corradi

Un amico mi racconta che ha appena perduto suo padre. Gli faccio le condoglianze – quelle condoglianze, mi accorgo, educate e misurate che si fanno quando a perdere un genitore è un adulto. Quando la morte è nella natura delle cose, nell’ordine consueto della vita. Ma il mio amico ha bisogno di parlare: «Sai – mi dice – benché mio padre fosse così anziano, stento a capacitarmi che non ci sia più. Lo sentivo al telefono tutti i giorni. E ancora mi sorprendo a prendere il cellulare, a fare il suo numero; solo all’ultimo istante metto giù. Continua a leggere

Questione di sguardi

creazione di adamo

Tutti conosciamo la Creazione di Adamo del grande Michelangelo.

Siamo pero’ stati abituati a soffermarci sempre sull’arco delle due braccia protese, che unisce i due nello sfiorarsi degli indici.

Ho trovato bella un’interpretazione secondo cui lo snodarsi di Abramo che alza il braccio prende avvio non tanto dalla mano di Dio Padre, ma dal richiamo dei suoi occhi a cui gli occhi di Adamo si legano, come svegliati da un colloquio tu per tu.

Il gesto della mano e’ solo la conseguenza comportamentale riflessa del gioco di sguardi.

Quante volte abbiamo fatto esperienza di uno sguardo cosi’, capace di muovere il cuore e l’azione?

Quanto desideriamo ritrovare sempre uno sguardo cosi’ in coloro che ci stanno accanto?

 

La bellezza dell’affidarsi.

handsNon possiamo attendere il prossimo Natale per condividere con gli amici del Bar il brano proposto dalla nostra Antonietta. Anche questa è un perla scovata nel suo Scrigno della Memoria e pubblicata, appunto, in periodo natalizio sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Chiedo davvero agli amici di non trascurarlo. Contiene emozione, e ciò che commuove muove; e ottime motivazioni per credere alla ragionevolezza della nostra Fede.

di Antonietta Porro

Una delle circostanze che, da bambina, mi rendevano più felice era quella in cui per qualche piccolo problema di salute, di quelli che ai bambini capitano di frequente, diventavo l’oggetto delle attenzioni speciali della mamma: ero, sì, costretta a letto, ma venivo coccolata più del solito e, anche se non mi sentivo in perfetta forma, sapevo di non dover pensare a nulla perché qualcuno pensava a me, qualcuno che certamente mi voleva bene e certamente sapeva quel che c’era da fare per farmi sentire meglio. Era, insomma, una specie di conferma che esisteva qualcuno di cui potevo fidarmi più che di me stessa, e questo mi dava una sensazione di grande serenità, e anche di appagamento.
Proprio nei giorni scorsi un’amica mi ha raccontato un episodio, da lei vissuto Continua a leggere

Marietta, testimone del perdono e prossima a Yara, Fortuna, Maria

maria_gorettiLe bimbe violate e uccise della cronaca come tante Maria Goretti. Grazie Lidia per questa Tua recensione. La festa di santa Maria è trascorsa da poco ed è bello pensarla in comunione con queste bambine.

di Guido Mocellin

WikiChiesa. È difficile dubitarne: se l’aggressione sessuale e l’assassinio di Maria Goretti per mano di Alessandro Serenelli fossero avvenuti oggi anziché un secolo fa, si sarebbero immediatamente precipitate alle Ferriere di Conca le troupe di “Chi l’ha visto” e di “Quarto grado”, gli studi televisivi e i social network si sarebbero riempiti di parole e immagini di e su Marietta e gli opinionisti specializzati avrebbero sviscerato i più intimi e possibilmente morbosi Continua a leggere