Aborto. La libertà che non c’è in Francia.

don maurizioIn Francia il nostro Betania’s dovrebbe chiudere…

Padre Maurizio Patriciello

Il rispetto per la democrazia di tanti moderni democratici spaventa. Ci siamo sgolati per ribadire il rispetto per l’altro anche quando la pensava diversamente da noi. Ci abbiamo creduto. Ci crediamo. Forse ci fu un tempo in cui ci credevano anche loro. Ci siamo vantati di essere i paladini della civiltà, anche da esportare altrove.

A volte – è vero – a suon di bombe e di menzogne. Quando la Francia degli Illuministi scoprì la bellezza della legalità, della fraternità, dell’ uguaglianza, non si accorse che quei valori erano già scolpiti nei vangeli da diciassette secoli. La Francia del terzo millennio vieta di esprimere anche su Internet la propria contrarietà all’aborto.

Un segno di democrazia? Un passo verso la civiltà dell’amore?

Un salto indietro. Al di là di ogni considerazione, di ogni ideologia, di ogni fede religiosa, immediatamente, salta agli occhi la contraddizione. Libertà, si, ma solo per chi la pensa come me. E per coloro che ancora conservano un pizzico di buon senso e di umana pietà? Che ne sarà di loro? Internet è un fiume nel quale transitano notizie preziose, offese, illazioni, bufale di ogni tipo, ma la laica Francia ha paura di chi inneggia alla vita nascente.

Che faranno da oggi i francesi amanti della vita? Che ne sarà di quelle persone che “democraticamente” hanno imparato a esprimere le proprie idee e a rispettare quelle degli altri? Saranno multati, incarcerati, condannati?

Che esempio di laicità! Quale inno alla libertà! La democrazia di certi moderni democratici spaventa. Davvero. Il mondo si fa sempre più piccolo, alla stregua di un villaggio.

Uomini diversi per cultura, lingua, religione hanno bussato alla porta dei nostri Paesi. Da veri democratici ci siamo battuti per il dialogo, l’integrazione, gli aiuti umanitari. Abbiamo invocato, programmato, realizzato tavoli di confronto, approfondimenti, studi. Abbiamo lottato contro egoismi, nazionalismi, limiti imposti dalla pigrizia per riaffermare che nessuno uomo, nessun Paese è un’ isola. Per abbattere muri e costruire ponti. Abbiamo rinnegato con tutte le nostre forze le dittature di ogni tipo. Abbiamo sostenuto che la democrazia, pur con i suoi limiti, le sue contraddizioni, le sue cadute, le sue lungaggini, fosse il migliore dei governi.

Poi ci accorgiamo che l’intolleranza tarda a morire. Che la tentazione di ricorrere alla forza – dei numeri, delle armi, del denaro – contro le minoranze, contro chi la pensa diversamente da noi, è sempre dietro l’angolo.

La finestra di Overton inizia ad aprire un minuscolo spiraglio. Lentamente, silenziosamente, subdolamente i battenti si allargano fino a spalancarla completamente. Ed ecco che ciò che un tempo era vietato, viene democraticamente tollerato. Ciò che è tollerato viene poi legittimato. Infine si impone tanto da diventare un esempio da seguire. Pian piano le parti si invertono: ciò che era vietato diventa un “diritto” da rispettare. E chi contro quel “diritto” esprime il suo dissenso viene prima messo ai margini, poi zittito completamente. Per legge. In un mondo dove ogni minuto si ammalano due giovani di aids, che non riesce a trovare pace, dove ancora tanta gente – vergognosamente – muore di fame, la Francia laica e democratica mette il bavaglio a chi, umanamente, cristianamente tenta di farsi accanto, ascoltare, aiutare, farsi prossimo di una donna alle prese con l’aborto. Sembra incredibile eppure è la realtà.

La Francia laica, civile e democratica, vuole zittire per legge i suoi figli laici, civili e democratici che inneggiano alla vita. Quale sarà il passo successivo? Il divieto di pensare e dire che l’aborto prima e il tentativo dell’utero in affitto poi sono – è sotto gli occhi di tutti – un immenso affare per gli uomini di affari? Che non conviene a nessuno estirpare dal cuore dei giovani la fragile pianticella della pietà? Non riesco a immaginare che cosa scriverebbe oggi la buonanima di Voltaire. Questa “libertà made in France” ci lascia perplessi. Troppo. È evidente il tentativo di manomettere le fondamenta stesse della vita e il pensiero cristiano per il quale la vita di ogni essere umana è unica, irripetibile, preziosa. Sempre. Ovunque. Conviene tenere gli occhi bene aperti.

fonte: Avvenire 2/12/2016

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3 pensieri su “Aborto. La libertà che non c’è in Francia.

  1. Mi chiedo se ci sono state mobilitazioni di massa da parte della chiesa francese e del popolo francese prima che il governo varasse una simile legge. Povera Francia pronta a dire “Je suis Charlie” e non a schierarsi contro una decisione che limita la libertà di chi la pensa diversamente.

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  2. […] Il Senato francese ha approvato il principio di punire il fatto di «esercitare pressioni morali e psicologiche con ogni mezzo nei confronti di persone che cercano d’informarsi sull’interruzione volontaria della gravidanza». Questa formulazione molto vaga era stata approvata dalla Commissione Affari sociali del Senato per correggere il precedente testo varato dall’Assemblea Nazionale, molto più focalizzato sui mezzi d’informazione e in particolare sui siti Internet.  (leggi il nostro post sull’argomento) […]

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