Paolo VI dopo il terremoto del 1976 in Friuli.

…sono parole, sono Parole chiarissime, tremende e stupende che, nella circostanza, vorrei poter anche io ascoltare, accogliere, vivere. Perché alla perdita di tutto non si assommi nell’inventario la perdita di Dio. Dov’era Dio? Dio era, è, sarà proprio lì. “Il Signore dà. Il Signore toglie. Sia benedetto il nome del Signore!” Il post che segue, con le parole di papa Paolo, dà “ai cuori forti e agli uomini buoni” le ragioni, la Ragione, per riconoscere la Grazia. Proprio lì.

Una casa sulla roccia

web-paoloVI

«Noi non vogliamo dire di più davanti ai lutti e alle rovine dalle dimensioni tragiche, che sembrano superare ogni misura e rifiutare ogni conforto. Vogliamo comprendere e raccogliere in silenzio riverente il grido ineffabile di questa acerbissima pena. Ma una parola non possiamo tacere per i cuori forti, per gli animi buoni: niente disperazione! Niente cecità del fato! La nostra incapacità a dare una spiegazione, che rientri negli schemi abituali della nostra breve e miope logica, non annulla la nostra superiore fiducia nella misteriosa, ma sempre provvida e paterna presenza della bontà divina, che sa risolvere a nostro vantaggio anche le più gravi e incomprensibili sciagure».

Sono le parole di Paolo VI, pronunciate il 9 maggio 1976, pochi giorni dopo il devastante terremoto del Friuli.

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