I colori di un abbraccio? Quelli di due anime accese.

foto Steve Mc Curry
foto Steve Mc Curry

Marco Voleri

«I colori hanno un profumo preciso», pensò deciso Fabio a sette anni, mentre colorava con impegno un prato pieno di fiori su un foglio. Il bambino aveva anche un’idea abbastanza chiara della temperatura che poteva esprimere una determinata tonalità, come fosse un’emozione da toccare con gli occhi. Nel corso degli anni, crescendo, imparò a convivere con questo particolare metro, che teneva nella tasca del cuore. Tutto ciò che vedeva o sentiva, dalla coda al supermercato alla marmellata appena fatta dalla nonna, aveva un colore preciso nella sua mente che gli consentiva di preservarne, attraverso la temperatura codificata dalla sua anima, un ricordo indelebile. Ogni giorno vissuto da Fabio era una tavolozza bianca da colorare, e a fine giornata diventava un quadro da appendere nella grande galleria della sua vita. Fabio non percepiva però i colori come qualcosa che gli apparteneva. Da grande si convinse del fatto che potessero essere intimamente connessi con i sentimenti, in strettissimo rapporto col linguaggio quotidiano convenzionale e con le tonalità emotive di ognuno. «I vissuti affettivi si tingono di colore quando cerchiamo di esprimerli» pensò un giorno. Quante volte si sente dire ‘la mia vita è grigia in questo periodo, sono incavolato nero’, pensò quando, verso i venticinque anni, decise di iniziare il suo primo quadro con la tecnica della pittura a olio. Ci mise un po’ di tempo per individuare il soggetto da realizzare, poi di colpo ebbe una bella intuizione. «Disegnerò un abbraccio», pensò soddisfatto. Suggestiva come idea, ma come realizzare l’emozione del momento in cui due persone uniscono i loro corpi senza distanze e barriere? «L’abbraccio è dono reciproco – pensò nel negozio delle tele –, è un gesto benefico per entrambe le persone che lo vivono, che si donano calore e conforto a vicenda. Sceglierò il giallo, l’arancione e il rosso. In mezzo a questi colori però c’è un nucleo che si forma per un attimo, un momento in cui due anime si incontrano e si salutano senza parlare, ma solo col cuore aperto. Mi serve un colore diverso». Poi uscì dal negozio e buttò nel cestino la tela appena comprata. «Non posso disegnare un abbraccio, perché ognuno è unico e ha il suo colore: quello di due anime accese».

fonte: Avvenire 30/6/2016

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