A proposito di paura. Cantare la Speranza.

frase-speranza-510x400PADRE ERMES RONCHI

‹Eppure, io canto. Nonostante tutto, io canto…
La speranza è la testarda fedeltà all’idea che la storia e la vita siano, nonostante tutte le smentite, un possibile cammino di salvezza.

Una semplice metafora: nella nostra esistenza siamo accompagnati da due cagnolini, uno è la paura l’altro è la speranza. Il cane al quale dai da mangiare di più diventa sempre più grande. L’altro rimane piccolo. Se io alimento la paura, se le do ascolto. attenzione, ragione, se la nutro, essa continuerà a crescere. Se invece custodisco e coltivo motivi di speranza, sarà questa a diventare sempre più grande. Come una profezia che si autoavvera.
In un viaggio in Tunisia sulla soglia di una villa romana, ho trovato questo mosaico:
εν σαυτο τασ ελπιδασ εκε,  fai cantare in te stesso le tue speranze, dai voce, fai echeggiare, dai forza alle tue speranze. Falle cantare e dà loro ascolto.
(Come stasera le fanno cantare i Nuovi Trovadori e i versi di Turoldo.)
Non è decorazione il canto, è necessario, cantare è molto più che dire.
Ma il problema diventa: quali speranze cantano in me? Che livello di obiettivi nutro per me e per i miei? Mi accontento di un po’ di salute, un po’ di soldi, un po’ di sicurezza….
Il mio sogno: villa con piscina e Ferrari nel garage?
Queste però sono speranze che tendono alla paura, paura di perdere il livello di vita che ho raggiunto.
Perché non commisuriamo le speranze invece che al PIL, prodotto interno lordo, ad un PIF, Prodotto Interno di Felicità?
Allora ecco, che cosa spero? Voglio una famiglia felice, e amicizie belle, godere più cultura, l’onestà e la fine della corruzione, custodire la bellezza della natura, aspetto pace per me e per la terra, desidero giustizia per me e per tutti i figli di Dio, e libertà e rispetto a cominciare dagli ultimi? Allora la speranza tende all’espansione della vita.
Il Vangelo è il maestro della speranza, ci insegna l’espansione della vita. E ci indica il percorso: la fiducia.
Per una mancanza di fiducia è entrata nel mondo la paura, per un atto di fiducia ne sarà esiliata.
Fiducia nel mondo e nel suo destino. Il futuro sarà buono, il mondo non finirà nel fuoco ma nella bellezza. Ultima visione dell’ultimo libro l’apocalisse: vidi la nuova terra scendere dal cielo bella come una sposa pronta per l’incontro d’amore.
Fiducia nell’altro, perché anche lui in cuore attende e cerca le stesse mie cose. Offro un anticipo di fiducia ad ogni uomo, perché offrendola si riduce nell’altro la paura. Ed è probabile che la spirale di fiducia generi fiducia.
Fiducia in me stesso. Credere nell’altro e credere in me stesso sono l’interfaccia di un’apertura alla conquista del futuro. Perché se anche l’altro fallisse, io ho fiducia in me e allora il fallimento non tiene in scacco la mia volontà di ripresa.
Fiducia in Dio. Ho fiducia in Lui perché lui ha fiducia in me, amo colui che mi ama, credo in colui che crede in me, quasi un raddoppio di fiducia, una fede al quadrato.
Cantare la speranza, allora. Dando fiducia come un pregiudizio, optando per speranze grandi, quelle che rendono davvero felice la vita, e poi cantarle, ridirle a me e agli altri.

«La speranza è un essere piumato  

che si posa sull’anima,

canta melodie senza parole

e non finisce mai»

(E. Dickinson).›

fonte: presentazione VIII Festival biblico. Vicenza, 21/3/2012

Un pensiero su “A proposito di paura. Cantare la Speranza.

  1. Ci dà speranza anche la presenza della Madonna che è la nostra avvocata.
    Lucetta

    San Bernardo di Chiaravalle

    Abate e dottore della Chiesa

    Non c’è nulla che mi affascini di più che parlare di Maria.
    Ella è una scintillante stella che si alza sull’immensità del mare umano e sfavilla con i suoi meriti.
    O tu, che ti senti sbattuto dai flutti di questo mondo in mezzo ad uragani e a tempeste, non abbandonare con gli occhi la luce di quella stella se non vuoi fare naufragio.
    Se si leva il vento delle tentazioni, se lo scoglio delle tribolazioni ostacola la tua rotta, guarda la stella, invoca Maria.
    Se sei sbattuto dalle onde dell’orgoglio, dell’ambizione, del rancore, della gelosia, guarda la stessa, invoca Maria.
    Se la collera, l’avarizia, i desideri impuri squassano il vascello della tua anima, guarda a Maria.
    Se turbato dall’enormità dei tuoi peccati, vergognoso delle brutture della tua coscienza, spaventato dal giudizio divino, cominci a lasciarti andare alla tristezza, a scivolare nella disperazione, pensa a Maria.
    Nei pericoli, nelle angosce, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria.
    Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra, non si allontani mai dal tuo cuore.

    San Bernardo

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