Provare paura

Tempo di Olimpiadi e ci scopriamo tutti tifosi, pronti ad esultare per chi vince e a condannare chi perde.

Gioverebbe ricordare quello che si nasconde dietro tante medaglie: anni di sacrifici, di allenamenti, di attesa per le gare. Anni di paure provate e vinte.

Sì, perché un vero campione, e un vero uomo, non deve vergognarsi di avere paura.

Leggevo in questi giorni un’intervista a Niki Lauda, pilota di Formula 1, che, 40 anni fa, il 1° agosto 1976, fu vittima di un terribile incidente sulla pista di Nürburgring. Ne uscì vivo per miracolo e il suo volto porta ancora oggi i segni di quel giorno. Ebbe la forza di tornare a correre e riportò nuove vittorie. Ma in una corsa successiva in Giappone, a Fuji, dopo che un brutto acquazzone aveva malridotto la pista rendendola insicura, egli decise di ritirarsi dalla gara. Nell’intervista Niki Lauda dice che, all’ingegnere della Ferrari che, fermatosi ai box, gli chiese che scusa inventare, egli rispose: “Niente, dì la verità. Ho paura e non me la sento di correre in queste condizioni.”

Bisogna avere il coraggio di provare paura.

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