Un’Italia buona. Vecchi e nuovi cittadini solidali.

arundatiMARINA CORRADI

Arrivano a casa in ordine sparso, da zone diverse di Milano e dell’hinterland, e tutti, figli e amici dei figli, reduci dalla colletta del Banco alimentare di sabato scorso, hanno lo stesso stupore in faccia: «Ma pensa, più sembrano dei poveretti, degli immigrati senza un soldo, più sembrano anziani e soli e più volentieri donano un po’ della spesa a chi non ha da mangiare».

Erano partiti presto al mattino, come migliaia di altri in tutta Italia, per andare a presidiare le porte della grande distribuzione, in un sabato che avvicina al Natale. Non accettavano soldi, ma solo pacchi di pasta, riso, zucchero, pannolini. Con un pettorale addosso fermavano gentilmente la gente, all’ingresso. Qualche “no” frettoloso, qualche rifiuto secco, qualche diffidenza Continua a leggere

BLACK FRIDAY

“… Ed ecco un’ampia conca, circondata di rocce ardite e di coltivazioni ridenti, popolata di opifici, di giardinetti e di ville, nella quale biancheggia e fuma Perosa.”
(Edmondo De Amicis, 1884)

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Venerdì 25/11, poco prima delle 7.00:

mentre mi recavo al lavoro, ascolto la radio e sentivo le pubblicità annunciare (beh… ne parlavano già da qualche giorno… quando si tratta di fenomeni commerciali non si rimane indietro!) che quello sarebbe stato il giorno del “Black Friday”.

Venerdì 25/11, appena dopo le 7.00:

sento il radiogiornale dove raccontano dei problemi recati dalla pioggia incessante, e fra i vari parlano di Perosa Argentina.

Conosco un ragazzo di Perosa Argentina (se consentite di definire “ragazzo” chi, come me, ha compiuto “da poco” 40 anni), ed ovviamente il mio pensiero va a lui.

“Black Friday”: “venerdì nero”, e ti dici “per loro sicuramente si”.

Poi whatsapp ti porta ad apprendere dalle sue parole cosa sta succedendo al suo paese: per alcuni il pericolo è rientrato, per altri più vicini al torrente si parla di evacuazione, rischi di smottamento e fango “ma abbiamo trasformato il danno in un momento di lavoro tra amici finito con un bicchiere di vino… che strano… era perfino bello essere lì.. anche perché fortunatamente niente di grave”.

Così viene da chiedersi quanto sia “nero” un venerdì di problemi veri, dove però puoi sentire la ricchezza della comunità che ti sta intorno e che si da’ da fare con e per te.

La “ricchezza” quella vera, non quella che ti illudi di inseguire con gli sconti.
E un “grazie” a chi ci permette di capirlo, anche se è nella difficoltà.

 

Stefano Vanoli

Aborto. I dubbi di un medico abortista, la via cristiana per i figli perduti.

maria-e-gesu-bambinoMARINA CORRADI

E’ un ginecologo 62 enne, non obiettore, vice primario in un ospedale del Vicentino. Ha migliaia di aborti alle spalle, nella sua lunga carriera. Ateo, simpatizzante dei Radicali, dice di averlo fatto per i diritti delle donne, perché c’era una legge dello Stato, e qualcuno quel lavoro lo doveva fare.

Non parla come un pentito, il medico intervistato ieri dal “Corriere della Sera”. Parla come uno che ha dei dubbi, della sofferenza, perfino della nausea Continua a leggere

L’uomo giusto.

giustoIl poeta Argentino Borges scrive una bellissima poesia dove descrive chi è per lui l’uomo “giusto” con la “g” minuscola.

“Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.”

Grazie a Jack per l’ispirazione.

La Catechesi d’Avvento: registrazione audio.

amoris-laetitia

SE NON AMI…  Parole sull’Amoris Laetitia

 Vorremmo condividere con i nostri amici il frutto dell’Officina sull’Amoris Laetitia in registrazione audio. Con il sostegno paterno  di don Fabio Coppini e la regia del nostro Gabriele è diventata, seppur secondo noi modesta, proposta di riflessione d’Avvento, il 20 novembre scorso, per la Comunità Pastorale Crocefisso Risorto.  I canti sono a cura del Coretto Regina Pacis.

“Ora è tempo di gioia                                         non ve ne accorgete?                                       Ecco faccio una cosa nuova:                             nel deserto una strada aprirò.”

fonte: Radiorizzonti inBlu

«Una deformante tv su Papa e aborto». Brutta storia, chi vuole può rimediare.

mentineGentile direttore,

scrivo di getto: ho appena ascoltato un servizio televisivo trasmesso da un telegiornale della Rai del 22 novembre, non è il primo di questo tenore da ieri sera, 21 novembre, data della pubblicazione della lettera apostolica Misericordia et misera. Come molti altri il servizio riguarda l’autorizzazione concessa in modo permanente da papa Francesco a tutti i sacerdoti di assolvere dal peccato di aborto. Oggi, a testo letto bene da parte di cronisti coscienziosi, mi sarei aspettato servizi sulla capacità o meno dei sacerdoti stessi di saper accogliere con misericordia chi si accosterà per confessare questo peccato, per esempio una donna (e ce ne sono!) che dopo anni confessa un aborto con il dolore non di chi “ha trasgredito un comando della Chiesa”, ma di chi sente un vuoto biologico ed esistenziale Continua a leggere

Migranti, abbiamo provato a guardarli così?

Il Resegone visto da Pescarenico.
Il Resegone visto da Pescarenico.

« Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti.
Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que’ monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l’immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l’animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. »