Chi sono io perché Tu venga a me?

maria-e-gesu-bambinoAnche il post che segue è una perla, scelta dallo Scrigno della Memoria della nostra Antonietta Porro e in pubblicazione  sul Bollettino della Parrocchia di san Giulio in Barlassina. Grazie Antonietta per la tua testimonianza! Buon Natale anche a Te.

Da sempre amo le sorprese, a cominciare da quelle più più piccole, per rincorrere le quali la mattina di Pasqua scendevo in cucina appena sveglia, insieme a mio fratello, mentre i nostri genitori ancora dormivano, a guardare dentro l’uovo di cioccolato, aprendone sapientemente il fondo, così da poter recuperare gli oggettini di scarso valore (ma non agli occhi di un bambino!) che vi erano contenuti e ripristinare, alla fine, la confezione, lasciando l’uovo com’era al principio. Qualunque oggetto avessi trovato, mi piaceva, perché era nuovo, inatteso, non programmato, e in quanto tale era più bello.

L’altro giorno, poco dopo l’imbrunire, attraversavo la piazza; nella direzione opposta alla mia venivano, tenendosi per mano, una giovane mamma e la sua bambina, di circa due anni, imbacuccata, quest’ultima, in un giaccone con il cappuccio che le lasciava scoperto solo il viso. Quando fui davanti a lei mi venne spontaneo guardarla e sorriderle, e lei non fece la scontrosa, come spesso fanno i bambini davanti agli estranei, ma mi restituì un sorriso, ben più fresco e radioso del mio, girandosi anche indietro, una volta che ci fummo superate, per continuare a regalarmi il brillìo dei suoi occhi vivaci. Non me l’aspettavo: ne venni via con il cuore più caldo, senza poter fare a meno di pensare a ciò che don Sandro ci dice spesso: negli incontri che fai, quelli che ti toccano il cuore, lì c’è Gesù!
All’ultimo compleanno, uno di quelli importanti, con la cifra tonda, i miei familiari, i miei amici, anche alcuni colleghi e allievi, mi hanno fatto più di una festa ‘a sorpresa’. Mi hanno anche mandato dei messaggi in cui hanno scritto di me, del nostro rapporto, cose che proprio non mi aspettavo, che mi hanno stupita. È stato tutto molto bello, e mi ha fatto pensare che persino invecchiare può essere una gran cosa, se ti fa (ri)scoprire l’affetto dal quale sei circondata. Eppure avrei dovuto saperlo che mi volevano bene. E invece mi sono fatta sorprendere da una serie di eventi inattesi, imprevisti, e quello che poteva essere un fatto ovvio è diventato una (ri)scoperta, una consapevolezza nuova di un fatto antico, e questo mi ha permesso di guardare alle persone che mi circondavano di affetto con occhi rinnovati e mi ha fatto sentire felice.
Lasciarsi sorprendere dalla vita, dalle piccole e dalle grandi cose della vita, da quelle che ci sembrano normali, così che non ne cogliamo più la bellezza e il valore, può cambiare le nostre giornate, fino a cambiare, un giorno dopo l’altro, la nostra esistenza. Lasciarsi sorprendere significa accorgersi che la nostra vita non è solo la somma di tutti gli eventi che noi abbiamo costruito con la nostra intelligenza, le nostre mani, la nostra creatività, ma è molto di più: c’è qualcosa di non programmato, qualcosa che viene dal di fuori di noi, che, in maniera inattesa, riesce a riempirci di una letizia superiore a quella che eravamo in grado di desiderare.
Tra qualche giorno sarà di nuovo Natale: di nuovo, ancora una volta, come tutti gli anni. Come l’anno scorso ci faremo gli auguri, correremo a cercare i regali per le persone cui vogliamo bene, ci daremo da fare per festeggiare nel migliore dei modi. Andremo anche in chiesa, alla Messa, forse persino alla Messa di mezzanotte, come tutti gli anni. Come l’anno scorso ci verrà ricordato che un Bambino è venuto nel mondo, per salvare il mondo, per liberarlo dal male. Come tutti gli anni, forse, ci faremo commuovere, per un momento, dall’immagine di quel Bambino. Ma forse potremmo fare qualcosa di più: potremmo, quest’anno, lasciarci cogliere di sorpresa, (ri)vedere in quel Bambino qualcosa che sapevamo da tempo, e che per questo ci appariva “normale”. Potremmo (ri)scoprire che questo Bambino viene per noi singolarmente, viene per me, perché mi ama senza misura, tanto da non limitarsi a manifestare la sua potenza di Figlio di Dio per salvarmi, per liberarmi dal male, ma da venire Lui, di persona, dove io sono.

Domenico Ghirlandaio "Visitazione" - 1491 - Louvre
Domenico Ghirlandaio “Visitazione” – 1491 – Louvre

Forse, se ci lasceremo sorprendere da questa Buona Notizia, ci capiterà quello che è capitato a Elisabetta, quando sua cugina Maria, che aveva quel Bambino nel proprio grembo, la andò a trovare senza che lei se lo aspettasse, sconvolse il piano della sua giornata con la sua presenza inattesa, e Elisabetta, sorpresa da quella visita non programmata, addirittura inimmaginabile, e per questo tanto più straordinaria, non trovò altre parole da dire se non: «Chi sono io, perché la Madre del mio Signore venga a me?». E da quel momento nulla fu, nella sua vita, come prima.
Chi sono io…?
Forse anche noi ci chiederemo, davanti a quel Bambino che ci è venuto a visitare, in un modo imprevisto dentro la concitazione delle nostre giornate e dentro la nostra vita già sin troppo piena, «Chi sono io perché Tu venga da me?»: forse, a partire da questa domanda, la sorpresa del Natale potrebbe cambiarci la vita.

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