Il cavallo di Troia? In realtà era una nave.

Navi Fenicie "Hippoi" (particolare del bassorilievo del palazzo di Khorsabad, antica Dur Sharrukin, la fortezza di Sargon, capitale dell'impero assiro al tempo di Sargon II (722-705) - museo del Louvre.
Navi Fenicie “Hippoi” (particolare del bassorilievo del palazzo di Khorsabad, antica Dur Sharrukin, la fortezza di Sargon, capitale dell’impero assiro al tempo di Sargon II (722-705) – museo del Louvre.

Lidia, non puoi infrangere sull’altare della “verità archeologica” il fantastico immaginario collettivo di milioni di ragazzini, che sul Destriero di Troia hanno galoppato per generazioni!… 🙂 E a fianco ci sono pure le prove…

Il cavallo di Troia non era un cavallo di legno, bensì una speciale nave da guerra. I troiani non avrebbero introdotto dentro le mura della città – in parte abbattendole per farcelo entrare – un quadrupede ma l’Hippos, una nave di tipo fenicio con la polena a testa di cavallo (hippos, appunto, cavallo in greco), usata tra l’altro solitamente per

... non era più suggestivo immaginarlo così?!
… non era più suggestivo immaginarlo così?!

pagare tributi. È l’ipotesi sostenuta dall’archeologo navale Francesco Tiboni, ricercatore dell’Università di Aix-en-Provence e Marsiglia, che pubblicherà i risultati della sua indagine sul prossimo numero di “Archeologia Viva”. Si tratta quindi di un equivoco lessicale. La nave sarebbe diventata un cavallo intorno al VII secolo a. C., periodo a cui risalgono i poemi presi come fonte daVirgilio, che ne tratta ampiamente nell’Eneide (mentre non è presente nell’Iliade omerica e l’Odissea lo cita solo di sfuggita). «Se esaminiamo i testi reintroducendo il significato originale di nave – spiega Tiboni – certamente noto ai contemporanei, non solo non si modifica in alcun modo il significato, ma l’inganno tende ad acquisire una dimensione meno surreale. È di certo più verosimile che una grande imbarcazione possa celare al proprio interno dei soldati, e che loro possano uscire calandosi rapidamente da portelli visibili sullo scafo e per nulla sospetti agli occhi di chi osserva».

fonte: Adnkronos del 22/6/2016

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